Lavoro | 10 gennaio 2023, 08:05

Più soldi in busta paga

Più soldi in busta paga, così indica la nuova legge di bilancio in vigore dal primo gennaio 2023: la novità è l’innalzamento della soglia di reddito dei lavoratori dipendenti che beneficerà del taglio del cuneo fiscale al 3%.

Più soldi in busta paga

Più soldi in busta paga, così indica la nuova legge di bilancio in vigore dal primo gennaio 2023: la novità è l’innalzamento da 20 a 25mila euro (1.933 euro lordi al mese) della soglia di reddito dei lavoratori dipendenti che beneficerà del taglio del cuneo fiscale al 3%. Intervento che, da solo, costa 613 milioni, 450 al netto degli effetti fiscali. 

Ma cosa è il cuneo fiscale?

È un indicatore percentuale che indica il rapporto tra tutte le imposte sul lavoro (dirette, indirette e contributi previdenziali) e il costo del lavoro complessivo. 

Può essere determinato sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi o liberi professionisti. 

Le imposte considerate nella determinazione del cuneo fiscale sono sia a carico del datore di lavoro o committente sia del lavoratore dipendente o autonomo o libero professionista. Questo intervento della legge di bilancio 2023 riguarda solo i lavoratori subordinati.

 Non deve essere confuso il cuneo fiscale con il costo del lavoro per unità di prodotto. Il costo del lavoro nella sostanza è comprensivo della retribuzione lorda pagata dal datore e dei contributi pagati dalle imprese. Il cuneo fiscale è un indicatore della somma di tutte le imposte che gravano sul costo complessivo del lavoro (sostenuto dall’azienda) in rapporto al costo complessivo del lavoro offerto. Si può esprimere anche come percentuale tra l'incidenza di tutte le imposte (dirette, indirette e contributi previdenziali) e il costo complessivo del lavoro. L'ampiezza del cuneo fiscale è la somma tra le trattenute al lavoratore e gli oneri a carico dell'azienda e le imposte a carico del lavoratore. 


Emiliano Galati