Associazioni | 20 dicembre 2022, 15:35

Sane, forti, resilienti: le PMI si confermano “motore” dell’economia veronese

Conferenza stampa di fine anno nella sede di Apindustria Confimi Verona. Il presidente Renato Della Bella ha guardato all’anno appena trascorso e alle sfide future che attendono le circa 800 Piccole e Medie Imprese associate. Assunzioni stabili, a fronte della ormai “cronica” difficoltà di reperire personale specializzato, ma si preannuncia un 2023 di incertezza con la prospettiva della recessione

Renato Della Bella

Renato Della Bella

Dal ruolo sempre più strategico, le PMI continuano a rappresentare il motore dell’economia del Paese. Ha guardato all’anno appena trascorso e alle sfide future il presidente di Apindustria Confimi Verona, Renato Della Bella, nella conferenza stampa di fine anno ospitata nella sede dell’Associazione, in via Albere 21.

Erano presenti anche il presidente del Gruppo Giovani, Carlo Grossule; la presidente del Gruppo Donne, Marisa Smaila; Maria Paola Carlesi, componente di Giunta.

La pandemia; il rincaro di materie prime ed energia come conseguenza della mancanza di una politica energetica che richiede procedure più veloci e finanziamenti concreti per consentire alle aziende di essere indipendenti; il conflitto in Ucraina e scenari geopolitici incerti in Turchia e nell’area asiatica con le tensioni tra Cina e Taiwan; la frenata del PIL e la prospettiva della recessione.

«Sono situazioni che, come imprenditori, ci siamo trovati ad affrontare nel corso di quest’ultimo anno e che preannunciano un 2023 di estrema incertezza», ha spiegato Della Bella. «Le PMI hanno dimostrato di essere sane, forti, resilienti. Di avere la capacità di innovare e mantenersi all’avanguardia», ha sottolineato.

Questo si riflette sul dato delle assunzioni: «Stabili, se rapportate anno su anno, con una riduzione dei contratti a tempo determinato a vantaggio del tempo indeterminato. Dato da leggere in rapporto all’andamento del bisogno di manodopera».

Per quanto riguarda la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) da parte delle imprese associate, si è passati dai 22 casi del 2019 ai 320 accordi di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) del 2020, anno della pandemia; gli effetti dell’emergenza sanitaria sono continuati nel 2021 con il ricorso a 160 accordi. Dato che si riduce nel 2022 (42 accordi CIGO) dove però le causali diventano diverse: cominciano ad apparire gli effetti collegati al reperimento delle materie prime, al costo dei trasporti e dell’energia che hanno indotto le aziende meno strutturate a fare i conti con nuove difficoltà.

«Le imprese devono continuare a esprimere il loro potenziale. Su questo oggi è incentrato il confronto tra imprenditori per capire quali sono le nuove linee guida con cui continuare a crescere, essere protagonisti, fare impresa e creare sviluppo», ha aggiunto. Della Bella è alla conclusione del secondo e ultimo mandato come presidente dell’Associazione fondata nel 1962 con la finalità di rappresentare, tutelare e sostenere circa 800 PMI scaligere (44% nel settore meccanico, 12% lapideo, 7% commerciale, 6% alimentare, 6% legno tra i principali). Il rinnovo delle cariche associative è previsto in primavera.

«La pandemia ha imposto prima agli imprenditori di fermarsi e, nel ripartire, di ragionare sulle dinamiche da mettere in atto dell’immediato futuro», ha concluso il presidente di Apindustria Confimi Verona. Alcune tematiche restano al centro dell’attenzione: il risparmio energetico, la transizione ecologica, l’innovazione, la legalità. La richiesta di infrastrutture fisiche e digitali per favorire la competitività, gli investimenti su una sostenibilità economica, sociale e intergenerazionale. L’aggiornamento continuo degli imprenditori perché possano accedere alle opportunità offerte dal mondo della finanza, anche in forma aggregata. La formazione delle giovani generazioni non soltanto per reperire manodopera specializzata, che resta carente, ma per trasferire una cultura d’impresa spendibile nel mondo del lavoro. 

Verona Economia