Associazioni | 29 novembre 2022, 11:16

Brennero, gli autotrasportatori italiani segnalano a Salvini le violazioni dell'Austria

Gli autotrasportatori italiani hanno scritto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per denunciare le continue e sistematiche violazioni del diritto europeo al Brennero da parte dell’Austria.

Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona

Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona

Il sistema camerale e le principali associazioni dell’autotrasporto italiano si rivolgono congiuntamente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per denunciare le continue e sistematiche violazioni del diritto europeo al Brennero da parte dell’Austria e chiedere, finalmente, l’avvio di una procedura d’infrazione davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.


Il Land austriaco del Tirolo da anni porta avanti una politica volta a limitare il transito di mezzi pesanti non tirolesi attraverso la propria regione. Questa politica selettiva colpisce in particolar modo l’economia italiana, dal momento che dal Brennero transita oltre il 10% dell’intero import-export italiano. Si tratta di gran lunga della rotta commerciale via terra più importante per l’Italia. Infatti, il 70% delle esportazioni terrestri passano attraverso le Alpi e di queste la massima parte attraverso il Brennero, il passo che unisce le due principali manifatture d’Europa, quella germanica e quella italiana.


I divieti di circolazione tirolesi formalmente sono misure ambientali atte a garantire i valori limite della qualità dell’aria. In realtà, si tratta di palesi limitazioni discrezionali del traffico merci europeo volte a favorire le imprese tirolesi.

 

Innanzitutto, va ricordato come ormai da diversi anni non siano stati registrati superamenti dei valori limite lungo l’asse autostradale tirolese. In secondo luogo, va ricordato come il divieto notturno di transito, attualmente la misura tirolese più restrittiva, non impatti in alcun modo positivamente sulla qualità dell’aria lungo l’asse autostradale, producendo al contrario una concentrazione dei traffici durante il giorno, provocando code, disagi e inquinamento.


Oltre ai divieti di circolazione è in vigore anche un sistema di dosaggio al confine austro-tedesco per i mezzi diretti verso l’Italia. Tale sistema, quando attivato, crea lunghissime code con tempi di attesa attorno alle 3-4 ore per attraversare un confine Schengen nell’UE.


Confartigianato Trasporti, assieme ad Anita, Cna Fita, Conftrasporto e Uniontrasporti, e alle società del sistema camerale italiano per questioni trasportistiche, hanno trasmesso congiuntamente al Ministro Salvini un documento relativo alla situazione insostenibile al Brennero. Il documento raccoglie le posizioni e le richieste delle associazioni e del sistema camerale.


Il Presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani commenta: «Ci auguriamo che il Ministro Salvini tuteli le imprese di autotrasporto italiane ripristinando parità di condizioni a beneficio della produzione nazionale. È ora di dire basta alle discriminazioni e alla violazione del diritto comunitario attuate dal Tirolo. Speriamo sia la volta buona che il Governo italiano si faccia rispettare».


«Auspichiamo – afferma Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona – che le istituzionali nazionali ed europee si accorgano finalmente di quanto tali misure possano rivelarsi dannose per l’economia dell’intero Paese e intervengano rapidamente per mettere la parola fine a tale incresciosa e surreale situazione. Con la scusa della tutela ambientale ci si prende beffa del nostro Paese, violando i principi base comunitari, finendo per danneggiare, non solo i nostri autotrasportatori, ma l’intera economia italiana. Dopo anni di lotte, interrogazioni, interventi istituzionali a livello nazionale ed europeo, pareri legali che avvallano la nostra linea rispetto a vere e proprie violazioni del diritto, siamo purtroppo costretti a chiederci dove sia l’Europa unita, coordinata e solidale di cui tanto si sente parlare, soprattutto e proprio da parte delle istituzioni europee. Perché nessuno è ancora intervenuto per censurare i comportamenti del Tirolo austriaco ed imporre sanzioni e revoca delle limitazioni?».