Economia | 24 ottobre 2022, 12:46

Wellness, dall’inferno del Covid a motore di sviluppo del territorio

Il settore del benessere, in particolare i centri termali, ha pagato più di altri le limitazioni imposte per il Covid. Dopo la piena emergenza, operatori e strutture stanno tornando a livelli pre-emergenza, diventando, in alcuni casi, catalizzatori di attività che coinvolgono le comunità di appartenenza.

Wellness, dall’inferno del Covid a motore di sviluppo del territorio

La fine di un incubo, sperando, chiaramente, di non doverci finire nuovamente. Dopo i mesi angoscianti di chiusura e di forti limitazioni dovute all’emergenza Covid, il settore del benessere, del wellness e del termalismo sta conoscendo una felice e provvidenziale ripresa. Una recente indagine realizzata da Federalberghi Terme in collaborazione con Eumetra mostra una panoramica che ha visto nascere addirittura dei nuovi trend da potenziare, ad esempio il fiorire di interi ecosistemi territoriali che ruotano attorno a una spa o a un centro termale.

Come spiega Emanuele Boaretto, presidente di Federalberghi Terme, «chi ha come obiettivo la vacanza medicale e/o di benessere, si aspetta di trovare circuiti enogastronomici autentici, strutture dedicate al relax, piste ciclabili e quant’altro. Il mondo è davvero cambiato: ormai la gente non si muove più soltanto per andare in hotel».

Una strada, quindi, da percorrere, che non vede coinvolti più solamente i player del settore termale, ma le amministrazioni comunali, le associazioni, le imprese e i negozi locali: tutti insieme per una valorizzazione a tutto tondo di una comunità.

E se è vero che l’importante non è cadere, ma sapersi rialzare, da questo comparto economico riceviamo un bell’insegnamento e un bell’esempio di resilienza: tenace, perspicace e inclusivo.