Green | 11 ottobre 2022, 07:52

Buy Veneto 2022: il turismo di oggi è sempre più green

Si è svolta ieri a Mestre la 21esima edizione di Buy Veneto, il workshop internazionale sul turismo B2B. Sostenibilità, sicurezza e ritorno a un turismo lento sono i valori fondamentali del viaggiatore di oggi.

L'assessore Federico Caner ieri a Buy Veneto

L'assessore Federico Caner ieri a Buy Veneto

È stata presentata ieri a Mestre (Ve) la 21esima edizione di Buy Veneto, il workshop internazionale sul turismo B2B, destinato ai tour operator, ai buyer, alle imprese turistiche e alle istituzioni.

Si tratta del principale evento di marketing turistico territoriale organizzato dalla Regione, che continua ad essere il punto di riferimento per le aziende venete per commercializzare i propri prodotti negli incontri d’affari con tour operator provenienti da ogni continente. 

Presenti al workshop, infatti, 140 buyer internazionali provenienti da 45 mercati strategici per l’offerta veneta, quasi 200 imprese turistiche (strutture ricettive, agenzie immobiliari, agenzie viaggio specializzate in incoming, aziende di servizi), per un totale di 2.700 incontri b2b già fissati e 11 educational tour organizzati in collaborazione con le 17 OGD – le Organizzazioni di Gestione della Destinazione - e i consorzi di promozione turistica locali, al fine di far conoscere e comprende l’attrattività dei territori del Veneto ai “compratori” esteri.

«Se stiamo raggiungendo i numeri pre Covid è grazie ad un sistemo integrato che caratterizza la nostra offerta turistica – ha detto l’assessore regionale Federico Caner -. Le nostre destinazioni, grazie alla sinergia tra imprese della filiera turistica e OGD, hanno puntato su una tipologia di turismo capace di soddisfare una domanda che è cambiata radicalmente negli ultimi due anni. Oggi il turista è alla ricerca di una vacanza sicura anche in termini sanitari, vuole entrare in contatto con un’enogastronomia di qualità capace di valorizzare le eccellenze della nostra terra. Il Veneto ha risposto con una cultura diffusa dell’accoglienza, che ha compreso questi nuovi bisogni creando e commercializzando nuovi prodotti turistici».

Il Buy Veneto rimane anche l’occasione per fare il punto sull’andamento del turismo dopo due anni di pandemia e in un contesto internazionale ed economico ancora fortemente instabile in cui incidono in maniera forte le conseguenze del conflitto russo-ucraino.

«L’estate 2022 ha fatto registrare una vera e propria ripresa del turismo, sempre più orientato alla sostenibilità, con ottime performance del segmento dell’open air, addirittura superiori rispetto al 2019 - ha specificato Caner -. Questo trend viene confermato sia dai dati consolidati sia da quelli previsionali, presenti nella piattaforma dell’Osservatorio del Turismo Regionale Federato, strumento che ci permette di leggere il sentiment, la reputazione della destinazione e il giudizio sulle strutture ricettive e attrazioni del Veneto».


«L’estate 2022 ha visto come protagoniste le località marittime e lacustri venete. Secondo i dati Federalberghi e Faita Veneto elaborati da H-Benchmark, il tasso d’occupazione medio mensile più alto è stato rilevato nel mese di agosto per il cluster ‘camping mare’ (97,5%), seguito da quello del ‘camping lago’ con il 93%; il ‘ricettivo lago’ ha registrato un’occupazione camere di circa l’89,5% e il ‘ricettivo mare” l’87%. Le località montane hanno raggiunto il 76%. Le città d’arte vedono, invece, una ripresa graduale, avvalorata da un tasso di occupazione medio mensile che a settembre ha toccato punte del 78%, mentre le Terme dell’86%».

«L’andamento della domanda turistica ha risentito del conflitto russo-ucraino, che ha determinato una contrazione dei flussi turistici provenienti da questi paesi - ha sottolineato l’Assessore al Turismo -. Numeri che sono mancati, in particolare, nelle città d’arte e nelle strutture ricettive della costa veneta. Più italiani rispetto agli stranieri nel ricettivo termale, mentre nella montagna veneta c’è stato un incremento di turisti francesi rispetto ai tedeschi e una maggior presenza del mercato austriaco rispetto a quello dei Paesi Bassi».

«Per continuare a essere competitivi, oggi, le destinazioni turistiche e le imprese del Veneto devono stare al passo con i tempi, sfruttando i nuovi strumenti e le potenzialità dei servizi digitali - ha concluso l’Assessore regionale -. Per sostenere questo cambiamento abbiamo deciso di destinare al settore turistico, che in Veneto vale 18 miliardi di euro, più del doppio delle risorse stanziate nella precedente programmazione dei fondi europei. Questi fondi saranno destinati sia alle imprese ricettive per incentivare la loro rigenerazione in chiave green e digitale, sia alle destinazioni per favorire la loro evoluzione in ‘Smart Tourism Destination’. Si tratta di un budget pari a 90 milioni di euro, contenuti nel piano della politica regionale di coesione 2021-2027, destinato alla promozione, al sostegno e alla digitalizzazione del settore turistico».