Imprese - 20 settembre 2022, 16:25

Diamante, aumento di capitale da 350 mila euro

Il finanziamento consentirà alla PMI veronese a conduzione femminile che sviluppa farmaci innovativi per le malattie autoimmuni (partendo dalle piante) di accelerare lo sviluppo tecnologico: in programma un nuovo studio pre-clinico e nuove assunzioni.

Diamante, aumento di capitale da 350 mila euro

Diamante, la PMI Innovativa nata da ricercatrici dell’Università di Verona, fondata da donne e focalizzata nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative per malattie autoimmuni basate sull’utilizzo di peptidi prodotti in pianta e sull’approccio dell’induzione di tolleranza, allarga i propri orizzonti grazie a un aumento di capitale sottoscritto nelle scorse settimane.

I fondi dell’aumento di capitale in equity di 350.000 euro del round chiuso a luglio 2022, infatti, saranno dedicati al progetto principale su cui l’azienda sta lavorando, ovvero, lo sviluppo di un candidato farmaco per l’Artrite Reumatoide.

La tecnologia è già stata testata con successo in modello animale, e i risultati pubblicati su una prestigiosa rivista scientifica internazionale, Science Advanced. A credere nel progetto sviluppato dal 2020 da Roberta Zampieri, Valentina Garonzi e Linda Avesani, è Elena Paola Lanati, in veste di Lead Investor, oltre che le associazioni Angels4Women e Angels4Impact in qualità di Business Angels.

Diamante S.r.l. ed i suoi soci sono stati assistiti per le tematiche legali e contrattuali dallo studio legale Legance Avvocati Associati, con un team composto dagli avvocati Giacomo Gitti e Diego Valenti, e dallo Studio Marchiori per le tematiche finanziarie e fiscali.

«Siamo molto felici di poter annunciare questo aumento di capitale che porterà valore aggiunto nella nostra società. Le nuove risorse saranno destinate soprattutto allo sviluppo tecnologico, che  è il cuore del nostro business: ci concentreremo su un nuovo studio pre-clinico in modello animale che ci permetterà di individuare la formulazione e via di somministrazione migliore del farmaco che stiamo sviluppando ed inseriremo nuove figure professionali sia a livello operativo che di Advisory Board - commenta Valentina Garonzi, CEO e co-founder di Diamante, che continua - Stiamo crescendo al giusto ritmo e in modo strutturato: il nostro obiettivo è costruire un ambiente aziendale sano e agile in cui valorizzare il talento».

L’intuizione di utilizzare le piante e i virus vegetali come ri-educazione del sistema immunitario umano è la mission di Diamante.

«Grazie a questa tecnologia, Diamante punta a sviluppare un nuovo concetto di farmaco per malattie autoimmuni - commenta Garonzi - capace di bloccare la reazione “sbagliata” del sistema immunitario senza comprometterne le sue funzionalità ed agendo in uno stadio iniziale della malattia».

Il tutto, utilizzando un innovativo sistema di produzione delle molecole terapeutiche basato sulle piante come “bio-fabbriche. L’obiettivo è di concludere gli studi clinici Fase 1 in umano entro il 2024 e di sfruttare lo stesso approccio per altre malattie autoimmuni.

«Ho deciso di investire in questa start up a conduzione femminile - sottolinea Lanati, - perché ho visto nel progetto Diamante il potenziale di una piattaforma di ricerca estremamente innovativa capace di generare molteplici soluzioni terapeutiche. Si tratta di un meccanismo di innovazione che ha solide basi scientifiche ma rappresenta un first in class e risulta particolarmente potenziale nel trattamento delle malattie autoimmuni. Inoltre, il team di founder è giovane, ma molto solido e motivato e penso che il progetto abbia le caratteristiche per rappresentare un caso di start up di successo nel lifescience. Sono onorata di rappresentare le due associazioni di Business Angel, Angels4Women e Angels4Impact nel CDA di Diamante».

SU