Economia | 11 agosto 2022, 10:57

Banca Valsabbina chiude il primo semestre 2022 in crescita

Ottime performance per l'istituto di credito guidato da Renato Barbieri con con utile lordo di 25,3 milioni di euro. Il Cda ha deciso di continuare a investire in formazione e innovazione

Banca Valsabbina chiude il primo semestre 2022 in crescita

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valsabbina, nel corso della seduta del 10 Agosto, ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al 30 giugno 2022. I risultati semestrali evidenziano un Utile lordo ante imposte di 25,3 milioni di euro in linea con il risultato lordo del 30 giugno 2021 (25,4 milioni di euro), il quale ha però beneficiato della plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione in “Cedacri SpA”, che ha goduto di una tassazione favorevole (7,5 milioni di euro netti a fronte di 8,1 milioni di euro lordi). Le risultanze economiche scontano inoltre, anche per effetto dell’attuale scenario, maggiori accantonamenti prudenziali, che portano ad un risultato netto semestrale di 18,2 milioni di euro (ex 21,5 milioni di euro nel I° semestre ’21 ed  17,7 milioni di euro nel II° semestre ‘21), con imposte per 7,1 milioni di euro (+ 3,2 milioni di euro rispetto al giugno 2021).

«I risultati confermano l’efficacia e la redditività del modello di business adottato dalla Banca che, da alcuni anni, deve anch’essa confrontarsi con un contesto volatile ed instabile influenzato prima dalla Pandemia, poi dal conflitto Russo-Ucraino, con l’impennata dell’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse, ed infine dalla recente crisi politica italiana. Tali fattori esogeni e non direttamente da noi governabili impattano pertanto sull’economia, sull’andamento dei mercati finanziari, nonché sulle imprese e sulle famiglie del nostro territorio», ha premesso Renato Barbieri, Presidente di Banca Valsabbina.

«Tale contesto giustifica e permette di comprendere al meglio l’andamento di alcuni indicatori e poste di Bilancio della Banca, ma consente al contempo di valorizzare le scelte strategiche e di business effettuate che permettono di confermare anche per il primo semestre 2022 positive performance, nell’ambito di un percorso di crescita, sviluppo e modernizzazione, funzionale a creare stabilmente valore per il territorio, per gli azionisti ed i soci», ha quindi aggiunto Barbieri.

Al 30 giugno 2022 la Raccolta diretta si è attestata a 4.615 milioni di euro , in aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2021. In particolare la raccolta sui conti correnti “a vista” ammonta ad 3.656 milioni di euro (+ 10,4%). In tale ambito, il profilo di liquidità è superiore ai relativi coefficienti minimi regolamentari.

La Raccolta indiretta ammonta a 2.573 milioni di euro, in linea con il dato al 30 giugno 2021 (2.547 milioni di euro), nonostante i negativi trend di mercato. La raccolta “gestita” (fondi comuni e polizze) è infatti pari a  1.812 milioni di euro(70% circa della raccolta “indiretta”) e presenta un apprezzabile trend di crescita (+6%). La Raccolta complessiva resta superiore ad 7 miliardi di euro (7.188 milioni di euro, +2%).

Gli Impieghi a clientela ammontano a quasi  3.900 milioni di euro, in sensibile crescita rispetto al primo semestre 2021 (+7,6%). Di questi, gli Impieghi a clientela in bonis sono pari a 3.770 milioni di euro (+8,3%). In particolare, le nuove erogazioni a medio termine hanno riguardato quasi n. 2.300 finanziamenti concessi nei primi sei mesi dell’anno per un importo complessivo di circa 340 milioni di euro.

Migliora la “qualità del credito”, coerentemente con le linee definite nel relativo Piano Strategico di riduzione e gestione dei crediti deteriorati (“Non performing loans” o “NPL”). La Banca è riuscita infatti a ridurre ulteriormente, anche tramite operazioni di cessione, l’aggregato dei Crediti deteriorati lordi che al 30 giugno 2022 presenta un saldo pari a  199 milioni di euro(ex 231 milioni di euro al 30 giugno 2021, - 16,4%). Il rapporto tra crediti deteriorati e totale crediti lordi (“NPL Ratio Lordo”) al 30 giugno 2022 si è attestato al 4,98%, in riduzione dal 6,20% del 30 giugno 2021 (5,19% al 31 dicembre 2021).

Il totale dei Crediti deteriorati netti si è ridotto nel corso dei 12 mesi da 118 milioni di euro a 105 milioni di euro, con un conseguente decremento del NPL Ratio Netto dal 3,27% al 2,70%. La copertura dei deteriorati si attesta a circa il 47%, sostanzialmente in linea con le ultime rilevazioni (49% al 30 giugno 2021 e al 31 dicembre 2021). Si conferma pertanto l’attenzione della Banca al monitoraggio del credito ed alla gestione dei “non performing”, come sintetizzato anche dall’indicatore “Texas Ratio” (rappresentativo della “capacità di assorbimento patrimoniale degli NPL”) pari al 29%.

La Banca ha effettuato analisi trasversali sui possibili impatti derivanti dal conflitto Russo-Ucraino ed ha implementato presidi ed attività di monitoraggio specifiche, con particolare riguardo al portafoglio crediti. Dalle analisi effettuate sostanzialmente non sono emerse esposizioni creditizie dirette nei confronti del mercato russo ed ucraino, vi sono solamente alcuni marginali rapporti di impiego o di raccolta nei confronti di soggetti indirettamente esposti alla zona bellica.

I Fondi propri, base di calcolo per i requisiti di Vigilanza, ammontano a 408,6 milioni di euro (419,5 milioni di euro al 30 giugno 2021), comprendendo anche parte dell’utile generato nel 2022 per circa 10 milioni di euro. Il decremento dei Fondi Propri e la relativa movimentazione risentono principalmente del peggioramento delle riserve di valutazione su parte del portafoglio titoli di stato, per effetto dello shock registrato sui mercati finanziari, nonché della riduzione progressiva dei benefici associati ad alcuni “regimi transitori regolamentari” introdotti nel corso degli ultimi anni.

I Coefficienti Patrimoniali di Vigilanza (c.d. phased in) confermano la stabilità e la solidità della Banca che, nonostante la crescita del proprio attivo, evidenzia un Common Equity Tier 1 Ratio (c.d. Cet 1) pari al 14,3% ed un Tier Total Ratio al 15,5%, ampiamente superiori rispetto a quelli richiesti dalla Vigilanza. Il Patrimonio netto al 30 giugno 2022 si attesta a 371 milioni di euro (387 milioni di euro al 30 giugno 2021), comprensivo del risultato di periodo; la dinamica del patrimonio risente della distribuzione ai soci di parte dell’utile d’esercizio 2021 (17,3 milioni di euro), nonché delle minori valorizzazioni di una sezione del portafoglio titoli di stato, per effetto del generalizzato aumento dei tassi di rendimento.

Il numero dei Soci e degli Azionisti al 30 giugno 2022 si attesta a quota 42.704 (42.680 al 30 giugno dello scorso anno). Cresce infine il numero dei Conti correnti che passa da 95.946 a 100.301 in 12 mesi (+4,5%), comprensivi di 2.140 conti “online”, superando pertanto i 100 mila rapporti.

Il Margine d’interesse evidenzia una forte crescita (+33%) e si attesta a 63 milioni di euro (+ 15,5 milioni). L’incremento è il risultato del contributo della gestione caratteristica verso la clientela, nonché degli interessi riconosciuti dalla BCE per le operazioni T-LTRO III. Rilevante inoltre l’apporto di alcuni titoli di debito nel portafoglio di proprietà, che comprende sia strumenti rivenienti da cartolarizzazioni (“ABS”) che indicizzati all’inflazione.

Molto positiva la performance relativa alle Commissioni nette che aumentano nei 12 mesi di circa il 23,3% attestandosi a 26,4 milioni, per effetto della crescita dell’operatività della Banca nonché delle masse di raccolta “qualificata”. Il contributo più significativo è infatti dato dalle commissioni percepite su servizi di gestione, intermediazione e consulenza, che comprendono commissioni derivanti dal risparmio gestito e dal collocamento di polizze assicurative. Cresce anche il contributo determinato dal collocamento e dalla strutturazione di operazioni di cartolarizzazione.

Il Margine di intermediazione risulta pari a 100,3 milioni di euro (+11,3%). Alla determinazione di tale valore hanno concorso, oltre ai positivi andamenti sopra descritti, i risultati ottenuti dalla “gestione/valutazione finanziaria” e dall’attività di compravendita di crediti di imposta rivenienti da plafond Superbonus 110%, che hanno permesso di mitigare le minori valorizzazioni del portafoglio titoli per effetto dei mercati.

Le Rettifiche di valore su attività finanziarie, al netto delle riprese, ammontano a 16,9 milioni di euro (ex 13,2 milioni di euro del primo semestre 2021); tale incremento è imputabile a maggiori e prudenziali rettifiche afferenti il portafoglio crediti e titoli, anche in considerazione del contesto macroeconomico. Il costo del credito (incidenza percentuale delle perdite da cessione e delle rettifiche di valore su crediti, rispetto al totale crediti netti) è pari a 0,75% su base annua. Il Risultato netto della gestione finanziaria si è quindi attestato a 83,5 milioni di euro (circa +9%).

I Costi operativi ammontano a 58,3 milioni di euro (+13%) e risentono della crescita delle spese per il personale e delle altre spese amministrative. Le prime aumentano in conseguenza alla crescita del numero dei dipendenti a sostegno dello sviluppo delle masse e dell’operatività della Banca (+ n. 42 negli ultimi 12 mesi), mentre le “altre spese” risentono soprattutto di oneri amministrativi e di “compliance”, anche legati al presidio di nuovi business, nonché dei maggiori costi derivanti dal generale aumento dei prezzi e delle tariffe. L’indicatore di efficienza Cost Income (rapporto tra costi operativi e margine d’intermediazione) si attesta al 58% in linea con le ultime rilevazioni.

L’Utile ante imposte, penalizzato da maggiori accantonamenti prudenziali, ammonta ad € 25,3 milioni, ed è stabile rispetto al risultato del primo semestre 2021 che era stato influenzato da una plusvalenza su titoli straordinaria.

L’Utile netto – che sconta imposte per € 7,1 milioni (ex € 3,9 milioni) - si attesta ad € 18,2 milioni (-15,5%) con un rapporto tra l’utile annualizzato ed il patrimonio netto semestrale medio (c.d. “ROE” o “Return on equity”), principale indicatore della redditività aziendale, pari al 9,4%.

La Banca prosegue nel processo di razionalizzazione e rafforzamento della propria rete territoriale che attualmente conta 70 filiali, comprendendo l’apertura di Parma (2021) e la terza filiale di Milano (operativa dal mese di giugno in via Domodossola, nei pressi di Corso Sempione e del quartiere “CityLife”), in una piazza finanziaria che sta confermando le aspettative. Sono inoltre allo studio ulteriori due aperture in capoluoghi di provincia del Nord-Ovest al fine di rafforzare il presidio e la vicinanza della Banca al territorio di elezione.

Al 30 giugno 2022 l’organico aziendale contava 777 dipendenti, in crescita rispetto ai 735 del 30 giugno 2021. Durante il primo semestre dell’anno sono stati assunti 39 nuovi dipendenti al fine di potenziare la rete commerciale, nonché le strutture centrali e di controllo.

Già da alcuni anni la Banca ha avviato un processo di revisione ed efficientamento delle proprie strategie di sviluppo e di offerta dei servizi alla clientela, anche al fine di adeguarsi alle continue evoluzioni del contesto di mercato. Progressivamente si stanno pertanto implementando e/o consolidando ulteriormente nuovi segmenti di business, anche nell’ambito dei progressi derivanti dalla tecnologia e dalla digitalizzazione dei processi, coniugando tradizionalità ed innovazione.

Sono infatti in corso progettualità funzionali a strutturare e rafforzare ulteriormente i processi interni, in particolare quelli creditizi, in linea con le best practices e le evoluzioni normative. Anche in tale contesto sono state condotte valutazioni interne finalizzate ad avviare un percorso di progressivo allineamento a “standard ESG e di finanza sostenibile, nell’ambito di un progetto strategico trasversale.

Si conferma quindi la vocazione della Banca di servire al meglio le imprese e le famiglie del territorio, tenendo conto delle evoluzioni del contesto e del mercato, innovando prodotti, servizi e processi e consolidando nuove aree di business, che contribuiscono alle risultanze economiche sopra descritte. Si citano ad esempio le iniziative in ambito “Superbonus”, Agricoltura, Private Banking, Banca Assicurazione e Corporate Finance, quest’ultima in sinergia con la partecipata “Integrae Sim”, avvicinando le imprese al “mercato dei capitali”.

In coerenza con le strategie definite, la Banca prosegue infine con l’attività di diversificazione del proprio portafoglio titoli ed investimenti. Numerose sono infatti le operazioni effettuate in ambito “Fintech” o di finanza strutturata (ABS), anche tramite l’avvio di progetti innovativi ed in continua evoluzione, che permettono di agevolare l’avvicinamento delle imprese alla finanza “complementare”.

I dati, gli indicatori ed i risultati conseguiti confermano l’efficacia delle scelte strategiche, ancorché in un contesto influenzato da fattori esogeni e non facile da interpretare al meglio. Le performance della Banca hanno infatti permesso di limitare gli effetti negativi dello scenario e si confermano positive ed in linea con le aspettative. Tale andamento, in assenza di ulteriori eventi negativi esterni, permette di prevedere un trend positivo anche per la seconda parte di esercizio, con l’obiettivo di continuare a creare valore e redditività, remunerando opportunamente i soci che stanno confermando la fiducia nella nostra Banca”, ha quindi concluso con soddisfazione Barbieri.