Green | 25 luglio 2022, 11:01

Stati Generali della Lessinia: tanti ospiti per un futuro sostenibile

Grande successo per la nona edizione dell'evento dedicato alla Lessinia sostenibile. Due tavole rotonde e tanti ospiti per trovare soluzioni concrete alle emerge ambientali, sociali ed economiche

Stati Generali della Lessinia: tanti ospiti per un futuro sostenibile

“Lessinia Sostenibile” è il titolo della nona edizione degli Stati Generali della Lessinia organizzata dall’Associazione Verona Network e dedicata alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. L’obiettivo dell’evento svoltosi lo scorso 14 luglio al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova, è trovare soluzioni concrete per il futuro del territorio. Due tavole rotonde con tanti ospiti tra sindaci e istituzioni per la promozione e la valorizzazione del territorio. 

Ad aprire i lavori del primo tavolo la vice presidente della Regione Veneto, Elisa De Berti:  «Negli ultimi anni stiamo assistendo a un’impennata del tema sostenibilità e transizione ecologica, un focus doveroso soprattutto in un territorio come la Lessinia dove emerge sempre di più la necessità di tessere una rete sinergica. Un buon punto da cui ripartire è il turismo di prossimità, grazie anche alla pandemia le nostre montagne sono state riscoperte da tanti veronesi e veneti. Abbiamo una grande occasione nei prossimi 5 anni, mettere in rete Verona e Provincia: un nodo importante saranno le Olimpiadi grazie alle quali il contesto scaligero otterrà tanta visibilità. È il momento di mettere a frutto le opportunità».

Anche Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova, paese che ospita la kermesse, conferma la volontà dei comuni della Lessinia di cavalcare l’inda positiva delle Olimpiadi cercando di attrarre più turisti e visitatori possibili: «A Bosco, ad esempio, stiamo lavorando per portare il palaghiaccio. Ma oltre allo sport un tema centrale su cui si concentrano gli sforzi dell’amministrazione è la sostenibilità. Credo che quella energetica sia la più urgente visto il caro-prezzi; non seconde, tuttavia, quella sociale ed economica. A riguardo stiamo mettendo in piedi diverse iniziative per evitare lo spopolamento delle aree montane».

Una sintesi di idee e progetti per il bene del territorio che va oltre i colori politici: è l’onorevole Diego Zardini, deputato PD, a sottolineare la necessità di fare squadra in un momento storico decisivo per l’ambiente e per Verona.  «La transizione ecologica è la sfida cruciale su cui si gioca il nostro futuro, siamo davanti a cambiamenti epocali alcuni anche tragici come quello, ahimè, della Marmolada. Il territorio sta cambiando e non sempre ci piace ciò che vediamo e, per questo, è decisivo intervenire in modo concreto e rispettoso. Dopo la pandemia abbiamo portato a casa una consapevolezza importante: la necessità di lavorare al cambiamento in modo corale, europeo».

Sul palco anche il deputato della Lega, Paolo Paternoster. Chiude i lavori con un intervento incoraggiante, che guarda al futuro: «L’appuntamento annuale degli Stati Generali della Lessinia è sempre un importante momento di confronto, un forte segnale sulla volontà costruire insieme un futuro sostenibile. Siccità, emergenza climatica, caro prezzi: sono solo alcuni dei problemi che bisogna risolvere al più presto. Legati all’ambiente ma anche al comparto economico-sociale. Il PNRR è un’occasione importante per farlo, soprattutto per le comunità montane».

 

Nella seconda parte dell’evento, la seconda tavola rotonda: energia, ambiente e futuro i temi presi in esame dagli ospiti. Spunto di riflessione gli interventi del professor Federico Testa, ordinario di Economia all’Univr; Ermnno Anselmi, presidente GAL Baldo-Lessinia; Filippo Manfredi, direttore fondazione Cariverona; Riccardo Tessari vicepresidente della Cooperativa WeForGreen Sharing;  Federico Perillo, responsabile territoriale BCC Verona e Vicenza.

Il professor Testa ha sottolineato la necessità di sganciarsi dalla teoria per abbracciare un nuovo planning pratico e strategico: «Bisogna fare sostenibilità che diventa sinonimo di economia circolare. Il primo punto su cui concentrarsi per apportare il cambiamento sono le energie rinnovabile: sfruttare sole e vento non basta più; bisogna aprirsi a forme innovative come acqua e biomasse. Non in ultima, l’energia generata dalla fusione nucleare, non produce scorie e usa materie prime molto più diffuse».

Centrale il tema della sostenibilità sociale alla luce dello scoppio della Pandemia da Covid-19 del 2020 e dell’attuale conflitto in Ucraina. Eventi che hanno messo in evidenza ancora di più le differenze sociali e le povertà: «La Lessinia è una terra di lavoratori e di cambiamento. Enti di secondo livello con il GAL devono, sempre più, calarsi sul territorio per creare rete e proporre soluzioni concreto che giovino ai cittadini, alle imprese e all’ambiente – commenta Ermanno Anselmi, presidente del Gruppo Azione Locale del Baldo-Lessinia -. Il vero patrimonio da custodire e implementare sono le persone, le risorse umane rendono concreta e progettabile la sostenibilità.

Anche Fondazione Cariverona punta sulle HR per affrontare le sfide del futuro: «Investire sulle giovani generazioni e sulle fasce fragili della popolazione permette di innescare delle leve sociali centrali per la crescita del territorio – commenta Filippo Manfredi, direttore fondazione Cariverona -. Numerosi i partner e i consulenti a che ci affiancano nel lavoro sul territorio condotto mediante le persone, il loro valore professionale e umano. Solo così si può disegnare il futuro»

Riccardo Tessari di WeForGreen ha invece sottolineato come le comunità energetiche possano essere un buon investimento soprattutto in territori complessi come quello della Lessinia. «La prima esperienza di comunità energetica è stata la Lucense quasi 100 anni fa. Da questa avventura lungimirante, nel 2011, WeforGreen – racconta Tessari -. L’obiettivo è investire e promuovere le risorse rinnovabili: abbiamo raccolto 4 milioni e mezzo di euro dalle famiglie che credono nel nostro progetto e, oggi, possono produrre la loro energia pulita. È una risposta sostenibile sia all’ambiente sia al caro-bollette che affligge famiglie e aziende. Oggi dobbiamo ragionare su un comparto socio-economico; ciò significa che le aziende non prendono decisioni solo se fruttuose sul piano finanziario, ma valutano anche la sostenibilità sociale e ambientale».

In chiusura di convegno l’intervento di Federico Perillo, responsabile territoriale BCC Verona e Vicenza:  «La BCC è radica sul territorio tanto che, il 95% dei finanziamenti, viene erogato nel locale. Tuttavia, è chiara una necessità: la ricchezza deve tornare a circolare, abbiamo vissuto anni di stallo e ora urge la ripresa del flusso. Come BCC crediamo nelle nuove generazioni e nella sostenibilità, dall’ambiente alla governance crediamo che siano temi di progettualità importanti su cui lavorare in un momento storico di svolta: stiamo vivendo grandi sfide ma anche grandi opportunità».

Erika Funari