Green | 22 luglio 2022, 11:10

Fasani, Capitolare: «Futuro è anche custodire cultura e territorio»

Agli Stati Generali della Lessinia anche Monsignor Bruno fasani, prefetto della Biblioteca Capitolare di Verona, lo scriptorium più antico del mondo. Sostenibilità, cultura e condivisione sarebbero i valori su cui costruire il futuro del territorio

Fasani, Capitolare: «Futuro è anche custodire cultura e territorio»

Nona edizione degli Stati Generali della Lessinia: un grande successo e tanti ospiti all’evento dedicato alla sostenibilità. Organizzato dall’Associazione Verona Network, si è svolto lo scorso 14 luglio al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova. Una tavola rotonda per progettare concretamente il futuro del territorio, insieme.

Tra i numerosi ospiti anche Monsignor Bruno Fasani, prefetto della Biblioteca Capitolare di Verona: è la biblioteca più antica del mondo e, da secoli, cuore pulsante della città.

«La biblioteca è un grande collante fatto di storia, tradizione e cittadini; riesce a parlare di speranza e di futuro. Creatività e produttiva, nel silenzio operoso della gente, sono le basi per progettare insieme un lungo cammino».

 

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Parlando di territorio, la Biblioteca Capitolare è una delle eccellenze di Verona ed è un faro di riferimento per tutto il mondo accademico e non solo. Come si sta avvicinando ai cittadini e quali sono i progetti futuri?

« La biblioteca in questo momento è diventata un faro di luce per gli studiosi di tutto il mondo, dall'America al Nord Europa, passando per tutte le università più importanti – prosegue il prefetto Fasani -. Siamo guardati con grandissima attenzione. Stiamo anche cercando di farci conoscere da tutto quel mondo, magari, più superficiale ma interessato comunque alle bellezze. Perché futuro significa anche consegnare alla gente 1600 anni di storia, siamo custodi di un mondo. Credo che la capitola sia non solo promozione culturale ma anche ricchezza ed espressione di potenzialità future. Io dico sempre che quando la Biblioteca Capitolare riuscirà a parlare a un mondo grande di visitatori e di gente interessata, potrà far da volàno anche a un'economia molto più allargata».

Erika Funari