Imprese | 12 luglio 2022, 09:45

Vecomp diventa Società Benefit

L'azienda veronese specializzata in tecnologie per impresa sceglie la sostenibilità e il beneficio comune cambiando forma giuridica. Una nuova partenza per i 60 dipendenti e l'azienda che vanta un fatturato di quasi 6 milioni.

Vecomp diventa Società Benefit

Vecomp SpA sceglie la sostenibilità e cambia forma giuridica diventando Società Benefit, una strada imboccata finora solo da poche centinaia di imprese italiane.

L’azienda veronese, fondata nel 1981, è specializzata in soluzioni gestionali e tecnologie ICT per le imprese e gli studi professionali; conta 60 dipendenti e un fatturato 2021 di quasi 6 milioni.

Una Società Benefit si colloca giuridicamente a metà fra società tradizionali e no profit, che reinvestono integralmente gli utili nell’attività svolta, senza distribuirli. La SB invece non rinuncia a utili e sviluppo, ma ha lo scopo di ottenere un impatto sociale positivo collegato agli obiettivi SDG dell’Onu per Agenda 2030.

È una forma di impresa introdotta in Italia (per prima in Europa) per favorire interventi verso persone e società, ambiente, cultura e territorio. Per garantire elevati standard di responsabilità e trasparenza, l’attività è inoltre verificata nei Report di Sostenibilità, che fa da bilancio e linea guida per ulteriori sviluppi.

«La trasformazione in Società Benefit è insieme un traguardo e una partenza: dopo anni di impegno, oggi riconosciamo il nostro come un percorso sostenibile - sottolinea Massimo Sbardelaro, presidente di Vecomp SpA -. È giunto il momento di dare a questo impegno un’identità formale, che ci spinge a sviluppare, verificare e rendicontare ciò che facciamo da sempre. Ed è una scelta naturale, che racchiude i nostri comportamenti, la visione e gli scopi. Stiamo già riadattando l’organizzazione stessa a questa evoluzione, perché essere sostenibili significa coinvolgere davvero tutta l’azienda in ogni attività».

Vecomp ha inserito nello statuto numerosi impegni comuni agli obiettivi dell’Onu. In testa promuovere tra le Pmi e gli studi professionali sviluppo e innovazione, così che le persone acquisiscano competenze, autonomia e consapevolezza nella trasformazione digitale dei processi aziendali. Iniziative che confermano come le scelte sostenibili non frenano uno sviluppo del business, anzi lo rafforzano: un’informatica dal volto e dai risvolti più “umani” soddisfa le aspettative dei clienti mentre migliora la vita dei loro stessi dipendenti.

Un altro passaggio è stimolare la cultura d’impresa con eventi e seminari, per favorire la crescita delle persone e fare impresa in modo virtuoso. Grazie al ciclo “Open – Aprire la mente per sviluppare nuove idee”, Vecomp ha proposto dal 2019 a oggi oltre 40 incontri sui temi dell’innovazione, dell’organizzazione delle imprese e del benessere lavorativo, affrontando con noti relatori la geopolitica, il mercato del lavoro e la digitalizzazione del Paese.

Lo spazio convegni 2 della sua Academy è a disposizione gratuitamente di tutti per ospitare eventi e incontri professionali, formativi, culturali e per studenti. Promuove poi l’apprendimento e l’istruzione dei giovani, per ridurre il gap scuola-lavoro, accrescere le loro competenze professionali e favorire occupazione, lavoro dignitoso e imprenditorialità. «Abbiamo ospitato tre progetti di stage e alternanza scuola-lavoro con intere classi di studenti delle superiori che hanno fatto lezione nella nostra sede - spiega Francesco Masini, responsabile comunicazione e referente del progetto -. Abbiamo poi un dialogo costante con l’Università di Verona e collaboriamo con le associazioni e gli ordini professionali per sviluppare iniziative mirate. Se vogliamo che gli studenti si appassionino al lavoro, è fondamentale che entrino nelle aziende e vengano coinvolti nella visione d’impresa: naturalmente devono vedere che cosa fare, ma innanzitutto il perché farlo».

Tra le attività c’è generare valore per la società e il territorio per le categorie fragili, povere e vulnerabili. Inoltre per i dipendenti Vecomp promuove la conciliazione tra vita e lavoro (ricevendo, finora unica azienda veronese, il certificato Family Audit) e la parità di genere, oltre a valorizzare il potenziale delle persone per incentivare la produttività e sviluppare il benessere.

Sul versante sostenibilità (prima impresa europea del settore ICT) ha concluso nel 2020 un processo di certificazione per l’impatto sul sociale, l’ambiente e la governance, e si avvia a renderlo stabile per il futuro. A Verona infine ha donato il proprio contributo a sostegno del progetto dedicato alle “67 colonne per l’Arena”.

Vecomp è quindi già da tempo una Società Benefit: lo conferma anche l’impegno per la formazione continua del proprio personale, con migliaia di ore di approfondimento anche sulle soft skills. All’inizio della pandemia, poi, l’azienda è passata allo smart working per tutti nel giro di pochi giorni, con vantaggi in termini di sicurezza e di flessibilità. 

«Ora però vorrei superare lo smart working come unica modalità di lavoro flessibile. Lo abbiamo utilizzato quando la pandemia ci ha costretti tutti a casa, ma stiamo già sperimentando altre forme di conciliazione vita privata-lavoro: orari flessibili, ferie in armonia, lavoro per obiettivi. Siamo un cantiere continuo - conclude Sbardelaro - per far sì che il lavoro diventi un’occasione di realizzazione della persona, non solo un’attività da incastrare».