Enti | 24 giugno 2022, 16:00

Guerra Ucraina, possibile ricostruzione per imprese di filiera italiane

Scarante, ex ambasciatore Turchia: «Nuove faglie geopolitiche, abituarci a instabilità strutturale». Pozza, Unioncamere del Veneto: «Creare filiere per andare strategicamente su nuovi mercati»

Guerra Ucraina, possibile ricostruzione per imprese di filiera italiane

L’ex ambasciatore d’Italia in Turchia Giampaolo Scarante ha sottolineato la mancanza di un ordine regolatore internazionale e la presenza di faglie geopolitiche nuove e vecchie: una nuova, in cui oggi viviamo, è la cortina di ferro che si è spostata di 1000 km a est e oggi corre dal Mar Nero ai Paesi Baltici. Poi, un’altra che, invece, ha più di 3000 anni: quella dal Bosforo ai Dardanelli, che continua a generare instabilità. Dobbiamo aspettarci un’instabilità strutturale». Così è intervenuto l’ex ambasciatore alla prima giornata di approfondimento del ciclo “Risposte all’impatto conseguente al conflitto in corso tra Russia e Ucraina organizzato da Unioncamere del Veneto e Venice Promex con ASCE Scuola di Competizione Economica Internazionale e ospitato nella sede di Confindustria Venezia.

Il presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza, che ha aperto i lavori della giornata, ha sottolineato che l’area centro europea conta moltissimo per il Nordest, per la capacità degli imprenditori di presidiare quei mercati. E ricorda che: «la ripartenza è legata a fattori non condizionabili, per cui dobbiamo avere capacità di analisi degli scenari per dare delle nuove prospettive alle imprese, grazie alla guida di esperti. E non muoversi da soli, ma costruire filiere in grado di posizionarsi in maniera strategica, cogliendo gli aspetti positivi. Invito gli imprenditori a partecipare alle prossime giornate per sfruttare queste opportunità».

Il console onorario dell’Ucraina per il Nord Est, Marco Toson, ha spiegato che una volta finito il conflitto si dovrà parlare di ricostruzione, e che sarà necessario un grande sforzo per riorganizzare un paese di 42 milioni di abitanti. Con 22 anni di esperienza nel paese e cinque da Presidente di Confindustria Ucraina, Marco Toson ha recentemente collaborato alla missione di Draghi in Ucraina. «È necessario guardare avanti, con una prospettiva a 5 anni, e trovare soluzioni al riassetto strategico dell’Italia nel nuovo sistema. Ci sono indubbiamente delle difficoltà ma anche delle opportunità». E cita la riorganizzazione delle aziende del settore del mobile, un comparto di 270 imprese con esportazioni per un valore di 1 miliardo e 100 milioni, oggi ridotti a 50. Quindi, le aziende hanno bisogno di ricollocarsi e trovare nuovi mercati. «Le abbiamo portate al salone del Mobile e stiamo operando su fusioni con aziende italiane per ripianificare produzione e distribuzione», racconta Toson. Lo stesso sta avvenendo per il fashion e per le costruzioni come per esempio a Leopoli, dove bisogna costruire 500mila abitazioni nell’arco di 1 anno e mezzo.

Il secondo appuntamento del ciclo “Risposte all’impatto conseguente al conflitto in corso tra Russia e Ucraina” è in programma il 7 luglio con un focus su Turchia e area dal Mar Nero al Mar Caspio.

Si parlerà di opportunità e previsioni per il Nord Adriatico, dei cambiamenti e riposizionamenti geo-economici nell’area di impatto delle nuove tecnologie, con il caso dell’Armenia e dei nuovi interventi a sostegno delle imprese nel post pandemia e post conflitto, grazie alla partecipazione di Sace/Simest. Il 14 luglio si approfondirà invece l’area del Sud Est Europa (Balcani), il 14 settembre Mediterraneo Orientale e Nord Africa (Libia, Tunisia ed Egitto) e il 21 settembre si chiuderà con Medio Oriente (Iran, Iraq, Siria, Libano).

Gli incontri gratuiti e in presenza sono dedicati a imprese e intermediari e organizzati da Unioncamere del Veneto e Venice Promex con ASCE – Scuola di Competizione Economica Internazionale e sono dedicati all’inquadramento macroeconomico e geopolitico e all’analisi di opportunità di aree e Paesi identificati come nuovi sbocchi commerciali realmente praticabili per gli imprenditori veneti.