Economia | 23 giugno 2022, 10:28

Peste suina: dopo mesi di allarme, la Regione vara Piano di tutela

L'assessore Corazzari rende noto il completamento del Piano Regionale di Interventi Urgenti in merito alla malattia dei suini. Insieme a Veneto Agricoltura, Avepa, veterinari e altri soggetti, individuate le aree più colpite. Obiettivo, salvaguardia degli allevamenti e monitoraggio della specie selvatica

Peste suina: dopo mesi di allarme, la Regione vara Piano di tutela

Quella della peste suina africana è una piaga che sta vessando gli allevamenti della regione da diversi mesi. A innescare la diffusione, sarebbe un numero troppo elevato di animali selvatici presenti sul territorio. Tavole rotonde, incontri ed esperti hanno portato finalmente al varo di un Piano Regionale di Interventi Urgenti (PRIU): tra gli obiettivi, la salvaguardia della sanità animale e la tutela del patrimonio suinicolo regionale e nazionale

«Depopolamento, eradicazione, sorveglianza passiva e analisi del rischio - commenta l'assessore regionale  alla Caccia, Cristiano Corazzari -. Sono queste le quattro principali direttrici sulle quali il Veneto intende puntare per la gestione e il controllo della peste suina africana».

Il Piano Regionale di Interventi Urgenti (PRIU) controlla e aggiorna le conoscenze sia rispetto agli animali allevati sia in merito agli animali selvatici perché entrambi possono subire la patologia: «Pone le basi per determinare le aree di intervento e le priorità da intraprendere – specifica l’assessore -. Le azioni che metteremo in campo rispecchiano l’esigenza delle aree più colpite dalla presenza di cinghiali, indentificate in una cartografia tematica. Inoltre, abbiamo individuato i soggetti coinvolti con i ruoli e le rispettive responsabilità riguardo a ciascuna azione».

L’ampio e dettagliato documento è stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla sanità, di concerto con l’assessore alla caccia ed è scaricabile nella sua interezza, sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.

Le attività previste dalla Regione sono di formazione e divulgazione, sorveglianza degli allevamenti e degli animali allo stato libero, analisi degli animali trovati morti (da investimento o altro), il controllo numerico dei cinghiali allo stato libero attraverso una riduzione importante della loro numerosità.

I soggetti coinvolti sono vari. Tra questi, direzioni regionali, IZPS, servizi veterinari delle ULLSS, polizie provinciali, enti gestori dei parchi e delle aree protette, Veneto agricoltura, Avepa.