Associazioni | 13 giugno 2022, 10:22

Nel veronese consumo di suolo alle stelle: Casartigiani propone "Bonus Capannoni"

Record nero per il Veneto, è la seconda regione per consumo di suolo. Verona tra le prime città italiane per alta percentuale di terreno senza acque. La situazione allarma il presidente Luppi che sta allestendo una nuova proposta: convertire capannoni in disuso in aziende green

Nel veronese consumo di suolo alle stelle: Casartigiani propone "Bonus Capannoni"

Secondo l’ultimo rapporto Ispra sul consumo di suolo la situazione del Veneto è tutt’altro che felice. Nel 2020, nonostante i mesi di lockdown e di chiusure, questa piaga non ha rallentato e il Veneto infatti si conferma la seconda regione a livello nazionale per consumo di suolo (dietro alla Lombardia).

Venendo ai numeri, nell’anno 2019-2020 in Veneto sono stati registrati 830 ettari di nuovo suolo consumato. Treviso guida la classifica delle province con più consumo di suolo, seguita da Verona e Padova

«I numeri ci dicono che non possiamo andare avanti con questa politica spregiudicata di consumo di suolo – dice Luca Luppi, presidente di Casartigiani Verona -. Per questo a livello regionale, come Associazione di categoria, stiamo ragionando su un «bonus capannoni» per chi abbia la voglia di investire sulla propria impresa».

«In questo modo – entra nel dettaglio il presidente – potremo recuperare spazi preziosi, evitando altri sprechi e convertire gli stessi in un’ottica più green e quindi orientata alla sostenibilità. Inoltre si toglierebbero tanti capannoni dalle situazioni di degrado nel quale si trovano, riqualificandoli secondo esigenze nuove»

Quella del consumo del suolo è una problematica che trova riscontro in più province dove Casartigiani è operativa e per questo è in cantiere la formalizzazione di una proposta unitaria da sottoporre poi ai vertici della Regione.

«È vero che con l’applicazione della Legge Regionale 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo si è posta sempre più attenzione su questo fenomeno – conclude Luppi -, ma siamo ancora ben lontani da un’inversione di tendenza. Dobbiamo aiutare le aziende e le Pmi che vogliono investire sulla riconversione degli spazi esistenti, meglio ancora se con un occhio di riguardo alle politiche green. Se vogliamo dare un futuro ai nostri territori, sempre più fragili, la strada da seguire è questa».