Imprese | 11 giugno 2022, 14:45

Risorse esaurite in poche ore per incentivi a imprese femminili

L’elevato numero di domande ha prosciugato il plafond di 400 milioni. Favero, Confartigianato Donne impresa Verona: «Servono risorse e politiche strutturali, basta con i click day!».

Risorse esaurite in poche ore per incentivi a imprese femminili

Risorse esaurite in poche ore per gli incentivi del Ministero dello Sviluppo economico a sostegno dello sviluppo e del consolidamento delle imprese femminili. L’elevato numero di domande presentate il 19 maggio e il 7 giugno ha istantaneamente prosciugato il plafond di 400 milioni.

 

«Ancora una volta – sottolinea la Presidente di Confartigianato Donne Impresa Verona, Elena Favero – abbiamo la conferma che la procedura del click day delude le aspettative delle imprenditrici e finisce per creare disparità nelle condizioni di accesso agli incentivi da parte dei potenziali richiedenti».

 

«Il forte interesse per le misure di sostegno all’imprenditoria femminile messe in campo dal Ministero dello Sviluppo economico – aggiunge la Presidente Favero – impone sia di prevedere un rifinanziamento del Fondo sia di rivisitare le modalità con le quali erogare le risorse. Riteniamo opportuno intervenire in modo strutturale per rendere gli incentivi permanenti almeno per i prossimi 5 anni, anche con una percentuale di aiuto inferiore a quella attuale, e complementari con altre misure di supporto alle imprese femminili».

 

Secondo la Presidente delle imprenditrici scaligere di Confartigianato, «lo strumento di una sovvenzione una tantum non è la strada migliore da perseguire. Il sostegno alle imprese guidate da donne non può esaurirsi nello spazio di un click day e non va inteso come un’azione di inclusione sociale, di assistenza e di integrazione al reddito. Deve essere, invece, un pilastro della politica economica del Paese per rendere le donne realmente partecipi del processo di crescita competitiva dell’Italia».

 

«Ad ogni tavolo di confronto istituzionale – conclude Favero – chiediamo criteri e politiche ad hoc per le micro e piccole imprese, nuove o già avviate, gestite da donne, ma la risposta è sempre la stessa: bandi, che paiono concorsi a premi o gare di velocità, con risorse limitate che non tengono conto della realtà dell’imprenditoria femminile del nostro Paese, basata su una maggioranza di aziende di piccole dimensioni. A loro, come Confartigianato, ci dedichiamo con tutti gli strumenti a nostra disposizione: la formazione per aumentare e rafforzare le competenze; la possibilità di fare rete tra imprenditrici e imprenditori, per supportarci e creare opportunità di sviluppo; l’accompagnamento, con tutti i servizi a disposizione, nel passaggio generazionale a favore delle giovani leve; l’accesso a risorse, rimborsi, incentivi, sia istituzionali sia provenienti dalla bilateralità, oltre che a consulenze in ogni ambito, come il controllo di gestione, la contabilità, la gestione del personale. Insomma, se lo Stato, ancora una volta, prendesse spunto dal ‘privato’, troverebbe strade ben più efficaci per supportare l’imprenditoria femminile».