Associazioni | 09 giugno 2022, 09:05

Confartigianato, Cna e Casartigiani Verona dicono "no" all'attestato SOA per il superbonus

Inviata lettera aperta a Deputati e Senatori delle Commissioni Bilancio. Le associazioni di categoria scaligere lanciano allarme sulle continue modifiche alle norme edilizie, in particolare l'attestazione SOA sarebbe un ostacolo per le imprese. A rischio 33 mila imprese e 150 mila lavoratori

Confartigianato, Cna e Casartigiani Verona dicono "no" all'attestato SOA per il superbonus

Abolire subito l’obbligo per le imprese di possedere un’attestazione SOA per operare nel mercato dei bonus edilizi. Lo chiedono Confartigianato, Cna e Casartigiani, in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi a Deputati e Senatori delle Commissioni Bilancio, Finanze, Lavori pubblici, Attività Produttive di Camera e Senato e ai Capigruppo di Camera e Senato.

Le Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi ribadiscono l’allarme per le continue modifiche alle norme sugli incentivi in edilizia, che rischiano di bloccare definitivamente i lavori di riqualificazione degli edifici e di tagliare fuori dal mercato oltre il 90% delle imprese.

A complicare un quadro legislativo già intricato, è arrivata il 12 maggio la norma del decreto legge ‘Taglia prezzi’ che impone, anche per le imprese che operano in subappalto, il possesso delle attestazioni SOA per i lavori che danno diritto alle detrazioni edilizie di importo superiore ai 516mila euro.

«Una disposizione che, pur ispirata al condivisibile principio di garantire sicurezza, trasparenza e qualità dei lavori – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –, di fatto si è rivelata una barriera anticoncorrenziale. Secondo noi di Confartigianato, Cn e Casartigiani, infatti, negli ultimi 20 anni, il mero possesso delle attestazioni SOA non ha garantito, negli appalti pubblici, la qualità e la sicurezza dei lavori. Inoltre, l’accesso ai bonus edilizi è già subordinato ad una serie di controlli molto stringenti e, per contrastare efficacemente il fenomeno delle imprese ‘fantasma’, servono piuttosto serie verifiche dei requisiti di accesso al mercato, come l’auspicata legge di regolamentazione del settore edile, e strumenti già operativi come il DURC, la congruità e l’intensificazione dei controlli».

«A mettere in crisi il mercato delle riqualificazioni edilizie – sottolineano le Confederazioni nella missiva – è anche il blocco del sistema della cessione dei crediti a causa della stretta adottata dalla maggior parte delle banche e degli intermediari finanziari. Risultato: le imprese non riescono a recuperare i crediti presenti nei propri cassetti fiscali per lavori già eseguiti e non possono pagare dipendenti, fornitori, tasse e contributi. Così il settore è sull’orlo del precipizio, si moltiplicano i casi di fallimento che potrebbero coinvolgere oltre 33 mila imprese e 150 mila lavoratori».

«Tutto questo è ancor più paradossale – aggiunge il Presidente di Confartigianato Imprese Verona – se si considera che il settore delle costruzioni è il driver della ripresa economica, anche in provincia di Verona e, in questo drammatico periodo di congiuntura negativa, ha giocato un ruolo anticiclico. I bonus edilizia avrebbero potuto favorire la ripartenza post Covid dell’economia, ma, dopo aver generato un’enorme aspettativa in cittadini e imprese, l’atteggiamento ondivago del decisore pubblico ne ha depotenziato l’efficacia».

Confartigianato, Cna e Casartigiani, in rappresentanza di oltre 1.500.000 di associati a livello nazionale, sollecitano dunque un rapido intervento per salvare un’idea vincente di riqualificazione green del Paese che rischia di naufragare nel mare della burocrazia legislativa.

«Proprio per minimizzare i problemi di accesso all’utilizzo dei bonus in edilizia, tutti, non solo il superbons – conclude Valeria Bosco, Segretario dell’Associazione artigiana –, Confartigianato Imprese Verona ha attivato un apposito sportello di servizio, che oltre al supporto informativo, tecnico e fiscale per le aziende, i privati cittadini, i tecnici-professionisti e gli amministratori di condominio, offre indicazioni e alternative dal punto di vista finanziario, grazie ad accordi con gli Istituti di credito verso i quali veicolare i crediti fiscali».