Economia | 27 maggio 2022, 11:49

Speciale Innovazione e Tecnologia: la Verona del futuro

Nuove necessità e sfide sostenibili, questi i temi della tavola rotonda che si è svolta ieri negli studi di Verona Network. Condotto dal direttore Matteo Scolari, lo speciale ha ospitato: Paolo Errico, vicepresidente nazionale di Piccola Industria, Domenico Galia, presidente nazionale di Confimi Industria Digitale e Bruno Giordano, presidente RIR Veneto Clima ed Energia.

Speciale Innovazione e Tecnologia: la Verona del futuro

Innovazione e tecnologia sono le due parole chiave che hanno accompagnato la tavola rotonda che si è svolta negli studi di Verona Network, in onda questa sera su Radio Adige TV. Tanti gli ospiti che sono intervenuti, per fare il punto sugli scenari futuri e sull’impatto che proprio la tecnologia avrà e sta già avendo sulle nostre vite.

A fornire il proprio punto di vista erano infatti presenti Paolo Errico, vicepresidente nazionale di Piccola Industria con delega all’innovazione e transizione digitale; Domenico Galia, presidente nazionale di Confimi Industria Digitale e Bruno Giordano, presidente RIR Veneto Clima ed Energia. Oltre ai loro interventi, hanno contribuito anche Cesare Veneri, segretario della CCIAA di Verona, e Luigi Boscolo Bariga, presidente di Giovani Confcommercio Verona. A moderare l’evento, il direttore di Verona Network Matteo Scolari.

Il primo tema affrontato è stato proprio quello della digitalizzazione come fattore di leva per la ripartenza. Secondo Galia, sì. «Post pandemia la digitalizzazione è stato proprio il fattore che ha aiutato maggiormente nella ripresa. È stato un effetto collaterale, e ha fatto sì che ogni realtà si avvicinasse al mondo della tecnologia. Anche lo stesso telelavoro è stato utilizzato e sfruttato. Adesso bisogna affrontare il tema della transizione sostenibile e digitale, le due sfide che ci accompagneranno nei prossimi decenni». Inizia così il dibattito sull’argomento.

Le attuali generazioni e quelle future saranno quindi molto più attente all’origine di un bene e al suo impatto ambientale, secondo quanto è emerso dall’analisi di Galia. Un approccio diverso quindi, che determinerà una rivoluzione dei modelli produttivi delle aziende, che dovranno dimostrare ai nuovi consumatori l’eticità delle loro produzioni.

Della stessa linea di pensiero è anche Errico, che rimarca l’importanza, a oggi, dell’impresa 4.0 in tutti i settori. «Da “industria 4.0” siamo passati a “impresa 4.0” proprio per questo motivo. Dobbiamo fare in modo che ogni azienda di ogni settore si evolva in un modo digitale. Chi entro cinque anni non avrà ancora fatto questo passo probabilmente sarà tagliato fuori dal mercato. La transizione va fatta adesso, e bisogna creare ora le condizioni perché essa avvenga».

Ha poi illustrato le problematiche che hanno incontrato soprattutto le piccole imprese, come la loro difficoltà ad accedere al credito d’imposta, e alle soluzioni che si stanno pensando proprio per risolvere queste criticità. Secondo il report di Errico, infatti, sono proprio le piccole imprese a non avere ancora gli strumenti per accedere alla digitalizzazione e agli strumenti tecnologici che avvicinano alla sostenibilità. Il percorso da intraprendere, quindi, parte dagli imprenditori stessi, che hanno bisogna di formazione e una guida verso il mondo del machine learning.

L’innovazione però non passa solo da macchine e computer, è una sfida che si muove anche in direzione della sostenibilità e delle fonti rinnovabili. Come ha riportato Giordano, infatti, «la razza umana consuma acqua ed energia. Abbiamo un pianeta nel quale sta aumentando pericolosamente il fenomeno della desertificazione. Ciò limita, quindi, l’accesso all’acqua potabile e all’energia. La popolazione mondiale sta aumentando sempre più, altro fattore da non sottovalutare. I grandi eventi degli ultimi anni hanno evidenziato le criticità della globalizzazione, sulla quale abbiamo tanto puntato e sulla quale abbiamo basato tutta la nostra economia».

Il modello economico attualmente in vigore, quindi, deve cambiare, secondo Giordano. La guerra in Ucraina ha messo inoltre in evidenza l’importanza delle energie rinnovabili e dell’autoproduzione di esse. In Italia, il 40% del fabbisogno energetico è fornito dalle energie rinnovabili, un dato che ci posiziona tra le eccellenze europee e mondiali. Secondo Giordano, bisogna investire in questa direzione, che è l’opportunità per diventare indipendenti energeticamente.

Boscolo Bariga, nel suo intervento da remoto, ha affrontato invece il tema delle blockchain e del metaverso, neologismo coniato dal patron di Facebook, Mark Zuckerberg. «Queste due rivoluzioni hanno impattato e impatteranno il nostro territorio. Questo modello di business può e deve essere adottato anche dalle nostre imprese, in ogni settore».

Non solo però digitalizzazione dei processi: le aziende devono iniziare a pensare anche a dei prodotti fruibili sotto questo aspetto, come ha rimarcato poi Giordano. «Sarà sempre più importante che i prodotti siano interconnessi tra loro. Il problema, secondo la mia esperienza, è che la maggior parte delle aziende confonde la digitalizzazione di un prodotto con la realizzazione di una banale app che permette all’utente finale di collegarsi con tale prodotto. Per esempio, a casa ho una lavatrice con wifi, mi collego con il telefono per attivarla e disattivarla, ma non è questo il valore aggiunto della tecnologia digitale. Il valore aggiunto è la possibilità, attraverso la connessione di tutti i dispositivi (della casa, per proseguire con l’esempio) di rendere più efficiente il sistema nel suo complesso da un punto di vista energetico».

Tanti gli argomenti affrontati, dunque, che hanno tutti in comune l'obiettivo di agevolare la vita futura degli imprenditori, delle aziende ma soprattutto delle future generazioni, che dovranno costruire il proprio futuro basato proprio su queste risorse tecnologiche.