Associazioni | 21 maggio 2022, 09:54

Ordine degli Ingegneri, assemblea di fine mandato per Andrea Falsirollo

Ha tracciato un bilancio di fine mandato il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona Andrea Falsirollo nel corso dell’assemblea pubblica svoltasi giovedì. Presenti anche i candidati sindaco dei principali schieramenti.

Ordine degli Ingegneri, assemblea di fine mandato per Andrea Falsirollo

Il mandato scadrà formalmente tra poche settimane, ma con l’Assemblea Pubblica ospitata ieri sera dal Palazzo della Gran Guardia volge di fatto al termine il mandato dell’attuale consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, presieduto dall’ingegner Andrea Falsirollo.

Un’occasione, dunque, per fare un bilancio di questi 4 anni impegnativi, nei quali la priorità è stata quella di aprirsi alla città, di rendere il mondo dell’ingegneria protagonista assumendo un ruolo centrale all’interno della società.

«Per fare questo era necessario avere tre caratteristiche – ha spiegato Falsirollo nel suo intervento introduttivo -. In primis, essere aperti. Infatti abbiamo voluto aprire la nostra assemblea alla città e negli ultimi due anni abbiamo scelto di riunirci qui, nel Palazzo della Gran Guardia, luogo centrale e simbolico per Verona. La seconda caratteristica era quella di essere inclusivi. Infatti spesso abbiamo ospitato e organizzato occasioni di incontro e dialogo con le istituzioni cittadine e territoriali. Non a caso oggi promuoviamo un incontro con i candidati sindaco di Verona dei tre principali schieramenti. Ma soprattutto, ed è la terza caratteristica, bisogna avere sostanza ed è per questo che da sempre proponiamo riflessioni e interveniamo sui temi che riguardano non solo la nostra categoria, ma anche l’intera società».

Controllo dei costi, efficientamento delle spese e attivazione di nuovi servizi agli iscritti: questi sono i punti chiave del mandato del presidente uscente.

Nel corso dell’assemblea, come da tradizione, l’Ordine ha dato il benvenuto ai nuovi iscritti con la cerimonia della consegna dei timbri e ha premiato gli ingegneri che hanno raggiunto il 50esimo anno dalla laurea consegnando loro le formelle.

Spazio poi all’incontro con i tre candidati sindaco: Federico Sboarina, Flavio Tosi e Damiano Tommasi, quest’ultimo in collegamento perché impossibilitato a raggiungere l’assemblea in presenza. «L’incontro con i candidati è un momento importante perché il ruolo del sindaco e le sue decisioni coinvolgono anche la nostra categoria e su temi a noi cari abbiamo voluto dialogare con loro» ha spiegato Falsirollo.

Federico Sboarina, primo a intervenire, ha sottolineato l’importanza della progettazione condivisa: «Il fatto di avere delle idee e degli spunti di riflessione è importante e così continueremo a progettare la città – ha detto a margine dell’incontro -. Grandi infrastrutture sono già in cantiere e saranno il futuro di una città fortemente turistica, che verrà rigenerata. La visione che ho avuto in questi anni è quella di costruire una città sempre più forte, sempre più interconnessa, sempre più attraente perché più facile da raggiungere. E una città nei 15 minuti, quindi efficiente e con dei servizi essenziali non solo nel centro ma in tutti i quartieri».

Flavio Tosi ha evidenziato: «Va progettato con una visione liberale: la pubblica amministrazione deve dire di sì quando può e non cercare di dire dei no. Deve avere professionisti competenti e per questo io scelsi l’assessore Caleffi che veniva dal mondo delle professioni e aveva la logica di risolvere i problemi e non crearli. C’è da semplificare molto: le norme tecniche attuative, il regolamento edilizio comunale, e per fare questo lo strumento ideale è un tavolo di confronto tra l’amministrazione e gli Ordini, in modo da recepire tutto quello che può essere semplificabile. Bisogna darsi dei tempi certi come amministrazione pubblica e fare in modo di avere percorsi semplificati perché gli investimenti vengono portati avanti dove c’è un’amministrazione efficiente».

Damiano Tommasi: «Immaginare e progettare la Verona del futuro innanzitutto deve presupporre un orizzonte temporale di medio e lungo termine, capire che ogni amministrazione si inserisce in un percorso avviato e sicuramente deve ragionare e pensare a una Verona che andrà oltre il proprio mandato. Purtroppo questo tema entra in campagna elettorale e quindi si danno soluzioni facili, ricette molto semplici che spesso diventano irrealizzabili sul campo. Per questo credo che progettare la Verona del futuro significhi mettersi al tavolo, ragionare su quali sono le proiezioni e le indicazioni europee da dove arrivano anche parecchie risorse per quanto riguarda la rigenerazione urbana. Vedere Verona più verde, più vivibile, che lavori molto sul tema dell’inquinamento per abbassare quello che sicuramente oggi è un allarme e che genera negatività sulla qualità della vita. Ma soprattutto credo che una città si progetta con il dialogo e l’interlocuzione con le categorie di professionisti, con le competenze, perché la soluzione non è prendere quartiere per quartiere, ma inserire ogni quartiere all’interno di un progetto più largo, dove l’idea della mobilità e dell’urbanistica sono temi che devono andare a braccetto per poter rendere la città più smart e soprattutto più a misura di cittadino».

Gli interventi integrali dei tre candidati sono disponibili nella diretta Facebook nella OrdineIngegneriVerona - external-link-new-window>pagina dell’Ordine degli Ingegneri di Verona.