Economia | 20 maggio 2022, 10:53

Humana Vintage Verona: quando l'innovazione passa dalla moda e dal sociale

Filiera etica per lo sviluppo sostenibile del settore tessile, progetti umanitari e il fascino del vintage. Sono i tre ingredienti della ricetta di Humana People to People Italia, l'organizzazione no profit che ha il suo maggiore store a Verona

Humana Vintage Verona: quando l'innovazione passa dalla moda e dal sociale

Innovazione e green incontrano la moda e il riuso grazie a Humana People to People Italia, un'organizzazione di cooperazione internazionale che promuove lo sviluppo sostenibile nel settore tessile attraverso una filiera etica e trasparente.

A raccontarne storia, filiera e i numerosi progetti, Fabiano Trenitin, responsabile di Humana Vintage Verona

Grazie a Humana gli indumenti acquistano una nuova vita e diventano delle vere e proprie risorse. Come nasce la vostra storia?

Humana vintage apre il primo negozio nel 2006 a Milano con l’obiettivo di valorizzare tutti i capi di abbigliamento ridando loro una seconda vita. In quegli anni il vintage è ancora un prodotto di nicchia e non conosce la diffusione a cui assistiamo oggi. Perciò, ha preso forma non solo un negozio di riferimento per appassionati ma anche un progetto innovativo di sostenibilità. Nel corso degli anni è cresciuto e, oggi, Humana conta 11 negozi in Italia.

Questi Humana approda anche a Verona. Come nasce il vostro negozio in città?

Lo store di Verona nasce a settembre dell'anno scorso, nel 2021, e siamo in piazza Pasque Veronesi, zona Castelvecchio.  Con i nostri 200 metri quadrati di superficie di vendita siamo il negozio vintage più grande della città e anche il negozio di Umana Vintage più grande in Italia. Da noi si possono trovare capi d'abbigliamento, accessori, scarpe, borse dagli anni Sessanta fino al Duemila.

Scegliere di compare un capo Humana ha un impatto sociale positivo: siamo, infatti, un’organizzazione sociale no profit che finanzia i progetti della Federazione Humana People To People nel mondo.

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Dietro una vetrina colorata e attraente di un negozio vintage, in realtà, c'è una grande filiera dietro: Come si costruisce la raccolta e la rivendita, come si ridà valore all'abbigliamento?

 In Italia sono presenti 5 mila raccoglitori in 45 province italiane e abbiamo cinque punti di raccolta importanti in Italia. Da qui, la merce viene stoccata e lavorata, sistemata manualmente e divisa in 25 categorie. Da qui abbigliamento e accessori, vengono smistati nei vari punti vendita italiani e i ricavi, una volta coperti i costi, vengono usati per finanziare progetti di sviluppo umanitario. Humana agisce in prima persona in tutti gli anelli della filiera garantendo la trasparenza.

 

I vestiti non sono solo vestiti ma sono capi che hanno una storia e hanno anche un futuro che li attende in un'ottica di sostenibilità e di riuso. Ecco, sostenibilità è una parola chiave per Humana. Cosa significa per voi e come si applica questo concetto alla moda?

Già noi nel nostro cartellino, dove mettiamo il prezzo di vendita del capo, inseriamo una frase: “Ogni abito ha una storia che vuole continuare” ed è proprio questa la nostra mission. Per quanto riguarda la sostenibilità, si dirama in tre tipi: economica perché Humana è un’organizzazione no profit ma atipica perché pone a regime un’economia circolare e un proprio business plan aziendale, nonostante sia un'organizzazione no profit.

Il secondo tipo è la sostenibilità sociale perché oltre a finanziare questi progetti di sviluppo, creiamo anche posti di lavoro. In ultima ma non per ultima, la sostenibilità ambientale: dare una seconda vita a un capo d'abbigliamento significa inquinare meno e anche rallentare quel processo della dell'industria della moda che è una delle più inquinanti al mondo.

Tra i progetti a cui teniamo maggiormente c’è l’orto di comunità in provincia di Milano, vicino la nostra sede di Pregnana: una realtà stimolante e significativa che favorisce l’inclusione sociale di persone in condizioni di vulnerabilità socio-economica. Lo scopo principale è incoraggiare la collaborazione, l’inclusività e lo sviluppo sostenibile.

 

Quindi su queste tre buone pratiche quali sono i vostri progetti futuri a breve e a lungo termine?

Tra i progetti futuri, il primo è quello di aprire altri punti vendita in città italiane dove non siamo presenti. In cantiere un nuovo innovativo progetto con alcuni junior designer provenienti dall’Accademia del Lusso di Milano e dall'Istituto Europeo di design. Questi creativi lavoreranno sui capi rimasti invenduti creando una capsule collection in app cycling.

Inoltre, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il 22 marzo scorso, è stato inaugurato il nuovo sito HumanaVintage.it dove solo il primo giorno abbiamo avuto ben 18 mila visualizzazioni. Per questo progetto è stata anche creata una collaborazione con iPhoto che si è occupata degli scatti per il video e speriamo che in futuro ci siano collaborazioni di questo tipo.

Erika Funari