Imprese - 11 maggio 2022, 17:03

Ristorante La Cru: arrivano i Tre Cappelli dell’Espresso

I critici della Guida: «Una cucina che fa del territorio il protagonista assoluto». Il commento dello chef Giacomo Sacchetto: «Orgogliosi di questo riconoscimento e del percorso di valorizzazione del territorio che stiamo portando avanti».

Ristorante La Cru: arrivano i Tre Cappelli dell’Espresso

La presentazione della Guida Ristoranti e Vini d’Italia 2022 de L’Espresso, che ha avuto luogo martedì 10 maggio a Firenze, ha portato al Ristorante La Cru di Romagnano di Grezzana (Verona) un nuovo riconoscimento ambito e importante: i Tre Cappelli.

Dopo l’ingresso dell’insegna nell’edizione 2021 con Due Cappelli, è bastato solo un anno per permettere al giovane team capitanato da Chef Giacomo Sacchetto di raggiungere un nuovo, ambito traguardo nel panorama delle eccellenze gastronomiche italiane.

I critici della Guida diretta da Enzo Vizzari, raccontano così la proposta: «Nel piccolo borgo di Romagnano, terra di grandi Amaroni e non solo, all’interno di Villa Balis Crema, trova spazio questo luminoso ristorante affacciato sulla Valpantena. Dallo stesso panorama di cui godono i commensali, traggono ispirazione anche Giacomo Sacchetto e la sua brigata,  elaborando piatti che fanno del territorio il protagonista assoluto. Grazie a solide basi tecniche, una mano felice e un indiscutibile talento, prendono forma piatti concreti e ben eseguiti: l’ostrica rosa del Delta del Po, porro grigliato, zafferano della Lessinia e lattuga di mare o i ravioli della Laguna veneziana, dove il baccalà gareggia con le sarde in saòr».

Tre gli altri classici dell’insegna stellata di Romagnano trovano menzione anche «le piacevoli “Midolline” (minuscole gocce di pasta) mantecate con fumetto di pesce e olio, lumachine brasate e prezzemolo tritato. I piatti di carne (Mora romagnola e capriolo) sono cotti magistralmente, ma il meglio è rappresentato dall’animella con crema di anguilla affumicata, cavolo navone in carpione e centrifuga di alloro. Dessert mai banali, come il “Foliage”, sono la degna conclusione di un pranzo appagante, accompagnato da un servizio attento e premuroso. Interessante la carta dei vini che privilegia piccole e blasonate referenze territoriali ma che esplora anche la Francia.»

Alla luce del riconoscimento ricevuto, chef Sacchetto si dimostra orgoglioso: «Dopo la Stella Michelin nel 2020 e la Stella Verde per la nostra proposta sostenibile nel 2021, il riconoscimento de L’Espresso è per noi una conferma importante del lavoro che stiamo facendo e soprattutto della coerenza e continuità che tentiamo ogni giorno di riflettere nei nostri piatti e nella proposta di ospitalità. Gli esperti della Guida hanno colto l’amore e il continuo dialogo che abbiamo col contesto naturale e culturale che ci circonda. Per noi territorio è tutto: anche la mise en place riflette il valore che vogliamo dare agli artigiani locali: per il nuovo menu, abbiamo infatti scelto di affidarci alle mani sapienti di Terre di Stelle – laboratorio in Lessinia - per le ceramiche che accompagnano gli amuse bouche. Tra i piatti del nuovo menu degustazione, invece, utilizziamo le uova di Cà Vittoria e le mele provenienti da Belfiore».

«La nostra linea è valorizzare sempre più le eccellenze della Lessinia e della Valpantena, talora facendole incontrare con classici veneti come il fritto di Chioggia, presente nel nuovo percorso gourmet  “Dall’Alto Adriatico al nostro orto” - conclude lo chef - Anche all’interno del nostro secondo locale, l’osteria “Bottega e Cucina”, che sta ricevendo conferme costanti da parte dei clienti, la ricerca e affinamento di formaggi e salumi locali di qualità altissima non si ferma mai e fa il paio con le sempre nuove conserve prodotte dalla nostra brigata con i prodotti dell’orto biodinamico e dei frutteti di casa. Anche per “Bottega e Cucina”, stiamo per varare un nuovo menu, che valorizza piatti classici della tradizione, eseguiti a regola d’arte. Questo format è inoltre il riferimento per gli ospiti del Relais Villa Balis Crema: oltre al pranzo e alla cena, anche con la colazione proponiamo materie prime locali e dolci tradizionali, come il famoso Risino. Per una brigata gourmet come la nostra, passare senza soluzione di continuità dalla cucina creativa a quelle delle nostre mamme e nonne è fonte di continua ispirazione, tra passato, presente e visioni proiettate al futuro».

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