Imprese - 06 maggio 2022, 12:42

Grandis: pedalare verso un futuro di sostenibilità

Ai microfoni di Verona Economia Alessandro Grandis, co-titolare dello storico negozio veronese. Alla vigilia del Giro d'Italia, tante le novità come lo sviluppo di un telaio 4.0 in collaborazione con l'università

Grandis: pedalare verso un futuro di sostenibilità

Ai microfoni di Verona Economia si pala ancora di sport e non poteva mancare tra i protagonisti lo storico negozio di biciclette di Verona: Grandis. A raccontarci la storia e i progetti futuri alla vigilia del Giro d’Italia è Alessandro Grandis, co-titolare  dell’attività.

 

Come nasce e come si è evoluta nel corso degli anni la vostra realtà imprenditoriale?

Il negozio nasce nel 1930 grazie a mio nonno che in giovane età inizia a sperimentare le prime saldature di telaio in acciaio. Superato un periodo difficile della Seconda Guerra Mondiale, a cavallo del 1960-1965, grazie al contributo fondamentale di mia nonna Ines, sua moglie, nasce la prima Bottega Grandis.

La prima generazione viene affiancata da zio Mario e mio padre Ezio, che sviluppano l'attività. Un punto vendita e uno sponsor in continua crescita tanto che nel 2004 abbiamo inaugurato il negozio-laboratorio: è un centro unico per vivere una vera e propria esperienza di bicicletta, dall’officina all’abbigliamento.

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Il mondo dello sport, quello dei bike non fa eccezione, sta vivendo grandi cambiamenti: quali sono le novità tecnologiche e i trend?

Oggi le e-bike sono sulla bocca di tutti ma la vera novità sono le live bike, cioè le biciclette a pedalata assistita leggera per gli utenti più tecnici. Oggi ci sono delle biciclette a motore con batteria molto leggere sotto i venti chilogrammi con telai in carbonio e componentistica di primissima scelta. Un prezzo importante ma, credo, saranno il filone Highway.

Per quanto riguarda invece più il nostro laboratorio artigianale, proponiamo un mix di componentistica tra tecnica e versatilità. Le mountain bike rimangono il prodotto di punta per esplorare la nostra montagna, non solo per gli sportivi.

 

Il mondo delle biciclette è ricco di storia e di fascino. Basti pensare al Giro d'Italia che ha scelto proprio Verona come ultima tappa. Cosa vi lega a livello sentimentale e personale al vostro mestiere? Cosa rappresentano le bici per la vostra famiglia?

La bici è uno stile di vita e una compagna di viaggio da quando sono nato: sono la terza generazione Grandis a occuparsene quindi, per me, rappresenta un legame con la famiglia. Inoltre, credo sia anche una chiave di volta per il futuro sotto il segno della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Pedalare significa avere uno stile di vita sano e non inquinare. È un’attività che ha solo benefici.

Grandis è anche sponsor di alcuni team, legati ma non direttamente partecipanti, al Giro d’Italia. Siamo orgogliosi di supportare giovani leve del ciclismo

 

Su queste buone pratiche buone intenzioni, quali sono i vostri progetti futuri a breve e lungo termine?

Stiamo percorrendo due strade: la prima che stiamo portando avanti a livello artigianale con diversi prodotti city in catalogo Stiamo lavorando per renderlo accessibile a diverse fasce id mercato.

Poi, in secondo luogo, proseguiamo con le fasi di laboratorio in merito alla prestazione cercando di ottimizzare tutte le componenti. Stiamo sviluppando insieme all'università dei componenti di stampa 3D in metallo. Il prototipo di questo telaio è già pronto e non vediamo l’ora di vedere la versione definitiva.

Erika Funari

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