Green | 27 aprile 2022

Everel Group di Valeggio sul Mincio sceglie la sostenibilità attraverso l'arte

Green Team dell'azienda leader di componentistica elettrica sfonda le barriere della comunicazione e decide di abbracciare la sostenibilità attraverso l'arte. Gli spazi di lavoro prendono vita grazie alle opere dell'artista Freak of Nature, milanese di origine ma veneta d’adozione

Everel Group di Valeggio sul Mincio sceglie la sostenibilità attraverso l'arte

Proseguono a pieno ritmo i lavori nella casetta della responsabilità sociale di Everel Group, luogo inaugurato da pochi mesi e che rappresenta il fulcro, anche fisico, del lavoro del Green Team aziendale, il gruppo di giovani talenti dedito alla realizzazione di politiche sostenibili e guidato dal CSR Manager Thomaz Zobele.

«Freak of Nature è impegnata in una vera e propria rivoluzione culturale - commenta Valeria Zampieri, HR & Communication Director di Everel Group - non solo artistica, che mette al centro i temi della sostenibilità e della responsabilità sociale, esattamente come sta facendo Everel negli ultimi anni. Inoltre, dare la possibilità ai ragazzi del nostro Green Team, che lavorano qui ogni giorno per produrre azioni concrete di sostenibilità, di vivere in un contesto di bellezza, crediamo non possa che migliorare le performance ed ispirare maggiormente l’approccio all’attività quotidiana».

Freak of Nature, è artista stimata e contestata insieme, nota per la propria opera di sensibilizzazione nei confronti della rigenerazione urbana e del riuso di edifici e spazi inutilizzati:  «Sappiamo che la nostra scelta va sotto molti punti di vista controcorrente e si discosta dall’immagine di un’azienda manufatturiera come Everel – conclude Zampieri - ma proprio attraverso questa visione disruptive e libera, tipica di Freak of Nature, passa la trasformazione di Everel, che da attenta all’ambiente si sta trasformando in pioniera di responsabilità ambientale e impegno sociale».

L’artista, milanese di origine ma veneta d’adozione e molto attiva in particolare nel Veneto orientale, è famosa per le sue opere di street art in molte città della nostra regione: attraverso l’utilizzo di tele lunghissime e dipinte di verde, blu e altre gradazioni che ricordano il mondo della natura, mette in luce spazi abbandonati, ecomostri, indicando quello che secondo lei la natura avrebbe realizzato in quel luogo se fosse stata lasciata libera. Le sue opere sono applaudite o contestate, ma mai passano inosservate. In alcune città è stata acclamata, in altre addirittura multata, ma la sua opera non si è mai fermata, neppure durante i duri mesi di lockdown.

Per Everel ha realizzato dei dipinti dentro e fuori la casetta della sostenibilità e una serie di murales intorno al cortile.

«Everel mostra con questa sua scelta di essere un’azienda rivoluzionaria, innovativa, che vuole dare un segnale di cambiamento nei confronti della visione del mondo che verrà – racconta l’artista – Il mio obiettivo è quello di dare messaggi tangibili, non soltanto parole, in angoli delle nostre città che fingiamo di non vedere, riportando il bello del mondo davanti ai nostri occhi. Mi è piaciuta questa realtà, una casetta dove dei giovani si occupano del nostro futuro. Questi lavori sono stimolanti anche per me, che dalla street art, spesso contestata, mi sposto in un’azienda che guarda avanti. La vera rivoluzione passa anche dalla consapevolezza delle aziende italiane, consapevolezza che Everel sta dimostrando con le sue politiche innovative ogni giorno e che dovrebbe essere spunto di miglioramento per altre realtà simili».

Il cemento, base delle opere di Freak of Nature, deriva dall’acqua e mostra segnale di rinascita e cambiamento:  «Sapersi affacciare alla finestra e non vedere solo muri di cemento grigio, ma l’immagine di ciò che vorremmo componesse le nostre città può renderci persone più libere e migliorare il nostro Pianeta – conclude Freak of Nature, che non vuole dire il suo vero nome e racconta così il proprio manifesto culturale – Non do giudizi e il mio è un messaggio mai polemico, ma la mia opera cresce libera come un albero, come la Natura, come quel mondo che dobbiamo ricordarci di amare perché ne siamo umile meccanismo».