Associazioni | 20 aprile 2022

Cavara su Area ex SAFEM: «Mega-hotel? Un progetto senza prospettive»

Caustico il commento di Giulio Cavara, presidente di Federalberghi-Confcommercio Verona sulle recenti decisioni edilizie dell'Amministrazione in merito alla riqualificazione dell'area ex SAFEM accanto a Viale Piave: il progetto iniziale prevedeva un ostello ma, in seguito a deroga, diventa un 180 camere.

Cavara su Area ex SAFEM: «Mega-hotel? Un progetto senza prospettive»

Federalberghi-Confcommercio Verona rende nota la sua contrarietà in merito ai progetti in cantiere che vedrebbero, a stretto giro, la nascita di grandi alberghi in centro città. 

«Mentre il Consiglio Comunale si accingeva a votare l'autorizzazione in deroga del nuovo mega-hotel di 140 camere in Via Garibaldi - fa notare il presidente Giulio Cavara -, la Commissione Urbanistica veniva chiamata a concedere la stessa "corsia preferenziale", quella del cosiddetto Sblocca Italia, per l'intervento nell'area ex SAFEM accanto a Viale Piave». 

«E anche lì, guarda caso - prosegue Cavara -, salta fuori che con questo espediente burocratico si andranno ad autorizzare "in deroga" non due "ostelli della gioventù" come era stato annunciato, bensì un ostello e un altro nuovo grande albergo, di ben 180 camere».

Elemento critico e fuori focus rispetto al pendolo-domanda richiesta che anima il turismo scaligero: infatti, il presidente Cavara, sottolinea come a Verona non si raggiunga mai la piena occupazione degli alberghi già esistenti, nemmeno nei picchi di alta stagione.

La nota diffusa da Federalberghi-Confcommercio Verona, chiarisce come la volontà non sia quella di denigrare il recupero di costruzioni ormai in disuso come l'ex sede Unicredit in Via Garibaldi; «Troviamo, però, doveroso e vitale per il futuro della città che l'Amministrazione Comunale, nel decidere il destino di questi siti, prima che sia troppo tardi proceda a una pianificazione urbanistica di insieme, seria e basata su dati. Dovrebbe includere anche quelli del mercato alberghiero e dei flussi turistici, non solo quelli del mercato immobiliare. Anziché elargire deroghe in ordine sparso a vantaggio di questo o quel privato, scavalcando le vigenti norme urbanistiche anziché sottoporle ad una revisione generale».

E' il commento di Giulio Cavara che prosegue: «Davvero in Viale Piave, a un tiro di schioppo dalla ex Manifattura Tabacchi dove verrà presto realizzato un nuovo colossale complesso alberghiero di circa 300 camere, chi amministra la città ritiene saggio autorizzare un altro nuovo grande albergo con una deroga? E quante altre deroge seguiranno, invocando questi precedenti?».

Il nodo del problema sarebbe la conversione d'uso dell'edificio che, approvato come ostello, in seno al progetto diventa un grande albergo con concessione di deroga che diventa, pertanto, un precedente rischioso.

«I possibili "utilizzatori finali" -conclude Giulio Cavara, Federalberghi-Confcommercio Verona- sono soggetti non veronesi e presumibilmente nemmeno italiani, quindi fisiologicamente poco interessati al futuro di Verona nel lungo periodo. A questi l'attuale proprietà intende vendere o affittare nel modo più redditizio. A conferma del fatto che autorizzare deroghe di questo genere equivale a firmare "cambiali in bianco" ai privati. Gli affari sono affari e il singolo privato giustamente persegue solo il proprio profitto, ci mancherebbe; ma se il Comune anziché pianificare e indirizzare si limita ad assecondarlo, che cosa diventerà questa città? Un gigantesco, invivibile resort?».