Lavoro | 23 marzo 2022

Istituto Anziani, la UIL esulta per lo sblocco di premialità e progressioni economiche

Ieri in video conferenza un nuovo tavolo di trattativa della sigla sindacale, rappresentata a Verona da Stefano Gottardi. La sottoscrizione è avvenuta oggi sul documento inviato dall'azienda. Assegnato ai lavoratori un premio complessivo di 1800 euro. «Giustizia è fatta» esclama il segretario provinciale.

Istituto Anziani, la UIL esulta per lo sblocco di premialità e progressioni economiche

«Giustizia è fatta – dichiara Stefano Gottardi segretario generale UIL FPL – per le lavoratrici e i lavoratori dell’IAA per i quali abbiamo ottenuto sia la premialità e sia le progressioni economiche orizzontali. Complessivamente un premio totale di 1800 euro, 600 già pagati a febbraio e 1200 che incasseranno ad aprile, mentre inizia il percorso di riconoscimento per le progressioni economiche orizzontali già quest’anno, per le quali dovremo, insieme alla nuova RSU, decidere quante risorse destinare e i criteri generali per l’attribuzione, oltre ad aver attivato il nostro servizio vertenze per il personale che ha contenziosi attivi con l’azienda che ne determinano l’esclusione».

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«Abbiamo salvaguardato le “vittime” di un sistema che fa pagare chi non ha colpe - ribadisce Antonio Imbriani responsabile del Terzo settore per la UIL FPL di Verona – un percorso iniziato nel 2020, dopo uno studio complesso e una profonda riflessione su tutto ciò che avrebbe comportato, compresa l’inevitabile “spaccatura sindacale”, ottenendo un risultato che oggi soddisfa sia il personale, per il meritato riconoscimento contrattuale e sia noi che abbiamo compiuto il nostro dovere. Lavoratrici e lavoratori che svolgono un importante lavoro per la cittadinanza di Verona, con dedizione e professionalità, che hanno fatto fronte all’emergenza COVID con le difficoltà che hanno caratterizzato tutte le strutture del settore, pretendono ciò che la contrattazione gli può dare, meritano la serenità che tutti questi anni di conflitto hanno tolto loro».

«Sapevamo della profonda diffidenza che avremmo riscontrato con la nostra scelta – continua Gottardi Stefano – il personale dell’IAA vive sulla propria pelle anni di scontro, di promesse non mantenute, otto anni senza ricevere alcun premio e dodici anni senza nessuna progressione economica orizzontale, un clima pesante legato a ricorsi, denunce e sfiducia nella politica e nei vertici aziendali. Il confronto sindacale era arrivato al capolinea, un “muro contro muro” dal quale ci siamo voluti distinguere, ricercando con tenacia un percorso di intesa con la presidenza e la direzione, convinti che sarebbe stata l’azione giusta per salvaguardare il personale. Concluso velocemente un inizio di giustificata cautela, abbiamo finalmente trovato una controparte disponibile al confronto, con il rispetto delle parti che noi concediamo ma anche pretendiamo, per raggiungere quegli obiettivi naturali che la contrattazione aziendale deve ottenere. Un risultato che durerà nel tempo, che favorirà la prossima RSU eletta dai lavoratori con risorse ogni anno da decidere come distribuire».

«Milleottocento euro sono un aiuto prezioso in questo momento – sottolinea Antonio Imbriani - per far fronte con maggiore serenità alle difficoltà economiche determinate dagli aumenti dei costi energetici; di certo non potranno sanare gli aspetti psicologici e la sofferenza provocata dall’emergenza COVID, ma sicuramente sono un aiuto reale al quale si aggiungono le progressioni economiche orizzontali, quote economiche che sono fisse e pensionabili. Per il personale che ha un contenzioso attivo con l’azienda abbiamo attivato un percorso per evitare di essere escluso e non perdere le progressioni orizzontali economiche già acquisite, senza nessuna spesa da parte dello stesso. Infatti, ci preoccupa una recente sentenza della cassazione che ha determinato nulli gli accordi senza la validazione del Collegio dei Revisori, che determinerebbero, come già successo per i lavoratori di altre case di riposo nel veronese, il rischio di ritornare all’azienda importi da capogiro, ventimila euro e in alcune situazioni anche di più, un dramma economico insostenibile».

«Il CCNL degli Enti Locali come quello della Sanità Pubblica sono scaduti nel 2018 – ricorda Stefano Gottardi – le risorse rese disponibili dal Governo per il rinnovo contrattuale 2019/2021, quindi già scaduto, sono esigue e non mantengono il valore reale dei salari, non possiamo accettare che i lavoratori debbano pagare il conto della crisi, questo è il momento di sostenere chi ha mantenuto i servizi nel momento più difficile; con una tendenza del primo mese di gennaio al 5% di svalutazione, sapendo che non cambierà a breve per l’evidente situazione geopolitica, è certo un impoverimento dei redditi di queste famiglie. Per questo motivo inizieremo un percorso di protesta per ottenere la salvaguardia dei redditi che ha una ricaduta diretta sull’economia interna del paese».