Associazioni | 14 marzo 2022, 09:30

Taxi e bus veronesi a rischio fermo, CNA chiede intervento del Governo

Caro carburante, rischio fermo dei mezzi per i tassisti veronesi. CNA pressa il governo per una terapia d’urto: sul tavolo accise, carburante professionale e “superbonus” per l’acquisto di veicoli efficienti.

Taxi e bus veronesi a rischio fermo, CNA chiede intervento del Governo

L’escalation da record dei prezzi dei carburanti per autotrazione, oltre a danneggiare tutto il comparto del trasporto merci sta purtroppo mettendo in ginocchio anche le imprese del trasporto persone. In Italia si parla di 29 mila attività nel perimetro del trasporto mediante autobus e taxi o servizi di noleggio con conducente, di cui circa 7mila a livello Veneto.

L’impatto dell’aumento del carburante risulta penalizzante per le imprese che si occupano di trasporto persone, un settore già colpito dalla crisi pandemica, che si scaricherà sui margini di profitto e sul valore aggiunto di ciascuna impresa.

«L'aumento delle tariffe - spiega Daniela Campostrini, presidente Taxi CNA Veneto - è la prima richiesta che arriva da più parti in questo comparto, ma è una procedura molto complessa, che richiede un tempo lunghissimo prima del parere definitivo dell'Autorità dei Trasporti. A noi però in questa fase servono interventi rapidi e immediati, altrimenti il rischio è che per molti sia più conveniente mantenere il mezzo fermo che lavorare. Ciò che chiediamo al governo è un intervento strutturato, e già il riconoscimento del carburante professionale potrebbe essere una prima importante mossa strategica in questa direzione. Purtroppo il conflitto russo-ucraino sta ulteriormente rallentando una ripresa già lenta prima, l'aumento generalizzato dei prezzi sfavorisce infatti anche il turismo su cui si regge la nostra attività, e quindi lo scenario è purtroppo ancora di crisi profonda».

In particolare, sul comparto taxi che opera con tariffe amministrate, sulle imprese di bus che operano in sub affidamento nei servizi di Tpl, sulle imprese di noleggio con conducente auto e bus che non hanno più beneficiato della moratoria dei leasing in un mercato che non ha mai dato cenni di ripresa.

CNA Fita e le altre associazioni di categoria chiedono al Governo che si faccia interprete del forte disagio delle imprese, mettendo in campo strumenti che possano alleviare le gravi ripercussioni derivanti da questa tensione sui prezzi che, peraltro, non vede tregua nel breve periodo.

Le proposte normative di CNA Fita, fanno riferimento a aree di intervento:

1. Allargamento al trasporto pubblico non di linea (Taxi e NCC) della platea beneficiari dei contributi a fondo perduto previsti nel Decreto Sostegni Ter

2. Esonero contributi INPS per l’anno 2022;

3. Proroga del buono viaggio previsto dal Sostegni Ter anche per il 2022 con semplificazione delle procedure

4. Effettiva integrazione tra Trasporto pubblico di linea e non di linea. Un processo consentito dalla norma ma ancora di difficile attuazione a livello locale.

L'associazione ha inoltre fornito la sua ricetta anche per un intervento immediato sul costo dei carburanti e le altre spese legate all'attività, attraverso il seguente pacchetto di misure:

-revisione del sistema del rimborso delle accise attualmente in vigore-introduzione di e un credito d’imposta del 110% per l’acquisto di autovetture M 1 elettriche o ibride, in modo da incentivare il ricambio dei veicoli ad uso verso una transizione ecologica.

-abbattimento dell’IVA nell’acquisto di veicoli ibridi, elettrici o a motorizzazione ecologicamente (emissioni CO2) equivalente.

-promozione di un adeguamento delle tariffe che attraverso un provvedimento urgente, che determini, temporaneamente, il superamento dei tempi necessari per l’emissione del parere consultivo della Autorità dei Trasporti, fonte di ritardi, oggi ingiustificati, vista la necessità immediata e non differibile di provvedimenti tempestivi, dovuta ad un incremento del costo del gasolio, del 40% nell’ultimo semestre.

-adozione di un provvedimento di sostegno dei costi di esercizio calcolato su base giornaliera chilometrica che tenga conto della velocità media nei centri urbani, sulla base dei dati ISTAT.-introduzione del cosiddetto “carburante professionale”, con prezzo calmierato alla pompa, come già avviene per il carburante agricolo.

-inserimento del settore nei provvedimenti previsti per le aziende energivore per i veicoli a ricarica elettrica.-abbattimento del premio INAIL

-abbattimento del contributo SSN sulle polizze RCA.