Enti | 12 marzo 2022

Caro carburanti, Confartigianato e Unatras: «Presto costretti a fermare i mezzi»

Confartigianato Verona e Unatras lanciano un appello al governo per aiutare il settore dei trasporti che, con il caro carburanti, versa in grande difficoltà: «Senza risposte concrete saremo costretti a fermare i mezzi».

Caro carburanti, Confartigianato e Unatras: «Presto costretti a fermare i mezzi»

«Unatras e Confartigianato Trasporti aspetteranno l’incontro con il governo programmato per martedì 15 marzo e poi decideranno quali iniziative intraprendere». Lo riferisce Paolo Brandellero, presidente di Confartigianato Trasporti Verona, sottolineando l’estrema difficoltà in cui versa il settore, a fronte del caro gasolio e dei carburanti in genere.


«Chiediamo – spiega Brandellero – un credito di imposta del 30% immediato sul prezzo industriale del gasolio ma soprattutto che si adotti la regola che vige per gli aerei, cioè che il maggior costo del gasolio sia ribaltato in fattura: è l’unico sistema per sopravvivere».


Il presidente degli autotrasportatori scaligeri di Confartigianato fa notare che, «per rifornire un serbatoio di 600 litri di un camion occorrevano, tre mesi fa, 680 euro: oggi ne servono 1.250. Chi ha investito nei mezzi ecologici a metano – continua – si è visto più che quadruplicare i costi del carburante. Inoltre, le imprese devono fare i conti non solo con i prezzi, ma addirittura con la scarsità di carburante, in particolare per l’extrarete».


«Le nostre richieste sono chiare – aggiunge il Presidente di Confartigianato Imprese Verona, Roberto Iraci Sareri – e deve essere altrettanto chiaro che, in queste condizioni, servono solamente ai nostri autotrasportatori per restare a galla. Nella giornata di mercoledì 9 marzo, Unatras, il coordinamento delle maggiori associazioni dell'autotrasporto nazionale, ha annunciato manifestazioni in tutta Italia per il 19 marzo. Confartigianato Trasporti Verona è pronta a dar seguito allo stato di agitazione – spiega Iraci Sareri –, con proprie iniziative di sensibilizzazione e informazione dirette alle imprese del settore e all’opinione pubblica. Nei prossimi giorni avremo maggiori dettagli, in particolare dopo aver atteso il confronto con il governo di martedì prossimo, e forniremo gli aggiornamenti del caso. Altri annunci di manifestazioni, fermi o scioperi, come quello di lunedì 14 marzo promosso da Trasportounito, rappresentano iniziative autonome e persino illegittime, come ha stabilito in queste ore la Commissione di garanzia sullo sciopero. Nulla hanno a che vedere con il senso di responsabilità degli autotrasportatori italiani e la consapevolezza di cosa possa davvero significare fermare l’autotrasporto in Italia».


«Purtroppo, senza risposte concrete da parte del governo – sottolinea il presidente di categoria Brandellero – saremo comunque costretti ad iniziare a pensare, nostro malgrado, di fermare i mezzi nei piazzali, per l’impossibilità di continuare a lavorare in perdita. Non ci siamo fermati durante tutta la fase di emergenza Covid, per garantire servizi sanitari e di approvvigionamento, ma ora, dopo due anni di profonda crisi, siamo allo stremo».


Nel frattempo, anche l'UETR, l’organizzazione europea delle associazioni degli autotrasportatori, che ha come socio fondatore Confartigianato Trasporti, è intervenuta con un comunicato per chiedere al mondo politico europeo un'azione urgente e diffusa per affrontare i prezzi dell'energia drammaticamente elevati.


«L'insopportabile aumento dei prezzi dell'energia in Europa – si legge – sta mettendo a rischio le aziende di trasporto su strada che svolgono un ruolo fondamentale nella consegna di beni alle persone e alle imprese. È necessaria un'azione adeguata e diffusa a livello governativo per la sopravvivenza di migliaia di micro piccole e medie imprese di trasporto. Il carburante costituisce una quota importante dei loro costi e, se non si interviene immediatamente con un aiuto, la maggior parte di loro semplicemente non sarà in grado di effettuare trasporti e dovrà fermarsi, con la conseguente interruzione della catena degli approvvigionamenti».


L’UETR invita tutte le autorità nazionali a introdurre un'opportuna riduzione della tassazione sul gasolio e ad inserire ingenti rimborsi di accise ai vettori, ritenendo, inoltre, estremamente importante e utile l’adozione di un'azione di emergenza dell'UE per consentire agli Stati membri di applicare aliquote di accisa inferiori per il trasporto di merci, anche al di sotto della soglia minima fissata per i paesi appartenenti all'UE.

 

«L’unione europea degli autotrasportatori – conclude Brandellero – ha anche invitato tutte le autorità nazionali ad applicare un meccanismo di indicizzazione automatica per compensare l'impatto dell'aumento del prezzo del carburante sui costi di trasporto, come avviene per il trasporto aereo, per fornire un equo sollievo economico ai piccoli autotrasportatori. Infine, dovrebbero essere adottate misure di emergenza dei prezzi regolamentati per il carburante diesel commerciale al fine di consentire alle PMI colpite di superare la crisi».