Economia | 11 marzo 2022, 18:07

Zelensky è deluso, ma l’Europa fa bene a temporeggiare

Il presidente ucraino anche oggi ha ribadito di essere amareggiato per l’indifferenza dell’Unione Europea che, a suo dire, dovrebbe, attraverso la NATO, intervenire in risposta all’attacco armato dell’esercito russo. Se così fosse, adesso, sarebbe Terza guerra mondiale.

Zelensky è deluso, ma l’Europa fa bene a temporeggiare

Si susseguono gli appelli di Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, nei confronti dell’Unione Europea affinché possa intervenire, con la NATO e con il supporto degli Stati Uniti, in difesa con le armi del suo Paese martoriato dai colpi russi.

È comprensibile e condivisibile la sua richiesta; vedere morire migliaia di civili, uomini, donne, anziani, bambini e bambine, vedere folle di connazionali fuggire dall’Ucraina o rimanere nelle città nascoste nei bunker farebbe male a chiunque.

Non posso certamente esprimermi nel merito di una questione così grande e delicata, ritengo solo che l’azione di studio e di temporeggiamento da parte degli Stati membri europei, che ancora credono alla via del dialogo e della fine delle ostilità attraverso le azioni diplomatiche, sia la scelta più giusta.

La vedo come un grande gesto di responsabilità, anche se pagato con un prezzo carissimo, pagato con vite umane. Se l’Ucraina fosse stata nella NATO, avremmo dovuto rispondere immediatamente con le armi e dico, per fortuna, non è così. Un conflitto armato in questo momento, dove la minaccia nucleare è dietro la porta, sarebbe devastante. Non lo dico solo io, lo dicono anche gli esperti, primo fra tutti il generale Claudio Graziano, attuale presidente del Comitato militare dell'Unione europea.

Certo, non bisogna nemmeno fare finta di nulla e lasciare che l’esercito russo continui imperterrito a bombardare. Ci sono le sanzioni, durissime, che l’UE sta imponendo e che dovrebbero piegare la Russia, per lo meno indebolirla. Un’azione sfiancante, indiretta, che dovrebbe dare i suoi frutti. Ce lo auguriamo.

Per il resto, a chi dice che l’Unione sia rimasta indifferente, ricordo che tutto ciò che prevedono l’art. 51 della Carta dell’ONU e la corrispondente norma di diritto consuetudinario, ovvero il contrasto a un’occupazione militare prolungata e l’annessione del territorio dello Stato autore dell’attacco, finora è stato messo in campo, ad esempio con il riferimento continuo e constante di armamenti proprio nei confronti dell’Ucraina.

È un momento delicatissimo dal punto di vista degli equilibri geopolitici internazionali e ogni mossa sbagliata potrebbe essere pagata ad altissimo prezzo. È il momento, per chi ha responsabilità elevatissime, di far appello alla razionalità, anche se, come dicevamo, questo ci costa tantissimo.