Associazioni | 07 marzo 2022, 12:34

Cs Spi, Fnp, Uilp lanciano appello: riaprire le visite nelle case di riposo, anziani soli

I sindacati dei pensionati del Veneto chiedono il ripristino delle visite da parte dei familiari agli ospiti delle case di riposo. Protocolli meno stringenti che possano alleviare la situazione di isolamento di 30mila anziani non più autosufficienti in tutta la regione

Cs Spi, Fnp, Uilp lanciano appello: riaprire le visite nelle case di riposo, anziani soli

Di solitudine non si può (e non si deve) morire. È questo il concetto più volte espresso dai sindacati dei pensionati del Veneto riguardo la situazione dei circa 30mila anziani, per lo più non autosufficienti, ospitati nelle case di riposo del Veneto e da oltre due anni privati dell’abbraccio dei propri familiari.

Per loro le restrizioni sui contatti di fatto non si sono mai allentate, nonostante il successo della campagna vaccinale e le circolari di Ministero della Salute e della Regione sulle riaperture alle visite dei familiari. Circolari che prevedono protocolli di sicurezza, che finora sono stati regolarmente interpretati nel modo più restrittivo.

«Con la fine dello stato di emergenza ormai alle porte, non è possibile studiare modalità definitive, che garantiscano il diritto sia alla salute che alla socialità degli anziani in casa di riposo?», chiedono Elena Di Gregorio, Tina Cupani e Debora Rocco, segretarie generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto.

Secondo i sindacati dei pensionati, i vaccini si stanno dimostrando efficaci pertanto chiedono di allentare le rigide restrizioni che hanno isolato gli anziani nelle case di riposo. Si chiede, quindi, di sperimentare nuovi protocolli più leggeri: «Se possiamo aspettarci un ritorno dei contagi il prossimo autunno, con chissà quale variante, possiamo anche aspettarci un aggiornamento dei vaccini - chiariscono le segretarie negerali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Veneto -. Vale la pena studiare adesso, che la curva è in netta discesa, protocolli sanitari che garantiscano la tutela della salute nelle case di riposo senza però dover più riparlare di chiusure e isolamento, che tanti danni hanno fatto sulla salute mentale degli ospiti, che spesso si sono sentiti abbandonati».

Seguendo tutte le precauzioni del caso, richiedono il diritto alla continuità di visita, il ripristino dell’accesso alle stanze, il ritorno degli eventi di animazione. «Ci vengono raccontate storie struggenti - concludono le segretarie - Anziani che muoiono soli, senza l’affetto dei propri cari. Chiediamo che Regione e Ulss si coordinino per emanare indicazioni omogenee su tutto il territorio regionale, puntando ad allentare sempre più le limitazioni e a favorire l’abbraccio dei nonni ai propri figli e ai propri nipoti. In questo frangente anche i volontari rappresentano una risorsa per la riapertura in sicurezza delle Rsa».