Associazioni | 04 marzo 2022, 12:25

Switch-off: REA si appella alle istituzioni

In concomitanza con la grande transizione televisiva, il direttore Matteo Scolari ha intervistato il presidente delle radiotelevisioni europee associate, Antonio Diomede. Lanciato l'allarme per lo spegnimento delle emittenti locali, chiesto intervento del governo e di Mattarella

Switch-off: REA si appella alle istituzioni

La situazione economica di questo momento storico è già precaria, la soppressione di delle frequenze delle piccole emittenti mette a repentaglio un intero comparto.

Sono circa 900 le piccole e medie Tv che andranno incontro a un destino tutt'altro che roseo. Per fare chiarezza sulla situazione e definire i possibili scenari futuri, ai microfoni di Verona Economia, il presidente delle radiotelevisioni europee associate, Antonio Diomede.

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«La progettualità è corretta: è giusta che la tecnologia vada incontro a nuove esigenze - commenta il presidente -. Ma l'azione governativa recente avvantaggia le grandi reti a discapito di quelle più piccole. Dispiace vedere che lo sviluppo oggi non è a vantaggio delle comunità locali bensì dei colossi della comunicazione: una manovra neo liberista dove solo il grande è bello e catalizza ogni risorsa economica».

Secondo Antonio Diomede la libertà di informazione non è un capitale su cui investire, ma un diritto: «E' la base fondamentale di crescita il potersi informare. L'accentramento delle comunicazioni è a svantaggio degli utenti; è il corrispettivo della sparizione dei negozi locali a vantaggio dei grandi centri commerciali. Purtroppo a pagarne le conseguenze è l'utente che, ogni 10 anni circa, deve mettere mani alle tasche».