Economia | 03 marzo 2022, 08:47

Superbonus, Ordine degli Ingegneri di Verona: «Rischio blocco cantieri per le nuove norme assicurative»

Il primo stop del Superbonus sarà il 30 giugno, intanto grande confusione tra attesa e modifiche dei decreti. Si chiede l'intervento dei parlamentari veneti e veronesi per chiarire l'iter dei lavori e sbloccare questa situazione critica

Superbonus, Ordine degli Ingegneri di Verona: «Rischio blocco cantieri per le nuove norme assicurative»

«Le nuove norme introdotte nei giorni scorsi in materia di assicurazioni stanno bloccando tutte le asseverazioni del Superbonus 110%. Nessuna compagnia assicurativa a oggi permette di stipulare polizze in grado di rispondere ai requisiti richiesti, esponendo così i professionisti al pericolo di denunce penali. Se non si risolverà presto questa impasse avremo un danno enorme sia per i cittadini sia per le imprese».

L’allarme è del presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, Andrea Falsirollo, che solo pochi giorni fa aveva denunciato l’inasprimento delle pene rivolte ai professionisti inserite nel Dl antifrode parlando di «Misura iniqua, vessatoria e anticostituzionale il rivalersi solo sul professionista asseveratore».

«La situazione sta diventando davvero insostenibile. Il primo stop del Superbonus sarà il 30 giugno, ma tra la continua attesa dei decreti e delle loro modifiche infinite attendiamo da mesi di capire come procedere con i lavori. Per questo chiediamo un intervento forte e immediato ai parlamentari veronesi e veneti - rincara la dose Falsirollo -La modifica dell’assetto assicurativo adesso obbliga il professionista asseveratore a stipulare una singola assicurazione per ogni cantiere, con un massimale di importo pari a quello dell’intervento, mentre finora era sufficiente una polizza unica che coprisse tutte le asseverazioni, man mano scalando l’importo residuo».

«Il problema grave è che le assicurazioni non possono o non vogliono adeguarsi a questa nuova formulazione delle polizze - sottolinea Falsirollo -. E questo comporta il blocco dei cantieri, perché i professionisti non possono procedere con le asseverazioni, dato che il mancato rispetto dei requisiti assicurativi espone al rischio di un procedimento penale. Per riassumere, siamo nella posizione di dover aggiornare l’assicurazione senza poterlo fare. E se decidiamo di andare avanti asseverando che rispettiamo la legge dal punto di vista assicurativo rischiamo di dichiarare il falso e quindi di incorrere in denunce penali»

«Come professionisti siamo di fronte a una situazione estremamente difficile, perché ad oggi probabilmente il 98% di noi non può più asseverare – aggiunge Giordano Contin, coordinatore della Commissione Superbonus dell’Ordine degli Ingegneri di Verona -. Il rischio è che molti asseveratori non siano aggiornati su questa novità e quindi non verifichino i requisiti con le proprie assicurazioni, rischiando così procedimenti penali che prevedono da 2 a 5 anni di reclusione, oltre a sanzioni pecuniarie da 50mila a 100mila euro. Intanto, i broker che abbiamo consultato dicono di stare fermi, con le conseguenze che possiamo immaginare sul settore e sui cantieri. Serve un intervento urgente se vogliamo ripartire».

«Il problema del recentissimo decreto ministeriale n.13 del 25 febbraio scorso che modifica in maniera abnorme la pena per i tecnici asseveratori è che, prevedendo una pena che va da 2 a 5 anni di detenzione per i tecnici abilitati attestano falsamente la congruità delle spese, si va a colpire in maniera indiscriminata anche

chi commette un errore indotto da una normativa sui bonus edilizi confusa e in continuo cambiamento - sostiene il presidente della Fondazione Inarcassa interpellato dall’Ordine -. Nello stesso decreto si modifica anche la struttura normativa relativa alle assicurazioni, con i problemi descritti per molte società, anche se come Fondazione Inarcassa sappiamo che l’assicurazione convenzionata con noi ritiene di aver risolto il problema. Nel complesso si va a complicare la situazione e a scaricare tutte le responsabilità per le recenti frodi sui tecnici liberi professionisti mentre il governo ed i parlamentari devono comprendere che è necessario rivolgersi ai veri responsabili».