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Il Parlamento europeo salva il vino italiano

di admin
Col voto odierno dell'aula di Strasburgo sono stati introdotti emendamenti che scongiurano l'etichettatura del vino come cancerogeno, alla stregua delle sigarette. Soddistatta l'europarlamentare Mara Bizzotto, e arrivano i commenti anche di Unione Italiana Vini e Coldiretti Verona.

«Siamo soddisfatti perché abbiamo vinto una battaglia importantissima contro l’assurda proposta europea di etichettare il vino come cancerogeno che avrebbe messo in ginocchio migliaia di aziende vitivinicole italiane, ma non abbiamo ancora vinto la guerra. In queste settimane, infatti, dovremo affrontare altri folli attacchi da parte della UE contro il vino Made in Italy: in primis la partita sul Prosecco – Prosek tra Italia e Croazia e quella sul Nutriscore, con qualche burocrate europeo che vorrebbe etichettare i nostri vini con il bollino nero. Per questo sarà fondamentale tenere alta la guardia e fare squadra come sistema Italia, al di là degli schieramenti politici: c’è in gioco il futuro del settore agroalimentare italiano e milioni di posti di lavoro».
Parole dell’europarlamentare della Lega Mara Bizzotto, membro della Commissione Agricoltura, dopo il voto del Parlamento Europeo sugli emendamenti al Cancer Plan che avrebbero coinvolto anche il vino italiano, etichettato come cancerogeno alla pari delle sigarette.

L’INTERVENTO DELL’UNIONE ITALIANA VINI 
«Gli emendamenti apportati oggi dal Parlamento europeo rendono più equilibrato un documento, quello sul Cancer plan, che il mondo del vino ritiene fondamentale per arginare la malattia del secolo. Ringraziamo i deputati italiani per l’attenzione prestata, per la capacità di ascolto e di sintesi, nonché per il lavoro di squadra a prescindere dagli schieramenti, dimostrati anche con emendamenti ‘chirurgici’ che di fatto rendono parziale giustizia al buon senso, al mondo del vino e ai suoi consumatori moderati». È il commento del segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, in merito al voto, rilasciato questa mattina a Strasburgo, sugli emendamenti relativi al piano anticancro del Parlamento europeo, che attende oggi l’esito sul documento finale.

 Per il vicepresidente di Unione italiana vini e presidente dell’Associazione europea Wine in moderation, Sandro Sartor: «Il voto del Parlamento europeo sarà da incentivo per un settore che vuole sempre più promuovere la moderazione nei consumi. Con gli emendamenti De Castro/Dorfmann si è riusciti a scongiurare il più possibile un attacco al mondo del vino che purtroppo non si esaurisce qui. Servirà tenere ancora alta la guardia per affermare il concetto di moderazione che è proprio del vino, a partire dai piani dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) – al voto a maggio – che prevedono anche avvisi in etichetta, fino al Nutriscore, che minaccia di essere proposto entro l’anno».

Gli emendamenti chiave ammessi al testo, osserva Uiv, riguardano l’introduzione del concetto di "consumo dannoso" (harmful consumption) in due passaggi importanti del report, nonché l’eliminazione degli health warnings che saranno sostituiti con il concetto di "moderate and responsible drinking information". Più sfumato l’emendamento relativo al miglioramento del concetto di "no safe level" ora "the safest level of consumption is none/ non esiste un livello di consumo totalmente sicuro", mentre sul fronte sponsorship, la limitazione/divieto di sponsorizzazione degli eventi sportivi per le bevande alcoliche è adottato solo per quegli eventi sportivi il cui pubblico è costituito in prevalenza da minori. Rimangono nel testo “indicazioni” importanti, che secondo Uiv rappresentano un grave pericolo per la crescita commerciale del settore in chiave export, come l’aumento della tassazione e la revisione della politica di promozione.

Per l’Italia, conclude Uiv, il vino è cultura ed economia, ma soprattutto rappresenta uno dei simboli della Dieta mediterranea e dell’Italian style riconosciuto in tutto il Pianeta. Il paradosso dato dai nuovi dogmi alimentari si scontra con i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità sull’aspettativa di vita: in Europa, secondo l’Oms, Svizzera, Spagna, Italia e Francia – tra i principali consumatori di vino – sono nella top 5 europea per longevità, con il Belpaese che negli ultimi 50 anni ha diminuito i consumi di vino del 70%, imboccando da tempo la strada della qualità e della moderazione.
SODDISFAZIONE DA PARTE DI COLDIRETTI VERONA
«Il Parlamento Europeo salva il vino italiano e di conseguenza veronese. Un patrimonio che ha quasi diecimila anni di storia le cui prime tracce nel mondo sono state individuate nel Caucaso mentre in Italia si hanno riscontri in Sicilia già a partire dal 4100 a.c.».
È quanto afferma il presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini che grazie al lavoro di squadra dei parlamentari italiani è stato difeso un settore che a livello nazionale vale 12 miliardi di fatturato dei quali 7,1 miliardi di export e offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone secondo l’analisi della Coldiretti.
«Un settore strategico – aggiunge Vantini – anche per la provincia veronese leader per produzione ed esportazioni e inserita ai vertici nazionali del Rapporto Ismea-Qualivita 2021 diffuso pochi giorni fa sull’impatto territoriale delle filiere DOP. Verona si colloca al terzo posto fra le prime 20 province per valore registrando un impatto territoriale che supera il miliardo di euro (1,2 mld)».

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