Risparmio | 04 febbraio 2022, 17:30

Caro bollette, sta arrivando lo tsunami

Come ampiamente anticipato, in tempi non sospetti, all’interno delle trasmissioni di Verona Economia già a partire dallo scorso ottobre, stanno per arrivare le tanto temute bollette di inizio 2022 a famiglie e imprese, ed è subito shock.

Caro bollette, sta arrivando lo tsunami

E poi dite che non vi avevamo avvisati. Il caro energia, per chi ha seguito le nostre puntate di Verona Economia di fine 2021, con addirittura due incontri della Settimana veronese della finanza dedicati a questo tema, è un fardello che avremmo voluto certamente evitare, ma che, purtroppo, si è materializzato come da previsione.

Stanno arrivando le prime fatture del 2022 ed è subito shock. Il primo a tirar fuori pubblicamente una bolletta energetica è il senatore della Lega Cristiano Zuliani, che è anche sindaco di Concamarise, piccolo comune della Bassa Veronese: «Lo tsunami dei rincari energetici sta investendo sì cittadini ed imprese, ma inizia a travolgere impietosamente anche gli enti locali, chiamati a pagare le utenze degli uffici pubblici, delle mense, delle biblioteche. Senza un intervento adeguato e dedicato da parte del Governo, molte amministrazioni saranno presto ridotte al collasso». E anche questa non è una novità.

«Nel comune di Concamarise, in provincia di Verona, di cui sono sindaco e che conta poco più di mille abitanti, il costo dell’energia elettrica degli edifici comunali attestato dalle bollette, pur avendo ridotto i consumi per la limitazione delle attività nel periodo Covid, testimonia che tra il dicembre 2021 e il dicembre 2020, si è registrato un aumento per kwh prossimo al 50%. – conclude Zuliani - Da amministratore locale, avevo chiaro che questo ulteriore fronte di spesa si sarebbe prima o poi aperto, e resto convinto che l'esecutivo ne dovrà necessariamente tenere conto, lavorando ad un intervento strategico e strutturale. La Lega sarà sempre dalla parte di sindaci ed amministratori che quotidianamente operano tra grandi difficoltà, lavorando ad uno scostamento di bilancio che garantisca risorse e sostegni imprescindibili per la tenuta istituzionale di tante nostre comunità».

Zuliani parla di Governo, anche se non può dimenticare che la Lega è al Governo.

Ma la tempesta perfetta sta per arrivare anche alle famiglie, con cittadini che ci segnalano in queste ore aumenti fino al 400% rispetto a un anno fa. E le aziende? Ci sono situazione tragiche, con aumenti insostenibili.

Riporto solo lo sfogo di un giovane imprenditore veronese, Giordano Riello, che su Linkedin scrive: «Come vedete in queste due bollette del gas a confronto, il valore della spesa a carico della nostra azienda Aermec passa da 𝟱𝟭.𝟴𝟱𝟳 𝗘𝘂𝗿𝗼 del dicembre 2020 a 𝟮𝟯𝟰.𝟮𝟭𝟵 𝗘𝘂𝗿𝗼 del dicembre 2021».

«Ci troviamo a dover sostenere un costo quasi 5 volte maggiore da un anno all’altro, senza ovviamente averne quintuplicato l’utilizzo. Anzi, i metri cubi consumati sono addirittura meno quelli di due mesi fa rispetto a dicembre dell’anno precedente!! Non possiamo subire passivamente questi aumenti» prosegue il giovane imprenditore. 

«Sono costi che non riusciremo mai a scaricare nel mercato. Nessun cliente potrà accettare aumenti di prezzo così sostenuti tanto quanto questi che noi siamo obbligati ad accettare. Costretti per riuscire a dare continuità produttiva ai nostri stabilimenti. Senza energia non vi potrà essere produzione e senza produzione vien da sé che non si potranno, nel nostro caso, pagare circa 2.000 stipendi a fine mese» conclude Riello.

Lo abbiamo ripetuto più volte, o si interviene a livello geopolitico internazionale con accordi precisi tra Unione Europea, Russia, Cina e Stati Uniti, o tra qualche settimana – e qui ha ragione il senatore “sceriffo” Zuliani – saremo travolti da un vero e proprio tsunami. E non ci sarà Green Pass o discussioni sui vaccini che tengano. Chiuderanno attività commerciali e imprese, salirà la tensione sociale, i prezzi dei prodotti di prima necessità schizzeranno a prezzi folli (guardate la verdura questi giorni) e le famiglie dovranno fare i conti con un bilancio in pesante rosso, costrette a rinunciare a tutto ciò che è superfluo, e forse non solo a quello.

Mi sembra che non ci sia la reale consapevolezza dello scenario che ci aspetta, a partire da chi ci governa. O forse sì, ma si procrastina.

Quanto può durare questo gioco del tirare in là? Il baratro non è tanto distante.

Matteo Scolari