Associazioni | 24 gennaio 2022

Casartigiani Verona: situazione grave, chiesta più flessibilità delle banche

Artigiani e piccole imprese dell'associazione scaligera scrivono a Draghi. Chiedono accesso al credito più agevole e riassetto delle politiche produttive per far fronte alla situazione precaria.

Casartigiani Verona: situazione grave, chiesta più flessibilità delle banche

E’ urgente ricalibrare le politiche di sostegno al sistema produttivo per rispondere alla situazione di elevata incertezza provocata della pandemia, dalla forte crescita dei costi energetici e dalla costante difficoltà di approvvigionamento delle materie prime.

E' quello che si legge in una nota di Casartigiani Verona dopo che, artigianato e piccola impresa scrivono al Presidente del Consiglio Mario Draghi invitandolo a sensibilizzare le istituzioni europee. L'obiettivo sarebbe evitare l’introduzione di ulteriori rigidità della regolamentazione bancaria che rendono ancora più selettivo e complicato l’accesso al credito per le imprese, specialmente quelle di minori dimensioni.

Per Andrea Prando, Presidente di Fidi Artigiani Verona e Segretario regionale di Casartigiani Veneto, le scelte condivise operate nell’ambito della Legge di Bilancio in materia di accesso al credito e di sostegno alla liquidità non sono sufficienti a garantire alle nostre imprese l’ossigeno necessario.

La fine della cosiddetta moratoria di Stato, la prosecuzione della pandemia, il disastroso aumento del costo delle materie prime e dell’energia combinate con il progressivo riallineamento del sistema pubblico delle garanzie rischiano di trasformare il graduale ritorno alla normalità in una ulteriore morsa per le imprese che impedisce loro di consolidare una ripresa possibile o, addirittura, di compromettere definitivamente chi non è riuscito ad ancora ad agganciarla.

Al 31 dicembre, rileva la nota presentata al Primo Ministro, le moratorie a favore del sistema produttivo ancora attive ammontano a un valore superiore a 35 miliardi e da aprile le imprese che hanno contratto nuovi finanziamenti proprio a valere sulle misure di potenziamento delle garanzie pubbliche dovranno iniziare a restituire, oltre alla quota interessi, anche quella relativa al capitale, ben più corposa.

Diventa indispensabile, secondo Prando, individuare misure e strumenti che consentano alle imprese di gestire al meglio il rientro ai limiti si sopravvivenza dei vari settori, tra cui spicca il previsto rientro al regime di valutazione del rating, a partire dal primo luglio 2022, che rischia di non essere adeguato a rilevare l’effettiva condizione delle imprese che stanno attraversando la crisi pandemica, energetica, di consumi e occupazionale.

Una delle priorità è assicurare un allungamento delle esposizioni debitorie, attraverso una misura ad hoc finalizzata a sostenere la rinegoziazione dei debiti, escludendo l’attuale previsione dell’obbligo di erogare credito aggiuntivo, supportate dal Fondo di Garanzia per le PMI, anche in misura inferiore rispetto a quanto oggi previsto, e in complementarietà con altre forme di garanzia privata.