Lavoro | 21 gennaio 2022

Scuola sotto assedio, ma il baluardo resiste

Con la ripresa delle lezioni dopo le vacanze di Natale, nel momento di maggiore diffusione della variante Omicron, dirigenti, docenti e personale della scuola si sono ritrovati, nuovamente, a gestire una situazione complicata. Il cuore, ancora una volta, è andato oltre l’ostacolo.

Scuola sotto assedio, ma il baluardo resiste

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla centralità della scuola nella vita di tutti noi e, in generale, nella società, probabilmente si ricrederà presto. Sono giorni di grandissima tensione e affanno per i principali attori del sistema scolastico nazionale, regionale e provinciale. Dirigenti, insegnanti, personale ATA (personale amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti e scuole di istruzione primaria e secondaria) stanno tentando in ogni modo di arginare una situazione che nella sua complessità, in molti casi, è sfuggita di mano.

L’ostinazione, col senno di poi forse un po’ azzardata, del Governo di voler iniziare le lezioni in presenza dopo le vacanze di Natale nel momento di massima diffusione della variante Omicron, ha generato caos non solo negli ambienti scolastici, tra gli studenti, ma anche tra le famiglie. Numerosi casi di positività hanno falcidiato presto le classi, in particolare quelle delle scuole primarie e dell’infanzia; il Servizio Igiene Sanità Pubblica (SISP), poi, ha esaurito ben presto la sua capacità di dare risposte alle migliaia di richieste che nel frattempo sono arrivate, in merito alle modalità applicative della quarantena.

Ed ecco, di nuovo, dirigenti e insegnanti, indossare i panni dei supereroi senza superpoteri, ma con un cuore grande come una casa, per fare il fattibile, arginare l’arginabile, difendere il difendibile. Il tutto per garantire continuità di insegnamento, supporto alle famiglie, serenità a studenti e studentesse. La scuola sta dimostrando ancora una volta, nonostante mille difficoltà e molte anomalie, di essere un baluardo imprescindibile del nostro vivere quotidiano, oggigiorno così affannoso.

DAD, non DAD, lezioni in presenza, classi piccole, mancanza di areazione, docenti a casa che insegnano da remoto…i punti all’ordine del giorno nella complicata agenda scolastica di questi giorni sono tantissimi, ma si cerca di dare risposte.

Chissà se questa generosità professionale e umana di chi dentro quel mondo ci vive e ci lavora, getterà le basi per una seria riflessione sulla riforma generale della scuola, auspicata ormai da decenni. I principali attori già citati sono molto pessimisti, quasi certi che cambierà poco e che la scuola continuerà ad essere trattata come una parte scontata e dovuta della nostra società.

Ci vorrà tempo forse, ma il cambiamento è già iniziato.

Matteo Scolari