Enti | 21 gennaio 2022

Focus scuola. Perpolli: «Situazione difficile, ma ognuno sta facendo la propria parte»

Il dirigente dell'IC di Bosco Chiesanuova Alessio Perpolli interviene a Verona Economia per un aggiornamento della situazione che interessa il suo istituto, il più grande per dimensione geografica e per numero di plessi, della Provincia di Verona.

Focus scuola. Perpolli: «Situazione difficile, ma ognuno sta facendo la propria parte»

L'Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova, per chi  non lo sapesse è il più grande per estensione geografica e anche come numero di plessi scolastici di tutta la provincia di Verona. Si estende in diversi comuni della Lessinia ed è diretto da Alessio Perpolli. Abbiamo chiesto a lui di aggiornarci sulla situazione che sta interessando il suo Istituto e sul gran lavoro che stanno facendo i dirigenti scolastici in questo momento di emergenza.  

Perpolli, com'è stato il rientro dopo le vacanze di Natale?

Credo che sia stato frizzante come lo è stato un po’ in tutti gli istituti scolastici della provincia veronese, d’Italia, del Veneto…sicuramente noi sapevamo, già durante le vacanze di Natale, che andavamo incontro a un momento di grande complessità perché i numeri ce lo dicevano, e sapevamo anche che saremmo rientrati nel momento in cui i contagi erano decisamente in crescita. Perciò noi ci siamo, come sempre, preparati e dopo la preparazione non è mai sufficiente rispetto a quello che poi la realtà ci riserva. Perciò adesso stiamo attraversando indubbiamente un periodo di grande complessità e anche molto complicato.

Infatti la ringraziamo per essere qui perché immaginiamo che per i dirigenti scolastici questo sia un momento molto caldo, anche perché il Sisp è andato in tilt. Genitori e famiglie chiedono praticamente tutto quanto, o quasi, a voi per avere delle indicazioni su cosa fare quando il figlio è positivo. Insomma avete allargato molto la forbice delle vostre competenze in questi in questi mesi.

Sì, effettivamente è uno dei momenti in cui ci si accorge di quanto la scuola è centrale per il suo ruolo educativo, ma in questo momento anche dal punto di vista organizzativo. La scuola è l'organizzazione più complessa presente sul territorio. Perché se noi siamo abituati a pensare alla scuola come alunni, in realtà la scuola è un volano e un fulcro per le famiglie. Il cosiddetto “indotto” della scuola è decisamente ampio perciò la complessità da gestire c’è. Noi abbiamo cercato di dare risposta ai genitori in questi giorni particolarmente complessi, complicati anche da una normativa in continua evoluzione, perciò la fatica da parte nostra, con le nostre segreterie, che stanno facendo un lavoro straordinario, è tanta. Devo dire che proprio le segreterie ci stanno dando un supporto preziosissimo, al di là dei propri orari e delle proprie funzioni. Ancora una volta il lavoro di squadra ci permette di reggere anche in queste situazioni.

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Per quanto riguarda l'Istituto Comprensivo di Bosco Chiesanuova si possano dare dei numeri? Quanto sta incidendo, a livello numerico, l’emergenza Covid?

I docenti ci sono, non sono tantissimi gli assenti, però chiaramente quando un docente è assente bisogna andare a cercare il sostituto e questo è un elemento di complessità che già gestiamo regolarmente. Il problema è dato proprio dalla gestione dei casi positivi all'interno delle classi. Come Istituto comprensivo possiamo dire che ci aggiriamo attorno al 25% di classi coinvolte, parlo soprattutto di scuola dell'infanzia e di scuola primaria, perché la scuola secondaria ha un protocollo di gestione dei casi diverso più facile da gestire.

Il vostro istituto è sempre stato tra i primi a sperimentare la tecnologia, la DAD si è inserita nel nella vostra realtà senza troppe difficoltà. Questo vi aiuta anche a portare avanti una gestione mista in questo momento. Fila tutto liscio?

No, dire che fila tutto liscio sarebbe mentire. I nostri docenti, i nostri genitori, i nostri alunni, nessuno di loro ha la benché minima nostalgia della DAD, perché la didattica digitale viene utilizzata in situazioni di emergenza quando non si può fare diversamente, ma nessuno ne sente la mancanza. È chiaro che viene utilizzata in base a quello che è previsto dalla normativa, ma noi tutti desideriamo abbandonarla al più presto. È chiaro che la situazione dal punto di vista didattico più complessa in assoluto per i docenti è la scena di una classe in cui ci sono alunni a casa alunni in presenza e gestire didatticamente il doppio canale.

 

Anche perché sono canali comunicativi completamente diversi: in classe c'è una gestualità, uno sguardo, un modo di porsi, invece davanti allo schermo ce n'è un altro. Per gli insegnanti trovare un sistema ibrido non è facile.

Gli insegnanti sono bravissimi. Ho visto insegnanti sull'orlo della pensione che si sono messi in gioco negli ultimi due anni, imparando nuovamente il proprio lavoro secondo l'utilizzo delle nuove tecnologie. È straordinario quello che stanno facendo gli insegnanti in classe, ognuno con i suoi limiti e i suoi ritmi, con le proprie possibilità. Un pensiero va a tutti loro e alle le persone coinvolte in questa situazione: ai miei colleghi che stanno attraversando un periodo tremendo, ma tutte le componenti della scuola, docenti, segreterie, i nostri ragazzi e genitori. Li portiamo tutti nel cuore.

Matteo Scolari