Enti | 20 gennaio 2022

Focus scuola. Di Michele: «Il fenomeno delle baby gang va contrastato con l'ascolto»

Il vice presidente della Provincia di Verona con delega alla scuola interviene ai microfoni di Verona Economia per lo speciale dedicato al mondo scolastico dopo la ripresa degli scorsi giorni, un'occasione per parlare di fenomeni di disagio giovanile a cui le istituzioni stanno cercando rimedio.

Focus scuola. Di Michele: «Il fenomeno delle baby gang va contrastato con l'ascolto»

Da poco è stato riconfermato a suon di voti, oltre cinquemila, nel Consiglio provinciale. David Di Michele, vicepresidente uscente della Provincia di Verona che con quasi certezza riceverà la conferma dell'incarico e della delega a lui concessa nel precedente mandato, ovvero quella della Scuola, interviene a Verona Economia che questa settimana ha dedicato uno spazio speciale a questo argomento, vista l'attualità che ricopre anche alla luce di una nuova ripartenza dopo le vacanze di Natale.

Di Michele, prima di addentrarci nel tema della scuola penso doveroso ricordare il successo elettorale che ha ottenuto. Immaginiamo sia stata una soddisfazione vedere così tanti voti e quindi un riconoscimento unanime anche al lavoro che è stato fatto proprio sulla scuola da parte sua e della giunta uscente, negli ultimi anni.

Al di là del risultato personale, che è stato importante, ritengo con estrema onestà che negli ultimi anni si è fatto un buon lavoro, ancora di più, in generale, con l'avvento anche del nostro Presidente Manuel Scalzotto. Assieme a lui abbiamo creato un gruppo coeso, grazie anche ai consiglieri più anziani che hanno avuto il merito di stimolare i nuovi per fare della Provincia un ente di valore. Speriamo nella continuità anche con i nuovi ingressi.

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Tema scuola: dopo le vacanze di Natale c'è stata la ripartenza proprio nel momento del picco dei contagi e questo ha creato difficoltà chiaramente a livello nazionale, con molti studenti a casa e in quarantena, molti docenti a casa con una positività da gestire. C'era anche l'incognita trasporti. Verona sembra essere partita bene, col piede giusto e, tutto sommato, dicevamo in premessa la situazione sembra sotto controllo. Conferma?

Sì confermo. Sin dall'inizio, ormai da tanto tempo, tutti gli attori principali del mondo scuola sono stati coesi tra loro. Ci siamo incontrati costantemente per fare un po’ la programmazione e per vedere anche quelle che potevano essere le problematiche in prospettiva. Il rientro, come sappiamo, non è stato facile, perché stiamo vivendo ancora una pandemia importante, con tanti problemi, però sia il mondo dei trasporti, ma anche il mondo della scuola, hanno fatto sì che i nostri ragazzi potessero tornare nella maggior sicurezza, in presenza. Perché come ho detto anche in passato, la scuola è in presenza, è lì che si creano i rapporti con i coetanei, c'è l'aspetto visivo anche con i propri insegnanti c’è l'aggregazione.

La mancanza di relazioni in presenza, la distanza che c'è stata soprattutto nei mesi scorsi in virtù del lockdown, e non solo, ha provocato o accentuato dei fenomeni di disagio che in alcuni casi si trasformano anche nel cosiddetto fenomeno delle baby gang, quest’ultimo purtroppo in crescita.

Non a caso già sono già mesi che noi stiamo cercando di affrontare questa piaga, che è diventata una vera e propria priorità per quanto riguarda la delinquenza minorile. Questo ce lo dicono gli assistenti sociali, che si fanno sempre più carico di ragazzi sotto il loro controllo. Delinquenza minorile che trova sfogo proprio su quello che sono gli aspetti legati alla devianza e quindi al mancato rispetto delle norme sociali e quindi violando tutte queste leggi cercano di trovare uno spazio e una propria identità. Agiscono di gruppo, con un vero e proprio organigramma, e sappiamo che stanno creando dei problemi specie in certe zone della città e della provincia dove molti giovani vanno a fare la “spesa” da altri coetanei o da altri adulti rapinando orologi, cellulari e quant'altro può essere in quel momento di proprietà di qualche povero ragazzo o anche di qualche anche anziano

Per arginare questo fenomeno per divulgare una conoscenza è stato creato un calendario di incontri nelle scuole.

Sì, perché per noi è importante fare educazione civica. Spesso lo diciamo, ma è diventata sempre più una priorità per i nostri ragazzi, per i nostri giovani. C’è il caposaldo della famiglia che probabilmente in questo periodo storico è in difficoltà, è sempre più difficile fare da genitore ed è diventato necessario dare ai ragazzi maggiore attenzione e ascoltare di più, essere severi quando serve e magari essere permissivi quando occorre, quindi adottare una forma di educazione che deve essere un mix di tutti questi principi e questi valori.

E dopo c'è il mondo scuola.

Sicuramente c'è stata qualche falla nell'ambito dell'educazione. Anche il mondo scuola deve ascoltare di più quelle che possono essere le problematiche di questi ragazzi. Va data una maggiore attenzione anche su quello che può essere il singolo caso, il singolo ragazzo o ragazza. Attraverso questo incontri calendarizzati presso gli istituti scolastici, anche con genitori che hanno avuto figli che facevano parte di queste baby gang, e quindi erano degli attori principali, riusciamo a ricostruire e soprattutto a far ascoltare le esperienze dirette ad altri coetanei dove chiaramente l'attenzione sarà sicuramente maggiore rispetto a qualche altra persona di un'età diversa dalla loro. È un tentativo importante e concreto per fare in modo che i ragazzi capiscano quale deve essere il percorso del rispetto, dei principi dei valori, dell'educazione, del rispetto delle persone e della legge e non devono assolutamente incappare in queste spade che possono diventare anche pericolose soprattutto per la loro crescita e per la loro vita.

Matteo Scolari