Lavoro | 18 gennaio 2022, 12:36

Allarme giovani, Guadagnini: «Socialità e sessualità a rischio, gli adulti educhino ai sentimenti»

In occasione dello speciale scuola, il direttore Matteo Scolari ha intervistato la psicologa, sessuologa e psicoterapeuta Giuliana Guadagnini. Dopo due anni di crisi sanitaria le ripercussioni psicologiche sugli adolescenti e i bambini non vanno trascurate: ansia, disturbi alimentari e ricorso alla pornografia sono solo alcuni dei problemi da fronteggiare.

Allarme giovani, Guadagnini: «Socialità e sessualità a rischio, gli adulti educhino ai sentimenti»

Una situazione critica quella che stanno affrontando le scuole con un’evidente difficoltà da parte die più giovani. Ormai ci avviciniamo ai due anni di emergenza e le conseguenze a livello psicologico non possono essere sottovalutate. A parlarcene durante l’intervista con il direttore Matteo Scolari, Giuliana Guadagnini, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa.

Stiamo ancora attraversando una fase di instabilità: più lungo è il periodo di emergenza, maggiori saranno le conseguenze sui ragazzi?

Stiamo già riscontrando delle conseguenze pesanti e le evidenze sono fornite dai dati statistici: basti pensare che nei primi mesi del 2021 si è riscontrata una percentuale preoccupante dei ricoveri di ragazzi in psichiatria. Ci sono dei disagi e dobbiamo rendercene conto per affrontarlo fin da subito, nel presente.

Casi che destano allarme anche nei bambini ma, nei loro confronti, la situazione è più delicata e complessa perché non rintracciamo delle esternazioni e dei segnali chiari come negli adolescenti.

Bisogna avere un occhio di riguardo per i più giovani: sono in aumento i casi di disturbo alimentare, del sonno causati dai ritmi di vita sfasati. Inoltre, tanti miei colleghi segnalano un’ansia diffusa che in alcuni casi sfocia in attacchi di panico.

Caos e confusione tra gli adulti che si riverbera sui ragazzi.

È necessario fornire delle prospettive, mostrare impegno nel comprendere e cercare di gestire delle difficoltà. Ciò non significa non sbagliare ma è importante chiarire un punto di riferimento per i ragazzi in questi anni di incertezza. Quando questa dinamica viene a mancare, i giovani cercano altrove altri leader da prendere a modello: ad esempio, è uno dei motivi che intensificano i fenomeni di violenza e di emulazione in rete. Sono sintomi di compressione e di ricerca di espressione.

La rabbia può essere considerata una forma di espressione di queste necessità?

Sì, sicuramente perché mancano dei valori condivisi e delle prospettive. Sono attratti dal denaro facile con il minimo sforzo. Sono disinteressati e non sono disposti a impegnarsi. Abbiamo bisogno di ascoltarli di più, di riflettere insieme e costruire con loro delle nuove strategie.  

La dimensione dell’ascolto e della verità sono centrali. La situazione è difficile e i più giovani vanno guidati, vanno indicati loro quali comportamenti tenere. Ad esempio, è in aumento la percentuale di uso di sostanze e/o di alcolici per placare l’ansia e il senso di inadeguatezza.

Cambiano le modalità di incontrare l’altro e sono relegate tutte al mondo virtuale, questo ha incrementato il ricorso alla pornografia da parte di tanti giovani: qual è l’andamento della situazione?

Da sessuologa confermo la tendenza in crescita. La percentuale di accesso ad alcuni siti da parte dei più giovani è alta e questo ha portato anche a una crescita, purtroppo, di casi di pedopornografia sui minori. Un tema su cui riflettere per noi adulti che dobbiamo cercare di educare all’affettività e ai sentimenti. La pandemia ha segnato una distanza ma deve rimanere fisica e non invadere le sfere emotive.