Economia | 17 gennaio 2022

Bonifiche, Marcato: «Oltre 360mila euro per la messa in sicurezza di Piombino Dese»

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico ed Energia, Roberto Marcato, pone l’accento sui finanziamenti recentemente messi a disposizione per l'attuazione di alcune misure di intervento particolarmente urgenti, come l'Ex Promofin a Piombino Dese, a Padova.

Roberto Marcato

Roberto Marcato

È veramente significativo l’impegno della Regione per mettere in sicurezza i siti contaminati ricadenti nel Bacino Scolante, con un piano di interventi specifici e del valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, che ha come finalità la salvaguardia ambientale della Laguna di Venezia».

 

Così l’assessore regionale allo Sviluppo Economico ed Energia, Roberto Marcato, pone l’accento sui finanziamenti recentemente messi a disposizione, con apposita delibera di Giunta, per dare attuazione ad alcune misure di intervento ritenute particolarmente urgenti.

 

«La priorità degli interventi è stata determinata in considerazione dei rischi di carattere ambientale, sanitario, strutturale e di prevenzione degli incendi - specifica Marcato - in esito ad una ricognizione specifica, avviata dalla Direzione Progetti Speciali per Venezia, che ha coinvolto i 108 Comuni ricompresi nel Bacino Scolante». 

«Nel caso specifico di Piombino Dese sono stati stanziati 364.800 euro a favore del Comune – conclude l’assessore regionale -. Sono particolarmente soddisfatto anche da piombinese per la risoluzione di una rilevante criticità ambientale costituita dal sito della Ex Promofin, azienda che negli anni ’90 eseguiva trattamenti galvanici e di verniciatura di strutture in metallo e che, a seguito di fallimento, lasciò in abbandono gli edifici e gli impianti tecnologici». 

Nello specifico, a completamento degli interventi già eseguiti presso lo “Stralcio sud”, con il finanziamento stanziato dalla Regione sarà possibile provvedere alla bonifica dello “Stralcio Nord”, mediante demolizione e frantumazione delle strutture fuori terra e interrate (tra cui il capannone ove erano svolte le lavorazioni e le vasche per i bagni galvanici), lo scavo di circa 1.250 metri cubi di terreni contaminati ed il loro allontanamento a discarica, per poi provvedere al  riempimento degli scavi con terreno conforme e al definitivo ripristino del sito, ai fini del suo riutilizzo.