Lavoro - 14 gennaio 2022, 10:37

Caos contratti di lavoro: Donazzan incontra i sindacati

Si è riunito un tavolo di discussione intorno alla proliferazione di contratti di lavoro anomali. Infatti, il 37% delle stipule contiene etichette e diciture non riconosciute. Il fenomeno mette a rischio il quadro politico ed economico.

Caos contratti di lavoro: Donazzan incontra i sindacati

«E’ stato un importante Tavolo nazionale, quello di oggi, sia per l’ampia partecipazione che per il livello di rappresentanza. Il Tavolo è stato voluto dal Sindacato alla luce di un contratto, non siglato dalle parti maggiormente rappresentative: una anomalia nel quadro della contrattazione collettiva nazionale, che sta avendo una stagione di proliferazione dei contratti, che preoccupa il quadro politico ed economico».

Sono le prime parole, a caldo, dell’assessore della Regione del Veneto, Elena Donazzan, sul Tavolo nazionale, tenuto ieri, con la partecipazione di CGIL Veneto (Tiziana Basso), CISL Veneto (Luca Mori), UIL Veneto (Bruno Zacchei), Confindustria Veneto (Carlo Stilli), Confapi Veneto (William Beozzo), Confartigiananto Veneto (Sergio Maset), CNA Veneto (Matteo Ribon), Casartigiani Veneto (Franco Storer).

I dati più recenti della CGIA di Mestre evidenziano che, su 935 contratti registrati al CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro), nei settori più disparati, 351 sono firmati da sigle che sono “scatole vuote” non riconosciute dallo stesso organismo.

4 su 10 somma il 37% dei contratti: «Il numero – ha detto Donazzan - è triplicato negli ultimi dieci anni e questo rappresenta una parcellizzazione eccessiva, che rischia di minare la credibilità della contrattazione e la legittimazione della rappresentanza. Il tavolo di confronto è stato fruttuoso. Importante il settore della concia per l’economia italiana ma anche per il Veneto, in cui questo settore è particolarmente concentrato nel vicentino.

Per il Veneto, lo evidenzio, si tratta di un distretto di altissimo valore (per la sua capacità di essere internazionale) e di complessità (per il fattore ambientale ed economico e sociale). Ecco perché si è voluto con urgenza questo approfondimento: negli ultimi mesi, infatti, la cronaca ha dato più volte conto di questa anomalia contrattuale rappresentando le preoccupazioni delle associazioni esattoriali e del Sindacato».

La Regione del Veneto ha un metodo di lavoro, incardinato nell’Unità di Crisi, ovvero quello di valutare cercando anche di prevenire le criticità, che poi potrebbero tradursi in difficoltà per le imprese e per le relazioni nel territorio.

«Ho dato mandato all’Avvocatura della Regione del Veneto – ha aggiunto Donazzan - per un approfondimento in termini legislativi e per verificare anche la possibilità dell’intervento della Regione, sia sotto il profilo normativo che amministrativo. Già dei precedenti ci sono: la Legge n.3 sul Lavoro del 2009 in cui il Consiglio Regionale con le parti sociali aveva normato, su mia richiesta, un perimetro di valore per la contrattazione delle associazioni esattoriali e sindacali maggiormente rappresentative, ritenendo il ruolo dei corpi intermedi e della loro rappresentanza fondamentale per governare i cambiamenti e prevenire le criticità».

«Proporrò al più presto – ha concluso l’Assessore - un confronto con il Presidente di CNEL, Tiziano Treu, proprio perché è il CNEL il soggetto chiamato a registrare le contrattazioni e crediamo che, dare valore pubblicistico al contratto sia oggi di particolare importanza. Il confronto con il CNEL deve essere tenuto su vari aspetti: sul tipo di contratti, sul tipo di rappresentanza, su cosa significa siglare un contratto leader di quel settore, perché oggi sono questi i criteri che determinano la valutazione, per esempio, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro quando deve intervenire nelle aziende».

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