Associazioni | 12 gennaio 2022, 17:25

Servizi alla persona. Carolina Calmetta (Confartigianato): «Bene il Green pass, ma no all'abusivismo»

A partire da giovedì 20 gennaio 2022, anche i clienti delle attività di servizio alla persona, come saloni di acconciatura, centri estetici, studi di tatuaggi e attività simili, dovranno esibire la certificazione verde. Si teme il fenomeno dell'abusivismo.

Servizi alla persona. Carolina Calmetta (Confartigianato): «Bene il Green pass, ma no all'abusivismo»

L’evoluzione della pandemia e la diffusione rapida della variante Omicron ha indotto il Governo ad attuare provvedimenti di maggiore protezione per evitare la diffusione incontrollata del Covid-19, che avrebbe effetti fortemente negativi anche sulle attività economiche.

Così, a partire da giovedì 20 gennaio 2022, anche i clienti delle attività di servizio alla persona, come saloni di acconciatura, centri estetici, studi di tatuaggi e attività simili, per accedervi saranno tenuti ad essere in possesso ed esibire al personale incaricato una delle certificazioni verdi Covid-19: ossia, il Green Pass sia nella versione “base”, ottenuto a seguito di tampone dal risultato negativo, sia ovviamente “rafforzata”, cioè rilasciato dopo l’avvenuta vaccinazione o guarigione da Covid.

Non si sono fatte attendere le reazioni degli operatori del settore, che valutano con diversi gradi di giudizio le nuove disposizioni. «Comprendiamo l’esigenza di attivare tutte le soluzioni possibili per evitare il ritorno alle chiusure, che tanto hanno penalizzato le nostre attività negli anni scorsi – spiega Tiziana Chiorboli, Presidente della Federazione Benessere di Confartigianato Imprese Venetoe guardiamo al bicchiere mezzo pieno: vogliamo essere anche noi testimoni di prevenzione ed educare i nostri clienti ad adottare i corretti comportamenti a tutela della loro salute e della sicurezza di tutti. Usciremo da questa situazione di stallo solo quando tutti i cittadini avranno adottato misure efficaci di protezione, e nel contempo ci sentiamo in dovere di trasmettere ottimismo ai nostri clienti unitamente al benessere che garantiamo con i nostri servizi».

Appaiono, però, anche alcune perplessità tra i professionisti di bellezza, non tanto sulle operazioni di verifica e controllo da applicare, quanto sulla reazione dei clienti.

«Crediamo – afferma Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – che la stragrande maggioranza delle persone abbia compreso la necessità di dotarsi di Green Pass, e chi non vuol saperne di vaccinarsi ha comunque la possibilità di sottoporsi a tampone per recarsi nei nostri esercizi. Tuttavia, abbiamo bene a mente cos’è accaduto in situazioni simili lo scorso anno: la gente non rinuncia alla cura estetica del proprio corpo e temiamo un contraccolpo derivante dai servizi svolti abusivamente in casa».

In provincia di Verona si contano circa 2.500 attività con 4.600 addetti; gli Acconciatori sono quasi 1.700 (con 3.200 addetti) mentre per l’Estetica si arriva ad oltre 800 imprese (con circa 1.300 addetti). In questi gruppi di mestiere vengono ricompresi anche barbieri, tatuatori e attività similari. Confartigianato, in collaborazione con EBAV, in occasione di una indagine condotta nel 2021, ha evidenziato come la pandemia abbia già ridotto nella popolazione la frequentazione di saloni e centri estetici: a questo si aggiunge il rischio che persone non dotate di Green Pass si rivolgano a operatori non autorizzati che esercitano a domicilio.

«Per questo motivo – aggiunge Carolina Calmetta (nella foto in apertura di articolo), Presidente provinciale di Confartigianato Benessere chiediamo con fermezza che non si ripetano situazioni controproducenti già viste in passato: parrucchieri, tatuatori ed estetiste garantiscono la massima professionalità e sicurezza nei loro esercizi; al contrario, non può nuovamente accadere che gli abusivi esercitino indisturbati nelle loro case o presso le abitazioni dei clienti, favorendo la diffusione del contagio in primis e danneggiando economicamente l’intera categoria. Solo per fare un esempio, per quanto riguarda i tatuatori, molti giovani nei mesi scorsi hanno investito in formazione, proprio durante la pandemia, usufruendo dei corsi di abilitazione sanitaria, riconosciuti dalla Regione, e proposti da Confartigianato Verona e UPA Servizi, che hanno avviato quasi una trentina di ragazzi verso un futuro lavorativo tra inchiostri e arte, in proprio oppure all’interno di studi esistenti: per questi giovani nuovi tatuatori, sarebbe un vero smacco dover subito combattere, oltre le difficoltà dettate dalla crisi, anche contro la concorrenza sleale di gente senza scrupoli».

«Serve tolleranza zero – conclude Calmetta – e quindi maggiori controlli e sanzioni da parte degli Organismi addetti alla vigilanza, per non vanificare le disposizioni che siamo tenuti civilmente a rispettare nei nostri locali».