Economia - 11 gennaio 2022, 10:22

Alta velocità Verona-Padova: il progetto prosegue

La linea ferroviaria alta velocità/alta capacità Verona-Padova permetterà di unire le due città e di completare il collegamento tra Milano e Venezia. Stimate 300mila tonnellate di Co2 in meno all'anno e tempi di percorrenza dimezzati.

Alta velocità Verona-Padova: il progetto prosegue

I primi due lotti di alta velocità che uniranno Verona e Padova  sono già a uno stadio avanzato. 

Una fetta di viabilità di 76,5 chilometri che ha l'intenzione di unire non solo le due città, ma di completare il collegamento ferroviario tra Milano e Venezia, arrivando a servire il 75% della popolazione italiana con i treni veloci.

 Una corsa che unisce l’Italia al resto dell’Europa perché va a saldare quel corridoio mediterraneo indicato dall’Unione europea come una delle opere prioritarie per il continente con un conseguente slancio all'economia.

I primi due lotti dell’opera sono a buon punto: il primo lungo 44,2 chilometri, da Verona a Vicenza, è stato approvato in via definitiva nel 2018 con l’inizio dei lavori fissato al 6 agosto del 2020. Il secondo lungo 6,2 chilometri, all’interno del quale rientra l’attraversamento di Vicenza, prevede la consegna del progetto definitivo nei primi giorni di gennaio e l’inizio dei lavori entro l’estate del 2022.

Nell’insieme un’opera unica, finanziata - per la maggior parte - con i fondi del PNRR proprio perché considerata prioritaria per il paese, capace di dare una spinta considerevole in tema di mobilità sostenibile ma anche di avere un impatto significativo sul lavoro.

Ad oggi sono circa 320 le imprese fornitrici coinvolte nella realizzazione, mentre la forza lavoro impegnata, tra diretti e indotto, raggiungerà le 4mila persone.

Da un punto di vista ambientale, la nuova linea, una volta inaugurata, permetterà di ridurre di 298mila tonnellate le emissioni di Co2 nell’atmosfera, oltre a dimezzare i tempi di percorrenza sul tracciato complessivo.

«Quest’opera darà vita a un enorme cambiamento per questo territorio – spiega l’ingegnere Paolo Carmona, general manager del Consorzio Iricav Due – solo l’attraversamento di Vicenza contribuirà a modificare in modo sostenibile l’assetto cittadino, migliorando la connettività tra il Nord e il Sud dell’area urbana. Oltre a questo, l’intera linea viene costruita in affiancamento alla vecchia esistente, la cui funzionalità non viene interrotta a conferma della complessità tecnica dei lavori e dell’attenzione verso i bisogni del territorio».

Vicenza cambierà volto: oltre alla stazione cittadina e al passaggio della linea a due passi dall’agglomerato urbano, il progetto complessivo prevede anche l’istituzione di una linea lunga 12 chilometri servita da bus elettrici, che collegheranno gli estremi della città da Est a Ovest raggiungendo la stazione dell’alta velocità. Un approccio sostenibile per ridurre in modo significativo inquinamento e traffico.

Non potrà essere altrimenti per un treno veloce progettato per attraversare un’area densamente popolata, di persone, di fabbriche, di imprese. La linea, nella sua interezza, toccherà 22 comuni, quadruplicando in questo modo l’offerta del percorso esistente e aumentando la portata dello snodo intermodale di tutti i trasporti che interessano l’area del Nord Italia.

Tutto questo all’interno di una direttrice continentale di trasporto che collegherà l’Europa con l’Asia unendo le regioni del Sud con l’Europa Orientale. Una rivoluzione verde che avvicina l’Italia al resto dell’Europa.

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