Economia - 31 dicembre 2021, 08:27

Consorzio LEB, 33milioni di euro per rinnovare la maggiore opera irrigua veneta

Il finanziamento è stato erogato in seno al PNRR e prevede l'efficientamento della distribuzione della risorsa idrica sul territorio. Gli interventi permetteranno di risparmiare 87.2milioni di m³ di acqua all'anno

Consorzio LEB, 33milioni di euro per rinnovare la maggiore opera irrigua veneta

In arrivo al Consorzio LEB un finanziamento di 33milioni di euro. Il 16 dicembre, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile ha stanziato, con proprio Decreto, le risorse economiche necessarie al completamento dei lavori di rifacimento dell’infrastruttura del Consorzio LEB.

Il recente finanziamento porta a 53milioni lo stanziamento pubblico complessivo destinato dal Ministero per tale importante opera regionale, per la quale sono già in atto i lavori di primo stralcio finanziati per 20milioni di euro nel 2019.

Il finanziamento rientra tra gli “Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico”, in attuazione di quanto previsto dal PNRR, Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e risponde alle direttive europee sul risparmio idrico ed il rispetto dell’ambiente.

«Siamo molto soddisfatti – dichiara il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza – di questo ulteriore finanziamento, frutto di un incessante lavoro di squadra, sia da parte dei tecnici che degli amministratori, a cui va il mio personale ringraziamento unitamente a quello nei confronti delle Istituzioni regionali per il sostegno ricevuto e per la collaborazione nel conseguimento di questo storico risultato raggiunto».

L’intervento consente, a ultimazione dei lavori, di avere in consegna un’opera certamente all’avanguardia dal punto di vista strutturale e dell’efficientamento irriguo, unica nel suo genere nel panorama regionale e tra le più importanti a livello nazionale.

«Gli interventi, che consentiranno un risparmio annuo di 87.2milioni di m³ di acqua, sono fondamentali per l’agricoltura di una parte consistente della pianura veneta -sottolinea Cavazza. Del resto, il primo tratto dell’opera risale tra gli anni 70 ed i primi anni 80. Nonostante l’efficienza manutentiva e i costanti lavori di sistemazione ordinaria sin qui eseguiti, l’opera necessitava di un intervento radicale di ristrutturazione anche per poterla dotare di innovativi sistemi di monitoraggio e distribuzione della risorsa idrica».

Il sistema LEB oltre a rappresentare una fondamentale opera di distribuzione di acqua irrigua e vivificazione del territorio detiene anche un importante ruolo nella difesa idraulica del comprensorio. Il tratto Adige-Guà, infatti, all’occorrenza, funge da invaso per le piene del torrente Guà Frassine. Mentre il canale sotterraneo, quando necessario, permette di scaricare nel Bacchiglione le piene del canale Bisatto.

Il sistema LEB è stato realizzato in tempi diversi. Il primo tratto, realizzato tra il 1973 e il 1983, scorre all’aperto per 16,25 km, partendo da Belfiore e arrivando a Cologna Veneta per rilasciare le acque sul fiume Guà. Il secondo tratto, completato nel 1993, è sotterraneo: parte da Cologna Veneta e prosegue per 27,7 km fino a Montegaldella in provincia di Vicenza, dove si riversa sul Bacchiglione. Vi è un poi un terzo tratto, di 4 km circa, che sempre a Montegaldella, poco prima dello scarico in Bacchiglione, funge da opera di collegamento con gli scoli minori che servono l’area termale dei Colli Euganei. Nel suo percorso attraversa le province di Verona, Vicenza e Padova arrivando fino alla provincia di Venezia e fornisce acqua di qualità a oltre 82 mila ettari di campagne, grazie a 43 opere di derivazione.

SU