Associazioni | 31 dicembre 2021

FILICE (SPI CGIL): oltre 9mila anziani veronesi soli durante le festività

Sindacato dei pensionati della Cgil di Verona e Spi Cgil del Veneto, lanciano l'allarme: 9500 gli anziani in provincia di Verona che non hanno compagno/compagna né figli. Passeranno la sera dell'ultimo dell'anno in solitudine

FILICE (SPI CGIL): oltre 9mila anziani veronesi soli durante le festività

Mentre tanti veronesi si preparano a festeggiare l’arrivo del nuovo, esiste nella provincia una platea di persone che starà da sola anche per il cenone del 31 dicembre, dopo aver passato il Natale senza alcuna compagnia.

Secondo i dati elaborati dal sindacato dei pensionati della Cgil regionale su base Istat, sono circa 9.500 anziani ultra75enni (3.225 nel Comune di Verona) che vivono senza nessuno.

«Di solitudine si può anche morire – commenta Adriano Filice, segretario del sindacato dei pensionati della Cgil di Verona -. E nei periodi festivi questa intima sofferenza moltiplica il dolore di chi passa le feste senza l’affetto di nessuna persona cara. Nasce da qui il grido d’allarme, rivolto soprattutto alle amministrazioni comunali perché non si dimentichino di chi in questi giorni è solo e resterà solo con i propri acciacchi fisici e umorali. Fondamentale in tale panorama è anche il ruolo del volontariato ed è inutile dire che realtà come l’Auser, che ha una grandissima attenzione per le situazioni degli anziani soli ai quali offre servizi a domicilio di ogni genere, sono indispensabili».

Il sindacato dei pensionati Spi Cgil Verona, calcola che nel Veronese il 9% di tutti gli over 75 vive solo, perché non ha né coniuge né figli. Non solo. Fra questi anziani, molti devono confrontarsi con più malattie croniche che ne limitano l’autosufficienza. Chi starà con loro in questo periodo di festa?

«Il tema della solitudine è da sempre al centro delle nostre battaglie e delle nostre denunce – ricorda Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto -. L’anziano solo è fragile, soggetto a incidenti domestici spesso funesti, esposto a truffe e raggiri, impossibilitato ad accedere al mondo digitale. Con le festività, poi, per queste persone il dramma si acuisce com’è ovvio che sia e ogni anno sentiamo storie che non vorremmo mai ascoltare. Nei comuni più piccoli forse è più facile gestire e monitorare queste situazioni, in quelli più grandi, no. Per questo serve una rete di protezione sempre più capillare che metta in campo tutti i soggetti più attrezzati ad affrontare questo dramma. Naturalmente è compito delle amministrazioni coordinare tali reti e per quanto ci riguarda noi siamo i primi a voler esserne coinvolti».

L’indagine dello Spi fotografa un quadro a tinte fosche. Prendendo in considerazione la fascia degli over 75, età che vede spesso dei peggioramenti nelle condizioni di vita dei soggetti e un aumento delle cronicità e delle situazioni di non autosufficienza, gli anziani veronesi con più di 75 anni potenzialmente soli perché celibi/nubili, divorziati/divorziate, vedovi/vedove sono circa 52.500 (poco meno di 20mila nel capoluogo) su un totale di poco superiore ai 105 mila over 75 (circa 36 mila nel Comune di Verona). Fra questi però la maggior parte ha figli e nipoti e può passare festività potenzialmente serene. Il vero problema riguarda i circa 9.500 anziani senza compagno o compagna e senza prole.

A livello nazionale, fortunatamente, metà degli over 75 vive a uno o poco più chilometri di distanza e si pensa che in generale questi nuclei passeranno le vacanze natalizie in compagnia. Sempre secondo l’Istat, il 20% degli over 75 ha ancora figli che vivono in casa mentre circa l’1% ha figli che vivono all’estero. Ma per chi è proprio solo in tutti i sensi, e in età avanzata, questi gironi rappresentano tutto tranne che una festa.