Associazioni - 29 dicembre 2021, 12:01

Fipe-Confcommercio Verona, Artelio: «Raffica di disdette, ristoranti e locali sono oggetto di un lockdown subdolo»

Paolo Artelio, presidente di Fipe-Confcommercio Verona, espone le sue perplessità in merito alle cancellazioni delle prenotazioni piovute in questi giorni in vista delle festività di fine anno e del cenone di San Silvestro.

Fipe-Confcommercio Verona, Artelio: «Raffica di disdette, ristoranti e locali sono oggetto di un lockdown subdolo»

«Ristoranti, locali e alberghi sono luoghi sicuri in cui le severe norme nazionali vengono rispettate puntigliosamente: la raffica di disdette arrivate in questi giorni penalizza ingiustamente le imprese di settore della nostra provincia, molte delle quali ormai allo stremo».

E' il commento di Paolo Artelio, presidente di Fipe-Confcommercio Verona alle cancellazioni alle prenotazioni piovute in questi giorni in vista delle festività di fine anno e del cenone di San Silvestro.

«Siamo oggetto di un lockdown strisciante, subdolo, che rappresenta una stangata per i pubblici esercizi e avrà ripercussioni pesantissimi su bilanci già falcidiati dalle limitazione a singhiozzo vissute in questo 2021 -sottolinea ancora Artelio-. Il mese di dicembre, il più importante dell’anno che da solo vale il 10% del fatturato dei ristoranti, è in buona parte compromesso e si aggiunge ad un periodo prolungato di crisi che stava finalmente vedendo una via di uscita».

Artelio aggiunge: «Molti imprenditori del settore dei pubblici esercizi avevano ordinato merce, pagato dj, artisti e fornitori -conclude Artelio-. E ora devono disdire tutto. Chiediamo al governo misure urgenti come ad esempio le proroghe delle moratorie bancarie e della cassa Integrazione. Interventi che dovranno sostenere quei comparti che stanno soffrendo di più. Come la ristorazione nei luoghi turistici, quella legata agli eventi o alle feste private o le discoteche e i locali da ballo, letteralmente mortificati dall’ultimo provvedimento che li ha chiusi senza alcun preavviso fino al 31 gennaio».

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