Economia | 29 dicembre 2021

Coldiretti Verona, Vantini: «Soddisfatti della firma del Decreto Flussi, decisivo per l'agricoltura scaligera»

Solo in Veneto, secondo le stime Coldiretti, nel 2020 sono stati assunti oltre 25mila stagionali stranieri nei campi, di questi oltre il 60% nella provincia veronese. Per sostenere la crescita è necessario normare la presenza dei lavoratori e snellire la burocrazia

Coldiretti Verona, Vantini: «Soddisfatti della firma del Decreto Flussi, decisivo per l'agricoltura scaligera»

«Siamo soddisfatti della firma del Decreto Flussi che risponde alle esigenze delle aziende agricole per i lavori in campagna della primavera ed estate 2022. Il provvedimento è necessario per salvare i raccolti e cogliere nel settore agroalimentare le opportunità che vengono dalla ripresa economica che dipende fortemente anche dal contributo dei lavoratori stranieri, nonostante la crescita di interesse tra gli italiani».

E’ quanto afferma Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona nel commentare positivamente l’annuncio del premier Mario Draghi della firma del provvedimento da parte del Governo atteso in Consiglio dei Ministri. Solo in Veneto, secondo le stime Coldiretti, nel 2020 sono stati assunti oltre 25mila stagionali stranieri nei campi di cui oltre il 60% nella provincia veronese.

«È importante – aggiunge Vantini - che sia stata confermata l’assegnazione di quote riservate alle associazione di categoria individuate dal Ministero tra cui Coldiretti. A preoccuparci è come si evolverà la pandemia che condiziona gli attraversamenti delle frontiere per cui è necessario attendere per capire nei prossimi mesi quali regole saranno adottate per i lavoratori provenienti dai paesi stranieri».

Per sostenere la crescita è necessaria la presenza di lavoratori in un settore, come quello agricolo, dove un prodotto su quattro viene raccolto da mani straniere con 368mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato la Coldiretti.

Si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese, spesso stabilendo delle durature relazioni professionali oltre che di amicizia con gli imprenditori agricoli.

Ma per salvare le produzioni Made in Italy occorre anche dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter essere impiegati nei campi attraverso una radicale semplificazione del lavoro agricolo. Un provvedimento che interesserebbe almeno 25mila italiani in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.