Economia | 27 dicembre 2021

Proiezioni di mercato: alti e bassi per l'inizio del 2022

Secondo le stime dell'Istituto Svizzero della Borsa, il mercato dell'anno che sta per entrare sarà ondivago, ovvero caratterizzato da picchi alti e bassi. La percentuale maggiore dei soggetti cercherà stabilità nella via di mezzo.

Proiezioni di mercato: alti e bassi per l'inizio del 2022

Dai primi di novembre, il mercato è cambiato. L’impatto genera confusione e si inserisce nel solco delle grandi onde di variazione di questi ultimi 20 anni come conseguenza di un’epoca che ricerca un nuovo equilibrio: se è vero che la coscienza collettiva rispecchia la coscienza “media” dei singoli individui, questo è il momento dove ciascuno sta cercando una nuova stabilità.

È quanto emerge dagli studi condotti dall’Istituto Svizzero della Borsa.

Il primo di novembre ha decretato la difficoltà dei mercati a uscire da un trading range. Sempre secondo l’Istituto, l’uscita ci sarà presto, come ulteriore tentativo del mercato di dimostrare la propria capacità di sviluppare una tendenza. Nondimeno, questo è il preavviso di una fase di mercato, se possibile, più complicata di quelle che abbiamo vissuto nell’ultimo triennio.

Nel 2022-2023 le coscienze dei singoli ricercheranno un bene prezioso che è stato quasi sconosciuto negli ultimi anni: la moderazione. Ciò implica una lateralità tendenziale dei mercati. La lateralità è infatti la paura delle coscienze di uscire dai confini. E’ la condizione di comodo di stare nel mezzo. È il tentativo di ricercare una normalità, uguale o diversa.
 
Si dice che il mercato nel 60-70% del tempo stia nel mezzo. Ma negli ultimi anni, abbiamo assistito a una capacità del mercato a cedere all’euforia, sfondando nuovi massimi nella continua ricerca di non stare nel mezzo. Ora dovremo imparare a fare di nuovo i conti con lo stare nel mezzo.
 
Il prossimo biennio non è quello dei nuovi massimi a tutti i costi. E’ quello delle onde. Lo vedremo già nei primi otto mesi del 2022: periodo nel quale i nostri algoritmi prevedono un nuovo massimo, poi una correzione più profonda di quelle viste negli ultimi mesi, e probabilmente maggiore rispetto a quella di ottobre 2020 (10-20%).
 
Poi un tentativo, riuscito o no per ora è difficile da prevedere, di ritorno ai massimi, seguito da una correzione ulteriore. Una serie di onde, che disegnano un trading range, più che una tendenza. Non più il buy the dipMa una impostazione necessaria molto più orientata alla strategia di medio termine.
 
C’è una ragione specifica. Gli alti e bassi della pandemia, l’alternanza di euforia e paura, speranza e ansia che combattono: c’è un unico desiderio che, alla fine, prevale. La moderazione. Il sapere “stare in mezzo”.

Secondo Maurizio Monti dell’Istituto Svizzero della Borsa, il fenomeno può essere spiegato in termini di dinamica mentale: in ogni momento, con condizioni e individui potenzialmente diversi di volta in volta, il 60% almeno delle persone preferisce sentirsi nella condizione di essere su un carro dove si viene trasportati e non vi è l’obbligo di assumersi la responsabilità di determinare la direzione.
 
In ogni momento c’è un 20% di persone che cerca di trainare il carro verso la via della evoluzione e del progresso, e un altro 20% che, spesso in modo nascosto e subdolo, cerca di trascinarlo in direzione opposta.
 
All’interno di quel 60% c’è ora un grande desiderio di moderazione. Di stare al centro del carro, e più che mai di confondere la normalità con la neutralità.
I mercati, nei primi otto mesi del 2022, saranno la proiezione dell’inconscio collettivo che reclama la moderazione. E il mercato sarà ondivago, più del solito e tendente al trading range. Gli eccessi verranno limati.