Economia | 22 dicembre 2021

Fatturato da record per Cantina Valpolicella Negrar

Con un fatturato consolidato di 43.200.000 di euro, la coop vinicola veneta registra un +14% rispetto l'anno precedente, grazie a nuovi mercati, Gdo e vendite on-line. Aumentano anche gli ettari vitati bio, da 139 a circa 150 tra certificati e in conversione, anche nella zona del Bardolino.

Fatturato da record per Cantina Valpolicella Negrar

Fine anno, tempo di bilanci e previsioni per Cantina Valpolicella Negrar, che chiude l'esercizio 2020/21 nel miglior modo possibile, con una crescita del 14% rispetto l'anno precedente e un fatturato consolidato di 43.200.000 euro. Inflazione e aumenti del costo della vita, fattori che incidono negativamente sul potere d'acquisto dei consumatori, oscurano l'orizzonte del 2022, ma Daniele Accordini, dg ed enologo della cantina cooperativa negrarese, contrappone a un possibile futuro calo delle vendite l'irrevocabilità dei cambiamenti avvenuti sulle modalità di consumo e acquisto del vino in seguito alla pandemia.

Effetto “cocooning”, ovvero il piacere di stare a casa. Si trascorre, infatti, più tempo libero nella propria abitazione, per cui si desidera renderlo il più confortevole possibile, anche con acquisti di vini importanti su canali di vendita diretti. La crescita del fatturato della coop vinicola si deve, infatti, al mix “nuovi mercati, Gdo e on-line”, che negli anni della pandemia ha premiato, e continua a premiare, le cantine che hanno saputo gestirlo al meglio, compensando l'inevitabile calo subito dal canale ristorazione, per la cantina pari ad un -30%.

Conferma Accordini: «Oltre ad aver consolidato i nostri mercati di riferimento – Germania e monopoli nord europei - abbiamo instaurato nuovi rapporti economici con Bielorussia, Azerbaigian, Brasile, Guatemala, Messico, Cipro, Repubblica Ceca e Romania. Le vendite nella grande distribuzione sono cresciute in valore e volume (+25 %), in quanto c'è una maggiore richiesta di vini di fascia medio-alta. L'e-commerce è letteralmente esploso, segnando un +350%».

Vino sempre più sostenibile

Altro cambiamento irreversibile è l'accelarazione della digitalizzazione, che ha portato a nuove modalità di approccio ai clienti. “Collegandoci on-line, voli aerei e pernottamenti possono essere ridotti senza per questo intaccare la bontà delle relazioni di lavoro, anzi, spesso queste sono migliorate perché si svolgono in un clima più rilassato e con maggior frequenza. In Norvegia, ad esempio, ci andavo ogni 2 anni, mentre adesso sento i nostri importatori almeno una volta al mese. Facciamo via web anche degustazioni, alcune in notturna, con Argentina, Brasile, Stati Uniti. Il contatto personale è sempre importante e, quando è possibile da preferire, perché il vino ha bisogno di socialità, ma in questo modo il vino è diventato anche più sostenibile. Una sostenibilità che la cantina può vantare anche in campo, essendo il primo produttore di vini bio per estensione di vigneti in Valpolicella: su un totale di oltre 700 ha, dai 139 ha del 2020, nel 2021 il vigneto bio è arrivato a cica 150 tra ettari certificati e in conversione, ora anche nel territorio del Bardolino.

Un nuovo investimento a San Pietro in Cariano. Si tratta di uno stabilimento di 5 mila metri quadrati per la messa a riposo di uve per l'Amarone e il Recioto. “Un investimento fatto per dar maggior valore al lavoro dei nostri 244 soci e all'azienda. Dai 4 mila q di uve messi in appassimento nel 1990, siamo arrivati nel 2021 a metterne oltre 30 mila quintali. Numeri che parlano di come la cantina sia diventata nel tempo un punto di riferimento nella pratica di questa tecnica millenaria”, afferma Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.