Associazioni | 22 dicembre 2021

Produzione industriale, a Verona nel terzo trimestre superati i livelli pre-pandemia

Nel 3° trimestre del 2021, la produzione industriale veronese cresce del 5,6% su base annua. Si tratta di un risultato che supera le previsioni, che la davano a +4,17% e che permette di recuperare completamente la perdita subita nello stesso periodo dell’anno precedente (-4,32%).

Produzione industriale, a Verona nel terzo trimestre superati i livelli pre-pandemia

Nel 3° trimestre del 2021, la produzione industriale veronese cresce del 5,6% su base annua, risultato che supera le previsioni, che la davano a +4,17% e permette di recuperare completamente la perdita subita nello stesso periodo dell’anno precedente (-4,32%).  
 
Le prospettive per il 4° trimestre del 2021 si mantengono molto positive e pari a +4,33%. Stabile e pari al’87% il numero di aziende che dichiara un utilizzo della capacità produttiva normale o soddisfacente. Solo il 13% di esse è insoddisfatto. 
 
Positive le vendite con quelle verso il mercato nazionale, che sfiorano il +10%, ed europeo (+4,8%) che recuperano entrambe il gap negativo rispetto allo scorso anno. A +5,63% anche le vendite extra-Ue che sono ancora in fase di recupero. 

Gli ordini crescono del 7,72%, più che raddoppiando le aspettative che li davano a +2,9% per gli ordini Italia e 3,3% per quelli dall’estero. Stabile il numero di aziende che dichiara prospettive di lavoro a medio e lungo termine (82%).  
 
Peggiora la situazione per i pagamenti, cresce la quota di imprese che rileva un ritardo negli stessi (14% vs 9% della scorsa rilevazione). Il 94% delle aziende dichiara una liquidità buona o normale (98% nel secondo trimestre 2021).  
 
Positive le previsioni, le aziende veronesi, infatti, prevedono di chiudere l’anno con un incremento della produzione pari a +4,33% rispetto allo stesso periodo del 2020, con gli ordini in crescita di oltre il 3% e con l’occupazione in lieve aumento (+0,89%).  

Stabile la fiducia delle imprese, invariato il numero di imprenditori che prevede nei prossimi 12 mesi di aumentare gli investimenti o mantenerli stazionari rispetto all’anno scorso (83%). 
 
Positivo il fatturato delle imprese di servizio, l’80% di esse lo dichiara in aumento o stabile. 

Il commento di Raffaele Boscaini, presidente Confindustria Verona

«Il nostro Paese si trova in un momento storico straordinario. Come ha detto anche la presidente Von der Layen, l’Italia sta crescendo con una spinta che non ha eguali nell’ultimo secolo. Nel corso dell’anno la nostra manifattura ha recuperato stabilmente i livelli di attività precedenti lo scoppio della pandemia, mostrando una capacità di reazione allo shock del tutto nuova e, a differenza di quanto accaduto di fronte alla precedente crisi economica del 2008, è diventata uno dei principali motori della crescita industriale nell’Eurozona. Domanda interna sostenuta dai provvedimenti statali, basso grado di strozzature che stanno colpendo le catene globali del valore, un sistema produttivo che aveva già subito una selezione e consolidamento nella precedente crisi economica, sono i fattori che caratterizzano questo risultato». 

«Un risultato che notiamo anche nel nostro territorio con gli indicatori che si riportano quasi tutti oltre i livelli pre-pandemia. Ma da imprenditore sono abituato ad analizzare anche i possibili ostacoli che potrebbero intaccare questa crescita, e perciò dobbiamo rilevare che la scarsità e l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia sono sicuramente fattori limitativi della produzione. Secondo l’ultimo report Prometeia, i rincari più intensi, in media, che si sono registrati a novembre rispetto ad ottobre hanno riguardato le materie prime destinate alla filiera alimentare e tessile/moda, rispettivamente +4.3% e +3.4%, settori che a Verona hanno un peso rilevante». 

«In questo momento altro fattore critico è il capitale umano. Numerose imprese segnalano la difficoltà di trovare alcune figure professionali fondamentali. Secondo la nostra rilevazione il 37% delle aziende veronesi ha difficoltà a trovare figure professionali tecniche specialistiche, il 19% a reperire manodopera.  
Sul fronte delle imprese dei servizi di fronte ai buoni risultati del 2021, ricordo che il turismo è un settore che ancora sta faticando. A Verona abbiamo avuto la fortuna di poter contare sull’Arena che, con il fitto calendario di appuntamenti, ha garantito una discreta stagione estiva, ma sappiamo bene che i pochi mesi estivi non sono sufficienti per riportarsi ai livelli 2019».  

«In generale le prospettive ci fanno ben sperare di poter chiudere l’anno con ottimi risultati e per poter affrontare con slancio il 2022. Il successo della campagna vaccinale, i fondi del PNRR, il Governo che sta lavorando e spero possa continuare con la guida di Mario Draghi a lavorare spedito, sono tutti fattori che contribuiscono in maniera significativa al consolidamento della fiducia delle imprese, imprese che a Verona, sono orgoglioso di ricordarlo, hanno in programma nei prossimi anni investimenti per 7 miliardi di euro».

«Una cifra che, sommata agli oltre 28 miliardi per infrastrutture ed edilizia monitorati da Cresme nella ricerca Verona 2040, potrebbe fare del nostro territorio ancor più un polo di traino e di attrazione del Paese, un’occasione che non possiamo sprecare e che ci deve vedere tutti coinvolti, istituzioni, imprese e cittadini, perché solo se ci considereremo tutti corresponsabili del nostro futuro potremmo veramente costruire la Verona che stiamo immaginando».