Lavoro | 21 dicembre 2021

Lavoro a Verona, report di fine anno della Cisl scaligera

Secondo il bilancio di fine anno della Cisl Verona e del segretario Giampaolo Veghini, la situazione non è delle migliori. E' una delle province con le maggiori perdite soprattutto a causa del calo turistico. I numeri stanno crescendo ma siamo ancora lontani dalle percentuali pre pandemia

Lavoro a Verona, report di fine anno della Cisl scaligera

Dal punto di vista occupazionale, quanto successo nel corso del 2020, ha profondamente condizionato le performance economiche ed occupazionali della provincia scaligera registrate nella prima parte del 2021 e nel corso del terzo trimestre dell’anno.

Così inizia il report sul mercato del lavoro veronese presentato come ogni anno dalla Cisl scaligera e dal loro segretario Giampaolo Veghini in sinergia con Veneto Lavoro.

 Il diffuso rallentamento dell’attività produttiva, con ampie ricadute per i settori maggiormente interessati dalle chiusure e dai vari provvedimenti posti in essere per arginare il diffondersi della pandemia, ha avuto nel corso del 2020 e nei primi mesi del 2021 importanti ricadute dal punto di vista occupazionale, generando un significativo rallentamento dei trend (particolarmente positivi) di crescita registrati per buona parte del 2019. La provincia di Verona, per la peculiare conformazione del tessuto economico-produttivo e per la rilevanza del comparto turistico, è stata uno dei territori della regione ad aver registrato le perdite maggiori.

Anche nel corso del terzo trimestre, sono in parte proseguite le buone performance registrate nella parte centrale dell’anno, tuttavia non manca un significativo effetto trascinamento di una situazione  non completamente definita ed ancora contraddistinta da dinamiche influenzate dagli effetti della pandemia.

Rimangono aperte alcune questioni:

  •       La buona ripresa della dinamica occupazionale registrata nel corso del 2021 è sicuramente sintomo di una ritrovata “mobilità del mercato” del lavoro (dopo il sostanziale “blocco” dello stesso nel corso del 2020). Questo significa, oltre ad un rafforzamento della domanda da parte delle imprese, anche una maggiore variabilità delle posizioni di lavoro, un maggiore “turnover” ovvero un maggiore avvicendamento dei lavoratori nelle diverse posizioni.
  •    Le dinamiche demografiche, anche quelle più recenti, confermano la situazione di particolare disagio che stiamo attraversando sia quanto a sostenibilità nel lungo periodo dei trend attuali (invecchiamento) sia in termini di rinnovamento generazionale (denatalità). La sfida finale anche nel nostro territorio sarà quella di mantenere competitivi i lavoratori, soprattutto quelli più deboli e vulnerabili, in un mercato del lavoro in forte cambiamento.