Economia | 21 dicembre 2021

Il food italiano è uscito dalla crisi: export +11%, anno record

L’agroalimentare nazionale ha ufficialmente ripreso quota dopo il calo causato dalla crisi sanitaria. Prevista quota 52miliardi entro fine anno, valore storico ottenuto grazie all'export e alle politiche green

Il food italiano è uscito dalla crisi: export +11%, anno record

L’agroalimentare italiano è uscito dalla crisi generata dalla pandemia Covid più forte di prima con il record storico nelle esportazioni che fanno registrare un balzo dell’11% per un valore che raggiungerà a fine anno i 52miliardi, il massimo di sempre, se il trend sarà mantenuto.

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei nuovi dati Istat relativi al commercio estero nei primi dieci mesi del 2021, in occasione della propria Assemblea nazionale con la partecipazione dei principali leader politici italiani.

Un risultato ottenuto grazie anche alla spinta dell’arrivo delle feste di Natale e nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown in tutti i continenti della ristorazione che ha pesantemente colpito la cucina italiana. L’emergenza sanitaria Covid ha, infatti, provocato una svolta salutista nei consumatori a livello globale che hanno privilegiato la scelta nel carrello di prodotti alleati del benessere come quelli della Dieta mediterranea.

E si registra anche un impatto positivo sulle vendite all’estero della vittorie sportive che hanno dato prestigio all’immagine del Made in Italy. In testa alla classifica delle esportazioni agroalimentari c’è il vino che quest’anno si avvia a sfondare il muro dei 7miliardi di euro in valore secondo le proiezioni di Coldiretti su dati Istat.

Tra i principali clienti del tricolore a tavola ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto con un incremento del 15% nel periodo gennaio-ottobre 2021.

Positivo l’andamento anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di italian food con un incremento del 6%, e in Francia (+7%) che è stabile al terzo posto mentre al quarto è la Gran Bretagna dove però le vendite arretrano dell’1% a causa delle difficoltà legate alla Brexit, tra le procedure doganali e l’aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli. Fra gli altri mercati si segnala la crescita del 14% in quello russo e del 39% su quello cinese.

Alla base del successo del Made in Italy c’è un’agricoltura che è diventata la più green d’Europa con la leadership Ue nel biologico con 80mila operatori, il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (316), 526 vini Dop/Igp e 5.333 prodotti alimentari tradizionali e con Campagna Amica la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori.

Il Belpaese è il primo produttore Ue di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne.