Associazioni | 21 dicembre 2021

Filca Cisl Veneto su qualità del lavoro, Orrù confermato segretario generale

Concluso a Galzignano Terme il Congresso della Federazione Cisl delle costruzioni e del legno. 22mila gli iscritti che lavorano nel settore. Turni massacranti, ponteggi pericolanti, lavoro in nero: le segnalazioni in materia di sicurezza dei lavoratori delle costruzioni.

Filca Cisl Veneto su qualità del lavoro, Orrù confermato segretario generale

Si è concluso  con la rielezione del segretario generale Francesco Orrù e la conferma dei segretari in carica Marco Potente e Alberto Franzo il Congresso della Filca Cisl del Veneto, la Federazione Cisl delle costruzioni e del legno che rappresenta 22mila iscritti che lavorano nelle imprese edili, nei cantieri, nei mobilifici e nelle cementerie del Veneto. Un esercito di 126mila lavoratori impiegati nelle oltre 46mila imprese attive nel settore delle costruzioni del Veneto ai quali si aggiungono gli oltre 44mila dipendenti delle 6mila fra fabbriche di mobili e industrie del legno.

 

Sardo di nascita, trevigiano di adozione, 51 anni Francesco Orrù si è avvicinato al sindaco nel ‘92, quando è diventato delegato della Filca Treviso, diventando poi nel ‘95 operatore a tempo pieno, componente di segreteria e nel 2010 segretario generale, carica che ricopre anche dopo l’unificazione con Belluno e fino al 2017, quando è stato eletto segretario generale della Filca del Veneto. Conferma anche per il trevigiano Marco Potente e per il veneziano Alberto Franzo.

 

La riflessione congressuale, dal titolo “Qualità al lavoro per un lavoro di qualità” ha preso le mosse dall’analisi dello stato di salute del settore in Veneto, con un report che ha posto l’accento sull’effetto del Covid sul comparto - 18milioni le ore di cassa integrazione erogate nel 2020 nel settore dell’edilizia in Veneto, un numero che fa impallidire gli appena 2 milioni e 150mila di ore del 2019 -, che ha segnato uno stop alla ripresa dalla grande crisi che aveva messo in ginocchio l’intero settore delle costruzioni negli anni 2012-2013. Il rilancio di investimenti e occupazione, è avvenuto quest’anno grazie agli inventivi fiscali, in particolare grazie al decollo degli interventi legati al superbonus del 110%.

 

I dati elaborati dalla Filca confermano la ripresa in atto. Il settore delle costruzioni, dal punto di vista occupazionale, ha registrato una crescita nell’anno in corso. In Veneto, nei primi tre trimestri del 2021, l’aumento degli assunti nel settore delle costruzioni è staoa di +3.575 unità, un valore pari al +14%. Nel terzo trimestre del 2021 rispetto al terzo trimestre del 2020 la crescita è stata del +8,9%. Il dato delle assunzioni del secondo trimestre 2021, 9.880, è il migliore degli ultimi due anni. Il saldo occupazione si conferma positivo al terzo trimestre del 2021: +4.215 con i contratti a tempo indeterminato che sono cresciuti di +1.195.

 

Anche nel settore del legno-mobilio in Veneto i dati vanno in controtendenza rispetto a quanto visto in altre filiere. Le assunzioni nei primi tre trimestri del 2021 sono state 4.730 rispetto alle 3.505 del 2020 (tre trimestri). La crescita in valori assoluti è stata di + 1.225 unità e del +35% a livello percentuale. Anche il numero di imprese registrate in Veneto nel settore delle costruzioni ha visto un aumento: nel secondo trimestre del 2021 erano 67.921, un dato superiore al primo trimestre del 2020 (67.598) e del 2019 (67.846).

 

«Le casse edili d’Italia registrano un incremento a doppia cifra della massa salari, del numero d’imprese e dei lavoratori iscritti - sottolinea Orrù -. Sì, siamo in una fase di forte ripresa, anche se non dobbiamo dimenticare che nell’ultimo decennio abbiamo perso circa il 45% della massa salari, dei lavoratori iscritti alle nostre casse edili e delle imprese presenti nel settore. Servirà ancora del tempo per recuperare, nel contempo possiamo asserire che questa ripresa andrà avanti per i prossimi 6/7 anni; è legata agli innumerevoli bonus - mai così tanti dal dopoguerra - per interventi di riqualificazione energetica, dal superbonus 110 %, al bonus facciate».

 

Una ripresa importante purtroppo accompagnata da un aumento inaccettabile del numero degli infortuni e delle morti sul lavoroSono 89 i morti sul lavoro registrati nei primi dieci mesi del 2021 in Veneto, con un incremento del 25% rispetto allo scorso anno. Da gennaio 2021 a fine ottobre sono state 64 le vittime rilevate in occasione di lavoro in Veneto (+ 16% rispetto al 2020 quando erano 55) e 25 i lavoratori che hanno perso la vita nel tragitto casa-lavoro (+56% rispetto al 2020 quando erano 16). La regione è al settimo posto nella graduatoria nazionale per numero di decessi in occasione di lavoro. Crescono del 14% anche gli infortuni non mortali, che passano dai 49.286 di ottobre 2020 ai 56.131 di fine ottobre 2021. A Verona la maglia nera in regione per il più elevato numero di denunce di infortunio: 11.533. Seguono Vicenza (10.690), Treviso (10.533), Padova (10.111), Venezia (9.164), Belluno (2.163) e Rovigo (1.937).

 

«La questione della sicurezza va riportata al centro del dibattito e su questa materia ribadisco le nostre proposte: l’attuazione della patente a punti, strumento importante per la selezione e la qualificazione delle imprese, una nuova cultura dell’accesso alla professione, che impedisca che chiunque, senza un’adeguata formazione, preparazione o garanzie anche economiche possa inventarsi imprenditore edile; contratto di cantiere; un piano straordinario dell'Inail in collaborazione con gli enti bilaterali del settore, che preveda l’investimento in prevenzione e formazione dell’utile annuale dell’Istituto, pari a un miliardo di euro; il rafforzamento degli organi di controllo con l’assunzione del numero adeguato di personale, per arrivare all’introduzione della migliore tecnologia all’interno dei cantieri».

 

La Filca nel corso del Congresso ha lanciato il progetto “Un segnale per la vita”, iniziativa volta a raccogliere segnalazioni anonime di irregolarità in materia di sicurezza nei cantieri e nelle aziende. Il sindacato degli edili della Cisl, ha predisposto un centro di raccolta online di segnalazioni anonime che i lavoratori potranno inviare per segnalare irregolarità, pericoli e mancato rispetto delle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro e nei cantieri. 

 

Una quindicina gli alert raccolti dai sindacalisti in poco meno di tre settimane. Di varia natura le segnalazioni arrivate e prese in carico dai sindacalisti con interventi mirati, controlli nelle aziende e nei cantieri, coinvolgimento dello Spisal, dell’Ispettorato territoriale del lavoro e dell’ente bilaterale. C’è chi segnala lavoratori in nero nell’impresa per cui opera, chi fa turni massacranti di 10 ore con straordinari non pagati e chi fa riferimento a situazioni generiche di rischio, come il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza. Emerge chiaramente un problema diffuso che riguarda i ponteggi, di scarsa qualità, perché sul mercato non se ne trovano più a causa del boom delle ristrutturazioni legato al superbonus 110% - il Veneto è la terza regione d’Italia per numero di investimenti ammessi a detrazione Super Ecobonus 110% - e perché vengono montati male, a dimostrazione della carenza di formazione del personale. Grazie agli alert, gli operatori sindacali hanno verificato personalmente tutte le situazioni di rischio e chiesto l’intervento degli organi preposti ai controlli.

 

“La Filca, nel suo percorso congressuale - ha detto il segretario generale nazionale della Filca Cisl Enzo Pelle che è intervenuto alla prima giornata di Congresso - ha rilanciato con forza la necessità di investire in sicurezza: non è pensabile che ancora oggi, con gli avanzamenti tecnologici che viviamo ogni giorno, nei cantieri troviamo mezzi che hanno ancora solo il cicalino e il lampeggiante, quando tutte le auto che usiamo per strada hanno telecamere e sensori per i punti morti. Chiediamo un grande investimento tecnologico sulla sicurezza”.